Justin Bieber omofobo e abortista viene ucciso (ma solo in tv)
Il 16enne più famoso del mondo gioca a fare l'adulto su Rolling Stone e il risultato è un'intervista sull'aborto e sulla "scelta di essere gay". E intanto la tv trivella di colpi Bieber in una scena di "CSI".
Justin Bieber è la baby star più famosa del pianeta. La sua influenza sulle masse di teenager è pari a quella dei Beatles di una volta. Ragazzine che piangono e si strappano i capelli, fan impazzite che si tatuano sul corpo frasi delle sue canzoni e adulti che canticchiano le strofe di "Baby" e "Never Say Never". "Glee" gli ha recentemente dedicato anche un piccolo omaggio eleggendolo ad icona pop del momento (se mai ce ne fosse stato bisogno), idolatrandolo e consacrando il suo ciuffo (copiato alle/dalle lesbiche di tutto il mondo).
Justin Bieber però, è solo un ragazzino. Su YouTube sono decine e decine le sue interviste nei migliori talk show, da Ellen a Chelsea Lately e quello che emerge è...il nulla. Justin Bieber è un adolescente come tanti, anche abbastanza "vuoto". Le sue elaborazioni si limitano a timidi "ehm..okay" e flaccidi "all right, yeah man". Sicuramente dotato nel canto, la sua fama è stata orchestrata ad arte da un team di esperti della comunicazione, che sono riusciti nel miracolo: far diventare un nonimo ragazzino del Canada una grande star.
Ora, con un'autobiografia (!) e una biopic in stile "8 Mile" in arrivo nelle sale (dal titolo "Never Say Never"), la bibbia musicale Rolling Stone ha cercato di dare a Bieber un tono più adulto, intervistandolo in maniera "propria" a quella di qualsiasi altra star musicale del suo calibro. Il risultato più che rivelarsi sorprendente, è stato alquanto triste e switchando fra aborto e omosessualità, Bieber ha strafalcionato di qua e di là, per la gioia delle sue sostenitrici canadesi ultracattoliche.
Sull'omosessualità ecco il commento di Justin: "Essere gay è una scelta individuale. Non riguarda me e quindi non dovrebbe riguardare nessun altro".
Sull'aborto le idee non sono proprio chiare: "Non credo nell'aborto. Insomma, è come uccidere un bambino". E in caso di aborto? (incalza la giornalista malefica) "Um. Beh, credo che sia molto triste ma tutto accade per una ragione. Non conosco certo che ragione potrebbe esserci dietro una cosa del genere. Non mi sono mai trovato in una situazione simile, quindi non saprei giudicare".
E' l'ora di qualche massima politica: "Non so ancora bene che cosa siano i partiti, ma so che qualsiasi cosa abbiano in Corea, beh, quella è davvero brutta".
Tralasciando la malignità dell'intervistatore che ha davvero sparato sulla croce rossa, il Bieber-pensiero è purtroppo condiviso e influenza tutta la generazione delle sue piccole fan. E' davvero giusto che un ragazzino 16enne che ha un ascendente così forte sulla sua generazione possa dire, in tutta onestà, che essere gay è una scelta e che rimanere incinte dopo uno stupro "è brutto", ma sì, "tutto accade per un motivo"?
A correre in soccorso di tutti gli abortisti e i gay arrabbiati contro Bieber del mondo ecco che c'è "C.S.I.". La serie, che ha visto Bieber come guest star, offre una sintesi catartica a tutta questa vicenda: Bieber crivellato di colpi.

Feelgood85 giovedì 24 febbraio 2011 - 2.13
Sidney_Wary mercoledì 23 febbraio 2011 - 14.17
kuppolotto martedì 22 febbraio 2011 - 12.18
bieber è un campione dell'abominio, voglio dire. e e so cosa siano i partiti, e penso siano una cosa orribile.
peyote87MI martedì 22 febbraio 2011 - 11.50
Soave martedì 22 febbraio 2011 - 6.14
"I gay arrabbiati contro Bieber???? "Influenza tutta la generazione delle sue piccole fan"??? Ma quale essere umano adulto, può prendere in considerazione le parole di un adolescente che deve ancora fare le sue esperienze per avere un idea della vita reale??? Ma ai gay quanto gli importa se le ragazzine non se li fileranno più??? Ahh già.... possono rimanere senza le loro frociaiole!!! MA PER PIACERE!!!!
tornado20 lunedì 21 febbraio 2011 - 17.38
elratonrubio lunedì 21 febbraio 2011 - 15.19