"Born to Die", il nuovo album di Lana Del Rey è già sulla bocca di tutti
Il 2012 sarà l'anno di Lana Del Rey? Con "Born To Die" la cantante prova a dimostrare di non essere soltanto una meteora tutta labbra. Leggi la recensione.
Ci sono cose che non andrebbero profanate. Cose che io non profano. Ascoltare i cd prima che escano è una di queste. Scartare, annusare, prendere e mettere su e ascoltare in religioso silenzio. Divorare il libretto partendo dalla fine, dai “Thanks to”.
Ok, stavolta non ho resistito.
Avevo ordinato il cd di Lana del Rey.
Ieri pomeriggio è arrivata la soffiata: “Ti passo il link del nuovo cd di Lana del Rey?”. Non ho resistito e DOWNLOAD NOW fu. E come se non bastasse, era pure la versione deluxe. Del resto si sa che la curiosità è donna. Auricolari e play.
Un cd forse troppo “pesante” al primo ascolto ma che acquista punti traccia dopo traccia e dopo una piccola pausa e un nuovo play e un altro e ancora. L’idea di lanciare tutte le cartucce “letali” subito non è stata delle migliori: Off to the races, Born to die, Video games e Blue jeans sono le canzoni che aprono il cd e che cullano l’ascoltatore, che dal remix della già nota Diet MTN è completamente lanciato in un mare di influssi diversi, di atmosfere sognanti e cupe allo stesso tempo.
Circoscrivere il genere è difficile e tutti quelli che parlano di indie dovrebbero mettersi un cerotto sulla bocca. Anacronistica lo è, ma Lana Del Rey è anche dannatamente contemporanea. Le corde emotive riesce a toccarle in pieno con Radio, le cui parole peccano di egocentrismo e debolezza nello stesso tempo; Summertime Sadness ha tutte le carte in regola per essere il tormentone estivo e Dark Paradise ha qualche somiglianza – come qualcuno ha fatto notare – con le sonorità di Regina Spektor. La romantica e commovente Without you e la determinata This is what makes us girls regalano a questo piccolo gioiellino punti in più.
E come poteva mancare una canzone dal titolo Lolita? Sembra incarnare alla perfezione l’incipit del noto romanzo di Nabokov alla perfezione (sarà che si parla di labbra e bocca): “Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.”
A quelli che si lamentano della lunghezza, mi sento di dire “ma per fortuna!”: non siete stufi di quegli album che durano 40 minuti e lasciano a bocca asciutta? Una prova decisamente positiva per la nuova Nancy Sinatra, che ha dimostrato di non esserlo affatto.
Il 2012 sarà l’anno di Lana del Rey? Troppo presto per dirlo, per ora accontentiamoci di profanare l’ascolto e di vederla sbagliare clamorosamente durante un live televisivo. Preoccupiamoci di scriverlo sui blog e su social network come ci piace tanto fare e fingiamo (o tiriamoci) che sia solo una starlette dalla vita breve, che non ha inventato niente e che ha avuto solo una buona dose di culo (e di labbra) e un papà pieno di soldi.
Benedetta Piccioni
Fonte: BonsaiTv

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