Le buffe donne che volevano essere modelle
La Fondazione Prada presenta da oggi “The Giacometti Variations” di John Baldessari. Donne stiracchiate verso l’alto, scavate nelle carni fino alle ossa, figurine tutte uguali differenziate solo da un baule, da una borsa, da un fiocco, da un hula hop.
Dice che ha sempre voluto fare sculture e quadri alti, perché lui è alto. John Baldessari, californiano classe 1931, già quotatissimo artista della scena contemporanea mondiale per la sua inclinazione al mix di generi, linguaggi, citazioni e ambizioni, ha prodotto per la Fondazione Prada, da oggi a Milano (fondazioneprada.org), una sequenza buffa di altissime statue di donne filiformi: "The Giacometti Variations”. Variazioni delle arcinote sculture surrealiste dello svizzero Giovanni Giacometti (1901-1966), le gigantesse magrissime di Baldessari sfilano nello spazio dove Miuccia suole far sfilare le sue modelle e sono infatti agghindate di vezzi e accessori fashion e dintorni. Perché, dice l’artista, il confine tra moda e arte non è più molto chiaro: mah.
Se non siamo d’accordo su questa confusione forse doverosa verso designer e industriali mecenati disposti a investire, riconosciamo al Baldessari la potenza fascinosa della vena buffa, ridicoleggiante e goffa. Donne stiracchiate verso l’alto, scavate nelle carni fino alle ossa, figurine tutte uguali differenziate solo da un baule, da una borsa, da un fiocco, da un hula hop. Qualche lampo di senso, semplice e chiaro: quella con la guerra aeronautica, concentrici aerei che ruotano come turbe ossessive intorno alla testa, quell’altra che con i libri in testa cerca di imparare a camminare da modella mentre un rogo sta per essere appiccato ai suoi piedi. Quella che c’ha due piedi in una scarpa.
E nella rotazione prevista dalla mostra, le belle statuine spilungone resteranno le stesse mentre nuovi look e situazioni le acconceranno: 18 look complessivi in un turn over dal 29 Ottobre al 15 Novembre, poi fino 6 Dicembre e l’ultima fino al 26 Dicembre. Un artigiano che ha lavorato al progetto ci svela che arriverà quella con la gonna gigante a ruota, per nascondere l’agognata magrezza, ossessionata dalla ricerca di un volume, per riempire un vuoto. Poi c’è quella con le lunghissime trecce biondissime che solo una scala rende raggiungibile. Ma forse, è una scala per scendere da lassù.
Giuliano Federico

adrianomeis domenica 31 ottobre 2010 - 12.17
poshvenus venerdì 29 ottobre 2010 - 20.01
poshvenus venerdì 29 ottobre 2010 - 12.47
Il_Saltatempo venerdì 29 ottobre 2010 - 11.56
peyote87MI venerdì 29 ottobre 2010 - 11.33