Le coccinelle: la sceneggiata sulle irresistibili trans napoletane che si esibiscono ai matrimoni [VIDEO]

Al Torino GLBT Film Festival la sceneggiata sui "femminielli" di Emanuela Pirelli è travolgente. E Melting Away di Doron Eran commuove tutti.

di | Entertainment

le coccinelle

Mancano solo due giorni alla conclusiva serata di premiazione del Torino GLBT Film Festival e prosegue, senza interruzioni, la fitta e competitiva programmazione, interessandosi anche al tema della transessualità.  

 
Le coccinelle - Sceneggiata transessuale è l'affascinante docu-musical, totalmente autoprodotto, all'interno della sezione "Concorso documentari" che certamente è riuscito in pieno a ritrarre , e soprattutto a comunicare, una realtà forse quasi inaspettata. A Napoli, città europea in cui è presente una forte e viva comunità transessuale femminile, la regista Emanuela Pirelli segue telecamera in spalla la vita artisica e privata di un gruppo di quattro transessuali sottrattesi alla prostituzione, i cosiddetti "femminielli" , restituendo un lavoro curato e piacevole, che colpisce per umanità e passione.
 
Tonino, Gennaro, Giacinto e Genny, in arte Le Coccinelle, sono quattro artiste della canzone neomelodica in drag, che proprio con la loro musica, raccontano il sesso con gli uomini, la vita da marciapiede e la continua lotta quotidiana contro l'ipocrisia di chi si considera normale. Le quattro artiste, aiutate e supportate dal proprio menager, agghindate di tutto punto in abiti succinti, tacchi infiniti e trucchi faraonici, portano su  un palcoscenico del tutto particolare, quello delle feste di famiglia quali battesimi, comunioni e matrimoni, i loro spettacoli, travolgenti esibizioni in continuo alternarsi di drammaticità e sana e pura comicità. In un'Italia in cui perfino (e soprattutto) le Istituzioni si rifiutano di tutelare pienamente le diversità sessuali, il caso delle Coccinelle è un'estratto di vita che  riempie il cuore: lo sfondo delle loro esibizioni è un continuo battere di mani, visi sorridenti, bambini e invitati che ballano e si divertono. E' proprio questa completa, giusta e condivisa accettazione del diverso orientamento sessuale delle quattro a colpire, nel senso più positivo del termine, lo spettatore.
 

Da segnalare assolutamente è il progetto di raccolta fondi per la produzione del DVD del film documentario “Le Coccinelle - Sceneggiata Transessuale” e per una tournée inernazionale del film con spettacolo live de Le Coccinelle. Progetto e altre informazioni per sostenere il film a questo link.
 
 
Di diverso impatto emotivo è stato senza dubbio Melting Away, lungometraggio in concorso che, vantando la regia dell'ormai noto Doron Eran,  si presenta anche come la prima pellicola della storia del cinema israeliano in cui, con coraggio e senza retorica, si confrontano un personaggio transgender e la sua famiglia. 
 
Assaf, protagonista del film, viene messo alla porta dal padre che, avendo scoperto i suoi vestiti e accessori femminili, non lo ritiene più degno di stare sotto il suo tetto.  Il ragazzo, profondamente sconvolto, scompare e per quattro anni rimane lontano dalla propria famiglia. La madre, però, decide di chiedere l'intervento di un investigatore privato affinchè trovi il figlio scomparso , con l'intento di condurlo al capezzale del padre. Il giovane viene ritrovato ma ormai è diventato Anna, e la malattia del padre può essere l’occasione per un riavvicinamento. 
 
Fazzoletto alla mano, tra occhi lucidi e singhiozzi, Melting Away ha la capacità di immergere completamente lo spettatore nella storia e coinvolgerlo negli stati d'anino di ognuno dei personaggi,  in una continua tensione emotiva. 
 
 
Degna di lode è l'interpretazione di Hen Yanni, attrice e famosa modella israelina che nel film è Anna, la progonista: presente in sala, è stata infatti ripetutamente appaludita dal pubblico alla fine della proiezione.
Melting away si presenta senza alcun dubbio come uno dei più bei lungometraggi presenti al 27° Torino GLBT Film Festival.
 
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  • Commenti

Only martedì 24 aprile 2012 - 19.29

La persona, coi suoi singoli meriti e le sue capacità non dovrà più essere penalizzata per orientamento sessuale, identità di genere e qualsiasi condizione personale (classe sociale, ecc), socialmente compatibile (se sei un delinquente, o una persona impreparata, allora certi ruoli non puoi ricoprirli per mancanza di merito): questo esigono giustizia, democrazia e civiltà! Forza al merito, alle qualità reali e abbasso il razzismo. l'omofobia, la transfobia e il pregiudizio!

Only martedì 24 aprile 2012 - 19.23

Un giorno la bestialità sociale non costringerà più i transessuali all'unica scelta della prostituzione, ma saranno completamente integrati, ricoprendo qualsiasi ruolo, fino alla presidenza della Repubblica, come deve essere in una società civile!

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