LUCAS KAZAN: `VI RACCONTO COME SONO DIVENTATO IL RE ITALIANO DEL PORNO GAY`. INTERVISTA >

Dagli studi in cinema, all`avventura hollywoodiana: storia di un bravo ragazzo italiano che si è ritrovato a capo della più rinomata casa di produzione prono Made in Italy.

di | Entertainment

Giovanni Dall'Orto intervista l'enfant prodige del porno italiano Lucas Kazan: dagli esordi alla carriera hollywoodiana, dai segreti dei pornoattori al moralismo del Belpaese, il Re dell'hard gay Made in Italy si racconta. E ci rivela di come stia cercando nuovi protagonisti per i suoi film proprio in Italia...



Com'è che un bravo ragazzo di Milano con studi di cinema si sveglia una mattina come regista di film porno gay ad Hollywood?


Per caso. Nello show business, i mestieri non si cercano. Sono i mestieri a cercarci.

Nel 1993, facevo l'organizzatore generale per una casa di produzione. Il mio vicino di casa era il regista di film per adulti Gino Colbert: diventammo amici, gli chiesi un'intervista per un mensile a cui collaboravo, mi invitò sul set (un set bi-sex, ricordo).

E così nei weekend dal 1993 al 1996, mi trovai a fare il direttore di produzione sui set di Gino, con Jeff Stryker, con John Travis…

Era poco più di un hobby. Ma redditizio e intossicante (per un "bravo ragazzo di Milano"). Imparai il mestiere, scrissi un paio di sceneggiature.

Nel 1997 la "Men of Odyssey" mi fece un'offerta che non potei rifiutare: produrre un film in Italia. Con un omaggio a Rossellini, lo intitolammo Journey to Italy.

L'anno seguente, mi misi in proprio e fondai la Lucas Kazan Productions.



Chi sono nella vita reale i tanto desiderati "pornoattori"?

Ma i "pornoattori" esistono solo nell'immaginario collettivo. Nella realtà sono studenti (e docenti!), impiegati, disoccupati… Qualcuno fa il personal trainer, qualcun'altro fa l'attore, ma la maggior parte vive una vita non molto diversa da chi ci legge.

Esempi? Kurt Wild è stato appena licenziato dalla Subway, una catena di fast food dove preparava i panini. E fu celebre, anni fa, il caso di Ty Fox, docente di educazione fisica in un liceo!

Ho conosciuto marines, avvocati, dentisti, sportivi e telegiornalisti…


Rispetto al mondo "a luci rosse", qual è la differenza più grossa che hai notato tra le fantasie del mondo gay e la realtà?

La differenza non l'ho trovata fra le fantasia e la realtà, ma fra il pregiudizio e la realtà: il moralismo in Italia è ancora fortissimo, anche nello stesso mondo gay.

In Italia, il porno lo guardano tutti, ma poi tutti giudicano male i pornoattori che incontrano in discoteca. Li desiderano, li sognano, desiderano far sesso con loro, però subito dopo li bollano come "zoccole".

E invece tra i pornoattori ho incontrato tanti cuori romantici (infranti e no), molto più che fra i consumatori di video, che poi li giudicano male a priori.

E bada che questi consumatori sono gli stessi che poi non hanno problemi a fiondarsi in una dark a ciucciare una decina di cazzi. Ma loro 'ste cose le fanno al buio, non le fanno mica davanti all'obiettivo…



Nonostante il moralismo italiano che denunci, tu hai però sempre usato location italiane e attori italiani per i tuoi film. Quali sono stati i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta?

Sì, ho privilegiato le location italiane e cercato, solo cercato, di creare uno star system italiano.

Le location perché l'Italia offre bellezze artistiche e paesaggistiche che gli altri ci invidiano: ho girato sul lago di Garda, in Toscana, Puglia, Sicilia.

Il made in Italy, perché lo stallone italiano e il latin lover sono tipologie ben radicate nell'immaginario, ma quasi del tutto assenti sul mercato internazionale. Esiste cioè la domanda, però nessuno riesce a produrre i video per soddisfarla.

Questo succede perché gli italiani sono anche molto difficili e hanno tremila paranoie. Così anch'io mi sono dovuto accontentare di un pugno di esordienti, affiancandoli con i tanti volti stranieri. Avrei voluto usare molti più attori italiani di quanto poi abbia potuto fare...

Per fortuna negli ultimi anni le cose stanno finalmente cambiando. Ad esempio, lo scorso anno al casting "Porn star wanted 2007" abbiamo trovato Bruno Boni, uno studente universitario di Firenze con il fisico giusto e la mentalità aperta. È il classico "bravo ragazzo" della porta accanto, che studia e lavora, ha il ragazzo (che ovviamente "è un po' geloso"), ed ha un fisico "da urlo".

E fra i nostri attori è appena arrivato Daniele Montana, che ha un bellissimo fisico e uno splendido sorriso, e tutte le carte per diventare una "star" del porno al 100% italiana. Conto di riuscire a lavorare molto, con lui.

Ecco, spero che questo sia finalmente il segnale che la mentalità sta cambiando, e conto sul fatto che casi come questi si ripeteranno sempre più spesso, in futuro.

Ripeto, io lavorerei volentieri con molti più attori italiani. Se non lo faccio già ora è solo perché non riesco a trovare abbastanza candidati all'altezza delle mie richieste. Ovviamente, visto che io punto sul film di qualità, non è pensabile che io accetti mai un modello con la pancetta solo perché è italiano. Però oggi sono finalmente un po' più ottimista sulla possibilità di trovare italiani all'altezza delle aspettative, dopo molti anni in cui aveva prevalso il pessimismo.


Ma che differenze trovi alla fine tra gli attori italiani e quelli stranieri?

I Cechi non hanno le inibizioni e le auto-censure che abbiamo noialtri. Vivono il sesso senza il senso di colpa che ci appioppa il cattolicesimo, e poi sono puntuali, coscienziosi e affidabili. Se prendi un appuntamento con uno di loro, sai che all'ora e al posto stabilito ci sarà.

Gli ungheresi sono bellissimi, ma freddi come un pezzo di ghiaccio.

I brasiliani e gli italiani, invece, sono dieci volte più caldi e sensuali, ma poco professionali: non rispondono al telefono, non si fanno trovare in aeroporto (e quando tu hai già pagato per la location, per la troupe, per le attrezzature, il "bidone" non è una semplice seccatura, è un grave danno economico) e quando si fanno trovare poi non baciano, non toccano, non ciucciano...

E allora secondo te sarà solo per caso se il porno europeo (che sia prodotto in Inghilterra, in Francia o in Germania) è popolato di modelli Cechi?



Vedo però che nonostante le difficoltà continui sulla strada di voler creare, con santa pazienza e a poco a poco, una "scuderia" italiana. Anche quest'anno infatti proponi, a novembre, un casting di ricerca di nuovi attori italiani. Cosa deve avere un candidato per vincere il concorso?

Cerchiamo almeno due di quattro caratteristiche: bel viso, fisico definito, personalità e... un "arnese da lavoro" all'altezza delle aspettative del pubblico.

Ce n'è una quinta, ma è difficile da definire: chiamiamola fotogenia, la capacità (o l'incapacità) del candidato di "forare" lo schermo. Ho provinato ragazzi bellissimi che poi però in video annoiano da morire. E ragazzi-della-porta-accanto, in apparenza senza nulla di speciale, che sanno invece farsi amare dall'obiettivo. E dal pubblico.


Tu ti sei fatto conoscere con produzioni di alta qualità con trame molto complesse. Ora però hai lanciato una serie parallela di video più semplici, senza trama. Come ha reagito il tuo pubblico?

Non direi di avere usato "trame molto complesse". Semplicemente, per anni ho attinto alla letteratura (Goldoni, Mann, Boccaccio) e all'opera italiana (Donizetti, Mascagni) per necessità drammaturgica.

Come raccontare una storia su un set porno? Come disegnare un personaggio e accompagnarlo dal punto A al punto B, senza avere a disposizione un attore professionista? E qui Goldoni e Donizetti mi hanno offerto canovacci universalmente conosciuti (o così credevo): un serbatoio popolare di temi e di "maschere".

Però con gli anni il trionfo del reality tv da una parte, e il video amatoriale (quello "fatto in casa") dall'altra hanno cambiato tante cose: ora c'è voglia e richiesta di realtà, di immediatezza, che è inconciliabile con l'impalcatura cinematografica delle grandi produzioni. La gente ora ci chiede film in cui si abbia l'impressione di essere nella stanza di due persone "della porta accanto".

E allora, via le luci, via i set, via la mediazione letteraria o musicale. Abbiamo spiazzato qualche fan, ma abbiamo guadagnato un'audience tutta nuova, soprattutto fra i giovanissimi.


Mi raccontavi che il tuo sito, lucaskazan.com, sta ottenendo in Italia un successo assolutamente superiore alle tue speranze. A cosa attribuisci questa gradita sorpresa?

Il porno è uno specchio. Dei nostri costumi (e non solo sessuali), dei nostri desideri.

Evidentemente a noi italiani mancava la possibilità di specchiarci nei video italiani. Di identificarci con i ragazzi che parlano la nostra lingua, e non l'inglese o il russo...



La cosa più bella e quella più brutta del tuo mestiere?

Di bello c'è che sono sempre in movimento: California, Brasile, Repubblica Ceca, i paesi mediterranei. E sono a contatto con gente sempre diversa.

Ma il prezzo da pagare è alto: non "stacco" mai, vivo un ciclo continuo di pre-produzione, produzione, post-produzione, marketing offline e online


Da quando hai iniziato a fare questo lavoro sono cambiate molte cose. Anche in Italia. Qual è il cambiamento positivo che ti ha colpito maggiormente?

Ho lasciato l'Italia nel 1991: allora i locali glbt si contavano sulle dita di una mano, anche a Milano.

Oggi la visibilità è raddoppiata; sono cresciuti i locali, è cresciuta la stampa, ci sono molti siti gay.

Ero al Gay Pride di Roma nel giugno del 2007, e da quel che ho visto devo dire che di strada ne abbiamo fatta tanta.

Anche se poi non abbiamo saputo tradurre la visibilità in una presenza culturale e politica: l'omofobia dilaga oggi come allora.


È questo che ti colpisce negativamente ogni volta che torni in Italia?

No, quello che mi colpisce ancora di più, dopo essermi abituato alla vita gay degli Usa, è l'ipocrisia. In Italia siamo tutti etero.

E se siamo froci, siamo tutti attivi. Salvo scoprire il contrario nel cuore della notte.

Noi italiani non andiamo "nei sex club", no. Andiamo "in discoteca". Peccato poi però che la pista da ballo sia dieci volte più piccola e dieci volte meno frequentata della dark adiacente...


Per concludere, un consiglio a chi sogna di girare un film a luci rosse?

Ragazzi, non è una carriera. È un'avventura. È un'opportunità, magari ben retribuita, di vivere le vostre fantasie, di viaggiare, di spezzare la routine, di conoscere lingue e culture diverse. Sui nostri set si parla lo spagnolo, l'inglese, il farsi, il ceco, il tedesco, l'ungherese, il portoghese…

E i manzi non mancano mai!


 PER SAPERNE DI PIU': PORN STAR WANTED >>


Giovanni Dall'Orto

redazione@gay.tv

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  • Commenti

joy26 lunedì 10 novembre 2008 - 0.00

Bella l´intervista.bello il lavoro del produttore e attore.purtroppo è vero si discrimina anche in quel mondo.

snob lunedì 10 novembre 2008 - 0.00

eh gia sn stato proprio scemo a giokarmi un opportunita cm kuella... mannaggia

poshvenus lunedì 10 novembre 2008 - 0.00

sembra molto deciso e intelligente da quel che dice! bravo! deve essere una attitudine... molta gente che lavora nel porno dice molte cose interessanti... guardate cicciolina.. quando non canta che vuole l cazzo dice cose molto più degne di essere ascoltate di quelle degli attuali politici nostrani... anzi mi correggo! è più interessante di loro anche quando canta che vuole il cazzo! :-)

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