"Mare al mattino": la storia di libertà di Margaret Mazzantini. LETTO PER VOI

Margaret Mazzantini racconta la vicenda della Libia e la storia di ogni libertà attraverso l'avventura di madri e figli. Ecco "Mare al mattino", un ritorno struggente e intenso. Lo abbiamo letto per voi.

di | Entertainment

mazzantini

Torna anche questa domenica il momento dei libri letti per voi su GAY.tv. Dopo avervi raccontato delle storie di povertà ed impegno con "Dignità!" di Medici Senza Frontiere e di aver riso insieme con "L'educazione delle ragazze" di Luciana Littizzetto e Franca Valeri, oggi passiamo ad una storia più intensa e forte come quella di "Mare al mattino" di Margaret Mazzantini, edito da Einaudi.

Il mare. A dividere Italia e Libia c'è il mare. La stessa linea d'acqua che delimita e attraversa anche le due storie che si intrecciano in "Mare al mattino" di Margaret Mazzantini. L'ultimo lavoro dell'autrice di "Non ti muovere" è una storia intensa, di rapporti e soprattutto di speranze, di desiderio struggente di libertà e di vita. Non ci sono eroi, i protagonisti sono donne che agiscono, uomini che scompaiono e ritornano e ragazzi  che attendono.

Da un lato, del mare, c'è la Libia, la terra dove il deserto è il vero mare. Qui inizia la storia di Farid e Jamila, figlio e madre, costretti ad abbandonare certezze e casa per fuggire dalla guerra. Per loro il mare è l'ostacolo da oltrepassare, è l'unica via per raggiungere l'Italia. Una barca sgangherata e un lungo viaggio li separano dalla speranza. Angelina e Vito invece sono italiani ma in Libia ci sono nati e cresciuti. Madre e figlio anche loro, sono stati costretti dalla follia del dittatore Mussolini a vivere in Libia e scacciati malamente dal dittatore Saddam. Per loro la Libia è l'eterno rimpianto, tra gli odori e i sapori smarriti e gli amori interrotti. Angelina e Vito guardano il mare dalla sponda opposta, consci che un giorno vorranno ritornare dove sono nati, dal paese che gli è stato strappato.

Il racconto lungo (o romanzo breve) di Margaret Mazzantini come in "Venuto al mondo" riesce nell'impresa di raccontare attraverso vicende personali la storia. Dopo Sarajevo, la Libia rivive attraverso le due intense storie intrecciate. A farle incontrare, oltre al mare e al viaggio, è la straordinaria coincidenza di vicende materne e umane. In "Mare al mattino" ci sono donne forti e fragili, decise e intense. Ci sono figli pronti ad andarsene, curiosi e passionali. Ma soprattutto ci sono i colori, brulli dell'isola a sud dell'Italia, i profumi dell'Oriente e la bellezza, ahimè straziante, di ogni storia che anela alla libertà.

Andrea Banfi

Tag
  • Commenti

peyote87MI lunedì 19 dicembre 2011 - 19.47

"scritti lettere lo sai"!=P

Vuoi commentare?

registrati per avere un account gratuito o Log in se sei già membro.

Ultimi post
Foto correlate
Video correlati
Ti potrebbe interessare anche