Miz: arte, emozione e disincanto. INTERVISTA

GAY.tv intervista una sua utente, Miz, che tra fotografia e scrittura fa vedere i lati più nascosti del suo (del nostro) mondo.

di | Entertainment

La community di GAY.tv è piena di ragazzi e ragazze che hanno trovato una loro personale arte, un loro personale modo di esprimersi e raccontare il loro mondo.

Tra questi abbiamo trovato Miz, una ragazza che ha due passioni: la fotografia e la scrittura. Ci ha colpito il calore e l'emozione che un suo scatto può trasmettere e siamo rimasti muti di fronte ai rivolgimenti della sua scrittura.

L'abbiamo intervistata per voi.

 

 

Chi sei tu?

 

Io sono un’idea. La gente mi osserva e pensa a me nel modo che crede. Ma non è quasi mai la verità. Io sono indistruttibile. Sono un personaggio. E i motivi per cui lo sono ancora oggi appaiono a me ignoti. In un mondo privo di personalità, il carisma vince. Penso si tratti solo di questo. Ma io non sono soltanto quest’aura di arte e fascino. Io sono imperfetta all’ennesima potenza.

Voglio essere come Nanà che non ha età. Ma non è possibile. Ho  34 anni ma me ne danno massimo 25. Quindi facciamo una media e diciamo… 30? Dai, facciamo così.

Nella vita faccio la commessa d’abbigliamento. Questo si chiama “sostentamento”. Ma la mia passione è la fotografia e la scrittura. Di fatti nei ritagli di tempo mi dedico all’immagine, soprattutto ritratti di donne. Mi piacciono le donne. Mi piace immortalarle, renderle gelide e calde insieme. Amo i colori che trasmettono, il freddo nello sguardo e il vulcano ardente dei loro movimenti davanti alla macchina fotografica. Scatto in studio, non mi allettano le esterne. E poi scrivo, sono al primo romanzo che deve uscire a breve. E’ il mio bambino. Ed è un azzardo senza precedenti, per me. Non anticipo altro. Il romanzo si intitola “Virginpunk” e aspetta solo di venire al mondo.


Chi è Eva?

 

Eva è lei, la protagonista del mio romanzo. E sono un po’ io, ormai. Quando scrivi è inevitabile entrare in simbiosi con il tuo personaggio. Lo muovi, lo fai parlare, lo spingi verso le azioni. Lo fai soffrire, lo fai ridere. Lo uccidi. Come potrei non sentirmi un po’ Eva?


Chi è Miz?

 

Miz sono io. Quella più reale, più carnale. E’ un nomignolo che mi è stato affibiato anni fa ed è rimasto così tanto che me lo sono anche tatuato. Questo è il mio nome. Non sono per identificare la mia arte, ma anche per gli amici, in strada, nei locali. Chiamami Miz e mi volterò.

.

 

 

Quando è nato questo istinto verso l'arte sia fotografica che scritta?

 

Non lo so. D’un tratto mi sono trovata la macchina fotografica in mano e non ho capito più niente. E’ stato tutto per egocentrismo. Mi ritraevo in continuazione. Ho scoperto il fotoritocco e le sue innumerevoli magie. E ho scoperto che volevo di più, un po’ come un tossico in evoluzione. Così ho comprato la semi professionale e ho scattato altre donne che non fossi me medesima. Per me è un parco giochi. Vedere muovere corpi, colorare volti, sentire il rumore dei vestiti e poi fermare tutto in un istante. Ed eccomi qua, dunque.

 

La scrittura è stata più viscerale. Penso di essere nata con questa testa perennemente in eruzione. Sforno pensieri, idee, tragedie. E lo faccio spesso quando sono triste o incazzata. Il mio primo romanzo (in uscita) l'ho scritto in 5 anni. Ogni volta lo stracciavo e lo ricominciavo. Per due motivi fondamentali. Il primo è che leggendo molto attingevo da stili differenti, finchè con Welsh e Palahniuk ho capito chi ero e come volevo raccontare qualcosa. Non sono al loro pari ma mi sono ispirata tantissimo. Così finalmente l'ho portato a termine e presto nascerà concretamente. Il secondo motivo è che avevo paura. Paura di capire che forse non era la mia strada e non lo sarebbe stata mai, probabilmente. Un no. Avevo paura del cosidetto NO. Eppure quel no non è arrivato. Si può chiamare fortuna?

 


Che differenza c'è tra la te fotografa e la te scrittrice?

 

Nessuna. Sono entrambe una fonte estrema di emozioni. E il connubio di noi due è un forte combustibile. Non potrei mai essere qualcuno senza entrambe le cose. E' un alimentarsi continuo e fedele.

Come ti definisci?

 

Non esiste definizione per me. Come non esiste che io riesca a parlare di me. Posso dire cosa provo quando scatto una foto, quando termino un capitolo del romanzo. Posso dire che piango e che rido.


Come definisci la tua arte?

 

Alternativa. Sia per le foto che per la scrittura. E lo spiego senza troppi ricami. La foto in studio è statica e non è nemmeno un compito arduo. Estrapolarne profondità ed emozioni non è semplice. Io ce la metto tutta e anche se il risultato non è ciò che speravo, sono sempre tronfia del fatto di aver provato. Alternativo non perché sia fuori dagli schemi, ma perché è la vittoria (appunto) del dare spessore ad una foto che nasce gelida.

 

Per la scrittura posso solo dire che sono stata cattiva, con questo romanzo in uscita. Il mio primo. E parto con rabbia, scarsa disciplina, estremismi e via discorrendo. Non potevo che volere un ouverture del genere, no?


 

Che ruolo ha nella tua vita Eva e quanto ti rappresenta?

 

Eva. Lei è un mostro e so di averlo generato proprio io. E’ tutto ciò che io non sono, fa tutto ciò che io non farei mai. Per questo le ho dato vita. Esiste in noi un lato detto oscuro. Forse qualcosa di Eva è nascosto visceralmente in me. O forse  è mera fantasia repressa. In ogni caso lei è importante per me, ora. E’ una ragazza priva di pietà, di umani sentimenti. E’ la rappresentazione del feroce cinismo. E’ una macchina da laboratorio. Al contrario di me che vivo di emozioni e sordi lamenti. Che grido sempre, che piango e mi struggo. Ma attraverso di lei, anche solo per una manciata di capitoli, sono stata cinica e distaccata verso il mondo e verso tutte le delusioni ricevute. Ho avuto una specie di rivincita. Crudele, lo ammetto. Ma se proprio devo sfogarmi lo faccio come si deve.

Come ti vedi nei confronti dei giovani, della tua generazione? Eva mi sembra che voglia gridare al mondo molte cose, pensi saranno recepite?

 

Io intesa come Miz, nei confronti dei giovani, mi vedo simile. Non di più, non di meno. Non esiste età per me. Né esperienze di vita. Ed Eva vuole gridare verso di loro. Ma non è un esempio da seguire. Anzi, Eva è tutto ciò che i giovani dovrebbero evitare. Ma non voglio sembrare una saggia bigotta. Voglio solo sperare che tutto ciò che ho fatto commettere ad Eva sia recepito così come desideravo. Benchè lei sia un eroina negativa ha pur sempre perso. Nella sua vittoria sul mondo resterà comunque la perdente. Vorrei che questo sia ciò che proveranno i giovani leggendo l’ultimo rigo.

 

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nancyboy89 giovedì 27 maggio 2010 - 14.13

Bellissime!

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