Niente casa in affitto se sei gay

Dopo due anni, l'inchiesta partita su Retesole, che ha indagato sulle difficoltà dei ragazzi gay nel trovare casa a Roma, è giunta all'Ufficio nazionale anti-discriminazioni.

di | Entertainment

GAY.tv si era già occupata ben due anni fa della denuncia lanciata dal programma "L'altra inchiesta", trasmesso sulla televisione privata Retesole, che si occupò della difficoltà dei ragazzi gay nel trovare casa a Roma (LEGGI QUI). Pare però che tale ostacolo non sia ancora stato rimosso e, anzi, si sia esteso a tutta la penisola. Il ministro per le pari opportunità Mara Carfagna si dice indignata per episodi simili, inaccettabili in un paese civile e democratico come è il nostro.

 

La denuncia, come detto, è partita due anni fa da Roma, ma non si tratta solo di una realtà legata al capoluogo laziale. Da Torino a Palermo senza alcuna distinzione, un no unilaterale agli omosessuali come inquilini corre in rete, negli annunci sul web, sui giornali di annunci immobiliari o sulle bacheche universitarie, tra rifiuti dichiarati a chiare lettere e dinieghi formali o vaghi delle agenzie.

 

A denunciare questa volta gli atti di discriminazione è stato il quotidiano La Repubblica, pubblicando la sua inchiesta domenica 4 luglio. Sono state raccolte storie di discriminazione confermate da chi ha vissuto sulla propria pelle e su quella di amici e conoscenti. Intere giornate fatte di porte sbattute in faccia dopo accordi telefonici, di alloggi negati all'ultimo momento, di scuse accampate improvvisamente alla vista dell'inquilino.

 

Vladimir Luxuria a tal proposito afferma: " Al di là dell'omofobia, c'è il pregiudizio che gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c'è l'idea che un gay voglia sedurre chiunque, come se non avesse gusti e preferenze come tutti. Sono comportamenti anti costituzionali perché è come dire: tu non meriti neppure di avere un posto dove vivere, non hai diritto neanche ad un tetto sopra la testa".

 

 

Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, propone di tassare chi lascia le case sfitte per invogliare i proprietari riottosi. Anche perché, secondo gli esponenti del mondo LGBT la situazione sta peggiorando: "Casi di omosessuali mandati via di casa oppure rifiutati si moltiplicano, e il fatto che la gente scriva chiaramente negli annunci "non si affitta ai gay" significa che si sente autorizzata a dirlo senza che nessuno contesti, significa che c'è un clima culturale favorevole a questo rifiuto", sottolinea Andrea Berardicurti del circolo Mario Mieli dove all'ufficio legale arrivano sempre più spesso segnalazioni di questo tipo da parte di gay in difficoltà.

 

Secondo il ministro Carfagna, occorre investire su una cultura della non discriminazione. Ma anche questo non basta: il passo successivo dopo tavoli di lavoro con le organizzazioni che si occupano del mondo LGBT sarà "creare grazie all'Unar e in sinergia con molte Regioni ed enti locali, una rete efficiente di centri territoriali anti discriminazione". Sino ad oggi l'Unar, l'Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, è intervenuto più volte contro giornali e siti web che pubblicavano annunci come "non si affitta agli immigrati", sanzionandoli. Ora il raggio di azione dell'Unar verrà allargato anche a discriminazioni per orientamento sessuale, intervenendo sui casi di discriminazione.

"Le cose devono cambiare, altrimenti non resterà altra scelta che continuare a fingere o a nascondersi per poter avere un tetto come hanno fatto alcuni amici. Difficile che qualcuno accetti come inquilino un gay se dà ascolto a quello che dice la Chiesa, che ci addita come il nemico pubblico numero uno, come quelli che minano le fondamenta dello Stato, del Paese, della famiglia", polemizza Grillini.

 

Ma fortunatamente non tutti sono così, conclude Luxuria: "Io sono stata fortunata, vent'anni fa ho trovato casa in un quartiere gay friendly, il Pigneto. Il proprietario non ha mai fatto problemi anche perché ero regolare nei pagamenti e rispettosa dei vicini che erano adorabili ed affettuosi".

 

fonte: repubblica.it

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  • Commenti

supeer86 martedì 16 agosto 2011 - 15.19

www.ministerioevangelistico.eu

gredase giovedì 8 luglio 2010 - 15.20

boh, forse è che non sono mai andato a cercare casa col mio ragazzo. forse la difficoltà 'è se vuoi convivere. a quel punto io la casa la comprerei però.

effortless giovedì 8 luglio 2010 - 13.09

nemmeno io ho mai sentito di episodi di discriminazione. e poi mica un gay ce l'ha scritto in fronte. tanti appartamenti sono popoalti di coppie unisex, spesso studenti. ma che gli vanno a raccontare al padrone di casa quando fanno la proposta? un po' di cervello, cazzo....mica gli frega al padrone di casa cosa poi ci faccio su quel letto no?
a volte mi par di vivere in un altro mondo. sono notizie che non ho mai sentito queste... se non causate da episodi sporadici di ragazzi poco furbi e molto casinisti. ben gli sta allora, scusate tanto...nemmeno gli etero scambisti vanno a dire tutto al padrone di casa.
poi mi pare da fessi non dare la casa in affitto ai gay, visto che non hanno figli e sono più pagatori della media, no?

gredase giovedì 8 luglio 2010 - 12.17

sinceramente non conosco nessuno a cui non sia stta affittat una casa perchè era gay. eppure conosco un scco di gay. era gay anche un mio inquilino.

genuino mercoledì 7 luglio 2010 - 11.18

Che la Carfagna NON sia li per FARE ma per BLATERARE è evidente. Ha la sua bella poltrona da anni ormai e cosa ha fatto? Ha fatto se stessa: IL NULLA. Dobbiamo imparare a bypassare questi MINISTRI FANTOCCIO e rivolgerci direttamente all' Unione Europea. Comunque se la gente ha questa idea: ""gli omosessuali abbiano una vita sregolata, che la casa sia un via vai continuo di feste. E c'è l'idea che un gay voglia sedurre chiunque"" dobbiamo ringraziare chi va ai PRIDE MEZZIO NUDO SCULETTANDO, DANDO UN'IMMAGINE PESSIMA E PARZIALE DEL MONDO LGBT. Perchè la gente VEDE SOLO QUELLO CHE I TG VOGLIONO FAR VEDERE E NOI CI LASCIAMO STRUMENTALIZZARE IN MANIERA COSI' EMPLICE E INGENUA. Continuate pure a sculettare mezzi nudi davanti a tutta Italia, vedrete che la gente imparerà ad avere rispetto delle vostre idee. SI, CERTO, COME NO!!?!? Non dico di non farlo (che siamo liberi di farlo è evidente e questi sono i risultati) ma bisognerebbe fare ANCHE un pride "normale"(senza gente seminuda che scopa per strada), considerando "normale" quello che LE PERSONE "NORMALI" RITENGONO TALE, in modo da far vedere a loro che non c'è una sola maniera di essere gay(che secondo la televisione è sinonimo di sregolatezza, sesso, volgarità), ma che esistono postini, fratelli, cugini, politici, elettricisti, avvocati e UOMINI che "nonostante" l'omosessualità sono effettivamente rappresentanza di onestà e chiarezza, ma soprattutto di vicinanza e condivisione con il mondo etero tanto ignorante e sottomesso agli stereotipi culturali, piuttosto che al proprio pensiero.

polinesia martedì 6 luglio 2010 - 8.57

La Crafagna si limita ad affermazioni senza senso e vuote di una certa decisionalità che possa cambiare in meglio questa assurda situazione. Mi viene in mente una puntata di "A gentile richiesta" dove viene affrontato il discorso, purtroppo in maniera superficiale per via del tempo e dell'incapacità di dare voce a ragazzi discriminati. Basta parole buttate al vento, è ora di FARE QUALCOSA, MA QUALCOSA DI FORTE perchè a lungo andare ci tarperanno sempre più le ali. Nn abbiamo diritti, ma doveri di pagare le tasse sì..... già..... in quel caso ci riconoscono cittadini come gli altri.

Translator1968 lunedì 5 luglio 2010 - 20.12

Ben detto Anto e se non ci penserà Giovanardi ci penserà uno dei tanti schiavetti gay-catto-repressi che infestano questo sito dicendo che "quel che facciamo a letto non ha rilevanza legale". Anche la Carfagna è una ipocrita omofoba, ha detto che è favorevole solo a una leggina per permettere al partner di accedere all'ospedale e di subentrare nell'affitto. Per l'Ospedale avevano negato TUTTI nel PDL che esistesse il problema, anzi Giovanardi diceva che era un'invenzione "possibile che i gay siano tutti malati?" quanto al contratto di affitto esiste già una giurisprudenze che è molto più avanti per il convivente. Nulla invece su casi come questi, dove le discriminazioni che questi politici catto-omofobi negano, sono lampanti: che popongano la legge invece di starnazzare, le varie Carfagna. La penso come Peyote: non faranno nulla né a destra né a sinistra.

peyote87MI lunedì 5 luglio 2010 - 20.00

il problema è che non abbiamo neanche politici seri e validi che ci possano difendere o fare qualcosa x noi...

anto6847 lunedì 5 luglio 2010 - 15.01

non vi preoccupate che adesso interverrà il deputato giovanardi, ci difenderà lui, e chiederà che quelle persone che hanno discriminato i gay chiedano scusa, e lo facciano pubblicamente....sicuro....

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