Mondiali di Rugby 2011: rifacciamoci gli occhi prima che finiscano. GALLERY
Sono partiti i mondiali di Rugby e noi, in corsa, vi diamo un aggiornamento sui match. L'Italia ne ha perso uno e vinto uno: ancora aperta la strada verso i quarti ma per noi sono già tutti vincitori solo per i corpi atletici e le loro mischie!
Ok, chiediamo scusa per non aver puntato i nostri allegri riflettori sui Campionati mondiali di Rugby che si stanno svolgendo dal 9 settembre in Nuova Zelanda. Errore imperdonabile ma cerchiamo di metterci in pari alla svelta dandovi un paio di nozioni di base (per poi saltare alle gallery che, diciamocelo, sono la motivazione principale che ci fa tanto apprezzare questo sport di squadra).
Il torneo - Facilissimo: 4 pool (gironi) di 5 squadre. Passano ai quarti le prime 2 di ognuno.
Le squadre - in ordine alfabetico: Argentina, Australia, Canada, Fiji, Francia, Galles, Georgia, Giappone, Inghilterra, Irlanda, Italia, Namibia, Nuova Zelanda, Romania, Russia, Samoa, Scozia, Sudafrica, Tonga e Stati Uniti.
Il nostro girone - La nazionale italiana è stata infilata in un girone che gli esperti reputano pittosto competitivo. Le avversarie sono Australia, Russia, Irlanda e Stati Uniti. Visto che ce ne occupiamo a giochi già iniziati, saprete già che l'Italia ne ha già prese dall'Australia (seconda nel IRB Ranking) e ne ha già date di santa ragione alla Russia. Obiettivo quindi è quello di battere gli USA e poi, sogno, accedere ai quarti passando sul cadavere dell'Irlanda.. Staremo a vedere.
Gli azzurri - Per chi si fosse perso l'almanacco del rugby GAY.tv style che abbiamo imbastito tempo fa, va sottolineato che la nostra e le altre nazionali sono tecnicamente piene di manzi. Guardare per credere.
Impossibile non fare una visitina agli All Blacks, la nazionale neozelandese. Chi di noi non si è un po' (diciamo) emozionato guardando fare l'haka, la tradizionale danza di guerra?
Vi ricordate di Gareth Thomas? Gli abbiamo dedicato un lungo articolo tempo fa: rugbista della nazionale del Galles, Gareth è un giocatore dichiaratamente gay. Dopo essere stato sposato per anni, non è più riuscito a sostenere il segreto e ha fatto coming out con il suo coach e con la squadra tutta che lo ha rassicurato sul fatto che nulla sarebbe cambiato. Questa è un'altra ragione che ci fa amare il rugby così tanto: grossi, bruti, muscolosi, sboccati ma anche sensibili e sinceri. W il rugby!
Mi raccomando, il 27 settembre tutti pronti, birra in mano, a tifare per gli azzurri! Obiettivo: spazzare via la nazionale americana e spianarsi la strada verso i quarti. E se anche non dovessero vincere.. Continuiamo a guardare i mondiali, ma solo perché siamo sportivi.





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