Sanremo e omosessualità: il lato gay del Festival

Da Renato Zero a Povia, passando per Cristiano Malgioglio: tutte le canzoni che hanno fatto la storia queer del Festival di Sanremo.

di | Entertainment

Povia non ha inventato niente: dagli anni '70 il mondo della musica canta l'omosessualità, esaltandone il valore e raccontandone le discriminazioni. Da Ivan Cattaneo a Renato Zero, da Federico Salvatore ai Pooh, ecco una carrellata dei pezzi che hanno fatto la storia gay della canzone italiana.

Povia, "Luca era gay" Festival di Sanremo 2009

 

 

Anna Tatangelo, "Il mio amico" Festival di Sanremo 2008

 

 

Federico Salvatore, "Sulla porta" Festival di Sanremo 1996



Cristiano Malgioglio
, "Ernesto"

 


Pooh, "Pierre"

 



Ivan Cattaneo, "Pomodori da Marte"

 



Renato Zero, "Onda gay"

 



Renato Zero, "Profumi, balocchi e maritozzi"

 



Fonte: Italiainformazioni

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  • Commenti

perlarossa sabato 27 febbraio 2010 - 7.45

E oltre alle balle di Cecchi Paone, nemmeno Malgioglio, Cattaneo e i Pooh sono andati a Sanremo con quei brani... Ma finitela...

perlarossa sabato 27 febbraio 2010 - 7.44

Sappi che Renato Zero ha risposto per le rime alle falsità di Cecchi Paone, il link lo trovi qui http://www.youtube.com/watch?v=Z1Akz9kywg4 , youtube l'aveva persino censurato... E informati, prima di sputare sentenze. Ad ogni modo, l'articolo è molto scorretto. Renato Zero ha scritto ovviamente diverse canzoni a tematica gay, ben più profonde e sentite di quelle da voi menzionate qui, ma non le ha MAI portate al festival, a cuiha partecipato due volte con "Spalle al muro" (dove parlava degli anziani) e "Ave Maria" (e il titolo dice già tutto). Ma non è la prima volta che su Zero gay.tv dà notizie scorrette, imprecise quando non addirittura false e/o inventate di sana pianta.

peyote87MI giovedì 18 febbraio 2010 - 14.56

ma da quando quella di Povia è una canzone gay?

misslau89 lunedì 15 febbraio 2010 - 20.03

Spero intenda dire nel senso che siamo tutti normali... solo la gente ci guarda in modo diverso ;)

Only lunedì 15 febbraio 2010 - 17.33

Gay e trans occupano ruoli sociali di ogni tipo, anche i più intellettualmente rilevanti; gli si può contestare, al limite, l'attitudine alla procreazione (con la sovrappopolazione umana del pianeta e una marea di eterosessuali che si riproducono, nonché con le tecniche di procreazione assistita, davvero non mi risulta che sussista questo problema!), ma non l'attitudine alle altre attività umane intellettuali o d'altro genere ...! La società si evolva e si dia il via alla neutralizzazione di omofobia, trans-fobia, integralismi religiosi e ignoranti preconcetti per lasciar spazio alla giusta integrazione sociale di gay e trans in nome di una società degna di essere definita “civile”!

pg_boy lunedì 15 febbraio 2010 - 16.57

I gay sono come i down, questo ebbe i coraggio di dire renato zero. Come ha ricordato cecchi paone a domenica 5. certo dovrebbe dare spiegazioni...

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