Somewhere: Stephen Dorff e le sue puttane nella città degli angeli di Sofia Coppola
Storia di un padre in una Los Angeles fatta di sesso e celebrità. Arriva nelle sale (e a Venezia) l'ultima fatica di Sofia Coppola.
Esce oggi nelle sale italiane, e in anteprima a Venezia, "Somewhere" della regista premio Oscar Sofia Coppola, sicuramente uno dei titoli più attesi di questa 67esima Mostra del Cinema.
La Coppola getta i suoi nuovi personaggi nella piscina del maledetto Chateau Marmont a Los Angeles, li tinge con l'arancione di quel sole che non tramonta mai, in una California che puzza di Bret Easton Ellis e che non invecchia, impietosa ma bellissima, fra il Sunset Blvd e le palme, fra la fama e le puttane.
Johnny Marco (Stephen Dorff) è l'archetipo della star hollywoodian-twetteriana di oggi: bello, irresistibile, donnaiolo, druggie, profondamente misfit nella sua paternità; all'improvviso si ritrova a fare i conti con le domande e la presenza dell'undicenne Cleo (Elle Fanning), sua figlia. E forse Johnny capisce che arrivato il momento di dare una svolta alla sua vita, di crescere. Un film sul binomio padre/figlia, che i più hanno già tacciato di autobiografia, sostenendo che la stessa Sofia fosse stata, a suo tempo, la bambina testimone del genio e della sregolatezza di suo padre Francis Ford.
Dopo il duo Murray-Johansson di "Lost in traslation", Stephen Dorff e Elle Fanning si preparano a diventare una delle più belle coppie della storia del cinema.
Marcello Signore

peyote87MI venerdì 3 settembre 2010 - 15.13