Tom Ford presenta "A Single Man". FOTO HD
Alla conferenza stampa di Milano GAY.tv strappa a Tom Ford un paio di risposte sul film, l'omofobia e due ragazzi gay al primo appuntamento.
Tom Ford entra nella sala stampa di Palazzo Marino a Milano bello come il sole, elegante, sorridente e - ahimè - leggermente più basso di quello che si potrebbe pensare. Saluta in italiano, ma niente paura, nessuno sbracato "ciaaaao itaaaalia" da concerto, solo un educato "buongiorno" seguito dalle scuse "capisco anche l'italiano, ma parlerò in inglese. Sono leggermente più intelligente nella mia lingua". Così comincia la conferenza stampa per le presentazione di "A Single Man", la pellicola premiata a Venezia che segna il debutto dello stilista dietro la macchina da presa, alle prese con la storia delle ambigue passioni e del lacerante dolore del professore George (Colin Firth) gay tra finzione e sincerità e del suo acerbo-ma-non-troppo studente Nicholas Houlth. "Già 15 anni fa mi ero messo in testa di fare cinema" esordisce Tom Ford "ma se lo vessi fatto all'epoca non sarebbe stato il momento giusto, non avrei saputo esprimere. Oggi invece mi sento sicuro di me nell'affrontare questa cosa. Cinema e moda sembrano due mondi lontanissimi, ma ci sono dei punti di convergenza. Si tratta di avere un'idea, una visione e di comunicarla alla tua équipe. Occorre riuscire a comunicare e emozionare i propri collaboratori per coinvolgerli nel progetto e realizzare la visione".
Grandissima attesa per l'uscita della pellicola, anticipata al 15 gennaio - si trova al botteghino in un face-to-face all'ultimo sangue con il kolossal della stagione Avatar - e per la grande interpretazione di Colin Firth che per questo ruolo ha già ricevuto la Coppa Volpi. "Colin Firth riesce a riassumere tutte le caratteristiche di George. All'esterno pare distaccato ma dentro ha un animo romantico e passionale. E' perfetto per interpretare un ruolo così complesso". Il personaggio di George, nato dalla penna dello scrittore Christopher Isherwood, è uno dei più affascinanti della letteratura gay, ma Ford allontana decisamente l'etichetta di "film omosessuale": "è vero, il personaggio è gay, parla di un rapporto gay, ma non è un film gay. E' un film sull'amore e sulla perdita. La definizione "gay" non lo qualifica. Io stesso, sebbene stia con lo stesso uomo da anni e sebbene lo ami profondamente, parlando di me mi definirei in mille modi - un perfezionista per esempio - e solo alla fine aggiungerei "ah si, sono anche gay".
La prima volta di uno stilista dietro la macchia da presa: una sfida estetica e artistica. Come l'ha accolta Hollywood? Discriminazioni? "A Hollywood c'è un detto: la gente può essere gentile con te fino alla morte. Significa che dietro i sorrisi c'è spesso una falsità che uccide. Quando mi sono presentato dicendo 'farò un flm' tutti sono stati molto molto gentili e affabili. Solo quando ho finito "A Single Man" mi sono accorto che mi ridevano dietro. Ma non credo che oggi ridano ancora. Almeno spero".
Ma una pellicola che parla di amore omosessuale può andare incontro anche a una discriminazione più subdola. "Hollywood non è omofoba" afferma Ford "Perlomeno non più. E non credo che George Clooney sia gay" aggiunge, forse memore del dibattito giornalistico che ha infiammato quest'estate. Il tema dell'omosessualità è sul piatto e si parla della promozione del film, che per evitare la trappola dell'etichetta gay ha privilegiato l'immagine della coppia Colin Firth-Julianne Moore. Il regista spiega che nel trailer americano è stato necessario tagliare la scena del bacio gay, perchè un frame del genere rientra del rating "adults" e non permette la proiezione del promo nelle sale.
A questo punto arrivano le domande di GAY.tv. Si parla di omosessualità e mentalità puritana, parliamo della situazione italiana.
Aldilà dell'etichetta di film gay, "A Single Man" si basa su un libro-manifesto ed è una storia di amore e sofferenza. E' con grande sofferenza che molte coppie italiane vivono il loro amore negli ultimi mesi, sia a causa della violenza omofoba che nelle battaglie per il riconoscimento dei loro rapporti. Cosa pensa di questo genere di problemi?
E' difficile per me parlare della situazione italiana perchè non la conosco a fondo. Posso solo dire che la mia generazione non ha vissuto sulla sua pelle il dramma della discriminazione perchè la generazione precedente si è battuta contro queste cose, affinchè l'amore omosessuale non fosse perseguitato.
Quale messaggio le piacerebbe che arrivasse a una coppia di ragazzi gay italiani che vanno al cinema a vedere A Single Man", magari per il primo appuntamento?
Nel film c'è dolore, ma non è legato all'omosessualità. C'è una perdita ma tutto è finalizzato a qualcosa di positivo. Alla fine George vive una sorta di epifania, si parte dal dolore ma attraverso gli sguardi - è molto importante l'elemento dello sguardo - ritrova una luce positiva. Vorrei che la gente pensasse a questo.
Al termine della conferenza stampa viene consegnata a Tom Ford una targa onoraria della città di Milano: con l'augurio e la promessa di un prossimo film, ovviamente girato in Italia.

Storm1983 martedì 12 gennaio 2010 - 14.25
strong-boy martedì 12 gennaio 2010 - 13.37
Giuliano_Federico martedì 12 gennaio 2010 - 11.21