Torino GLBT Film Festival 2010: 25 anni di autentico cinema di genere

Dal 15 al 22 aprile si celebra la 25esima edizione del Torino GLBT FIlm Festival, il più antico e importante evento culturale gay e lesbico d'Europa. Ad aprire le danze Claudia Cardinale.

di | Entertainment

Quando si è gay e italiani allo stesso momento, spesso, si crede di non poter essere rappresentati adeguatamente da nessuna realtà significativa. Che si tratti di un partito politico, o di un degno portavoce del mondo della cultura e/o dello spettacolo, l’italiano gay piange frequentemente lacrime di amara rassegnazione. E sbaglia. Un vanto nazionale, noi omosessuali italici, ce l’abbiamo. Il Torino GLBT Film Festival, infatti, è il terzo festival più anziano dell’intero globo. A soffiargli il trono ci sono soltanto il Frameline di San Francisco e l’Outfest di Losa Angeles, due veri capisaldi della cultura gay mondiale. La manifestazione cinematografica di Torino è stata fondata ben prima di qualsiasi altro evento simile in Europa. Un primato che ne contiene un altro, quindi.

 

Era il 1986. Il Film Festival di Torino era una semplice rassegna di produzioni gay e lesbiche, una nicchia nel vastissimo territorio della cinematografia mondiale. La vera crescita, nei numeri, nello spessore e nell’adesione di pubblico, è avvenuta alcuni anni dopo. Esattamente nel momento in cui la Regione Piemonte, accortasi della rilevanza dell’evento, ha avuto la provvidenziale idea di credere nel progetto e finanziarlo. Poi è arrivato il 2005 e da allora il Festival GLBT viene supportato dal Museo Nazionale del cinema, dagli Assessorati alla Cultura della Regione Piemonte, dalla Provincia e dalla Città di Torino. Anche il Ministero per i Beni e le attività culturali ne ha dovuto riconoscere il valore, definendolo “una tra le più importanti manifestazioni cinematografiche italiane a livello internazionale”.

 

 

Nozze d’argento. Le festeggia quest’anno il Festival GLBT di Torino - Da Sodoma a Hollywood diretto da Giovanni Minerba, dal 15 al 22 aprile. 25 anni di passione, 25 anni di capolavori. “25 film che ci hanno cambiato la vita”: è questa la prima delle novità introdotte per festeggiare meritatamente il Festival, una rassegna dei migliori titoli che hanno fregiato la manifestazione. Capolavori di registi del calibro di Wong Kar-Wai (Happy Together, 1997), John Greyson (Lillies, 1996), Todd Haynes (Poison, 1991). Un'iniziativa pensata per riportare luce a quelle pietre preziose che hanno costellato la storia del TGLFF. Il premio alla carriera, invece, assegnato a James Ivory (Maurice, 1987) è un’altra pregevole innovazione di quest’edizione: si tratta di una statuetta raffigurante Oscar Wilde, realizzata da Ugo Nespolo in plexiglass colorato. Perché proprio Ivory? Secondo gli organizzatori la ragione risiede nelle “atmosfere rarefatte delle impareggiabili traduzioni cinematografiche di romanzi “classici” (Henry James, E. M. Forster) e moderni, la fascinazione per il magnifico dualismo tra mente e corpo che agita i suoi eroi e, soprattutto, le sue eroine, il melting pot, antropologico, sessuale e geografico di cui sono intrise le messe in scena, la condizione d’estraneità e, allo stesso tempo, il desiderio di appartenenza che agitano i personaggi, perennemente combattuti tra confronto e antagonismo”.

 

La serata di apertura

 

Ad aprire la 25esima edizione del Torino GLBT Film Festival sarà Claudia Cardinale, regina del cinema italiano, nonché interprete del film del regista tunisino Mehdi Ben Attia presentato fuori concorso come première internazionale. In Le fil, Claudia è Sara, madre di Malik (Antonin Stahly), di ritorno dal suo periodo di studi a Parigi. Nella villa di Hammamet Sara accoglie non solo suo figlio, ma anche le sue nuove consapevolezze, le sue maturazioni, tra cui l’amore per un altro uomo, Bilal (Salim Kechiouche).

 

Claudia Cardinale e Salim Kechiouche in una scena di "Le fil"

 

Le sezioni

 

Le sezioni in cui il festival è diviso sono ben diciotto, di cui tre dedicate esclusivamente al classico concorso (lungometraggi, cortometraggi e documentari). Tre differenti giurie si occuperanno di decretare il vincitore di ognuna delle corrispettive categorie: Peter Cameron, Ivan Cotroneo, Eytan Fox, Patricia Rozema e Cesare Petrillo per i lungometraggi; Giovanni Anversa, Maria Beatty e Massimo Fusillo per i Documentari; Massimo Fenati, Zvonimir Dobrovic e Roberto Cuzzillo per i corti.

 

 

 

 

I "Binari" (lungometraggi, cortometraggi, documentari e arte), invece, celebrano da quest’anno le produzioni fuori concorso, provenienti da tutti i continenti, che si distinguono per una spiccata sensibilità nei confronti della tematica gay e lesbica. "Midnight Madness" introduce al grande pubblico cinque fra le più recenti e controverse opere cinematografiche (horror, fantascienza) solitamente affidate al giudizio e all’attenzione di un pubblico più specialistico, tutte in programmazione in tarda serata. Immancabili, inoltre, gli omaggi alle migliori personalità che si sono distinte nel cinema e nell’arte in genere: "Open Eyes" è il nome della rassegna che rende loro onore. Quest’anno tocca a Maria Beatty, Patricia Rozema e Holly Woodlawn, donne le cui opere hanno scandagliato efficacemente la psiche femminile, tra drami personali e cambiamenti radicali, talvolta anche fisici. In "Focus" delicate tematiche, quali omofobia e religione, verranno sapientemente sbrogliate grazie a diciotto tra corti e mediometraggi, mentre ampio spazio verrà dedicato anche ai prodotti seriali, sia web che televisivi. "Transgender elettronici", infine, ci spiegarà come i videogame siano in grado di renderci protagonisti di mondi idealizzati e di lasciarci assumere personalità differenti alla nostra, mentre "Eurofestival" darà spazio alla musica e alla danza attraverso i materiali d'archivio della manifestazione canora più nota in Europa.

 

Una scena di "Do Começo ao Fim", lungometraggio brasiliano in concorso

 

Dove e come vivere il Festival

 

Le proiezioni si terranno tutte all’Ambrosio Cinecaffé, in Corso Vittorio Emanuele II, 52, mentre la serata d’inaugurazione sarà al Cinema Ideal Cityplex in Corso Giambattista Beccaria, 4. Il costo del biglietto è di 7 euro (ridotto 6). Dal 23 al 26 Aprile, inoltre, per la prima volta nella sua storia, il Festival si sposterà nella capitale, dove si terrà Queering Roma curata dall’Associazione Armilla in collaborazione con la Provincia di Roma. Tutte le informazioni ovviamente sono reperibili sul sito ufficiale del Torino GLBT Film Festival: www.tglff.com.

 

Perché esserci?

 

Perché il Torino GLBT Film Festival, insieme a poche altre manifestazioni, è l’unico a rendere disponibili qui in Italia titoli che altrimenti non potrebbero ricevere la giusta visibilità. Opere sublimi, illuminanti, spiazzanti che a causa del circuito tradizionale classico, spesso piegato a logiche di puro consumo mainstream, non godrebbero dell’attenzione che meritano. Storie di ragazzi e ragazze, soggetti di eventi cruciali e di tribolati percorsi di formazione. Uomini e donne costretti alla solitudine o coinvolti in feroci rapporti di coppia, dove sono l’identità e il proprio corpo ad essere messi in discussione. In un continuo, caldo e prezioso vortice di emozioni e riflessioni. Che non potremmo assolutamente perdere. E che non perderemo proprio grazie al Torino GLBT Film Festival. E anche grazie a GAY.tv, che da domani e per tutta la settimana di programmazione vi parlerà dettagliatamente dei film da non perdere.

 

Alessandro Papadakis

 

 

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