Francesco, Manuel e il Sindaco che li sposerà: storia di un matrimonio che s`ha da fare. INTERVISTA>

Francesco Zanardi, Manuel Incorvaia e il lungo percorso verso il matrimonio: una coppia di giovani omosessuali e la battaglia per il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso. Alla vigilia della decisione del Sindaco di Savona, ecco cosa dicono Francesco e Manuel a GAY.tv.

di | Lifestyle

 AGGIORNAMENTO 30 OTTOBRE ORE 15.30

Alle 13.30 di oggi in casa di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono state recapitate due raccomandate con numero di serie consequenziale: una è indirizzata a Francesco, l'altra a Manuel. Fonti darebbero come buona la possibilità che dietro le raccomandate (il cui contenuto verrà dato ai destinatari nella mattina di domani, sabato 31 ottobre) vi sia l'Ufficio Matrimoni del Comune di Savona, che potrebbe richiedere il ritiro della documentazione di diniego che vincolava il Sindaco di Savona alla celebrazione del matrimonio mediante rito civile. Domani la verità.


Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia sono di Savona, sono gay e si amano. Francesco e Manuel, col favore del Sindaco della loro città, domani si sposeranno. Grazie al sostegno di associazioni e gruppi in favore dei matrimoni tra persone dello stesso sesso come Rete Lenford e Certi Diritti, i due giovani hanno iniziato una battaglia che sabato 31 ottobre potrebbe addirittura avere un lieto fine. Il Sindaco di Savona Federico Berruti sta infatti valutando la proposta sollevata da Francesco e Manuel, di ufficializzare cioè la loro unione mediante rito civile.

In attesa di capire come si svilupperà da domani la storia che viaggia tra provocazioni e rivendicazioni, Manuel e Francesco si concedono in un'intervista esclusiva a GAY.tv.

In calce all'articolo riportiamo la lettera che Francesco Zanardi ha scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

INTERVISTA

In questi giorni leggiamo la vostra storia e apprendiamo che siete tenacemente più che disposti a unirvi in matrimonio; raccontateci brevemente chi siete.
Manuel Incorvaia 22 anni, nato e residente a Savona, da quasi un anno convivo con il mio compagno Francesco Zanardi.
Diplomato in Grafico Pubblicitario e Fotografia, provengo da una famiglia modesta di sola madre e due sorelle, 23 e 11 anni. Mio padre malgrado abiti vicino casa nostra, non lo conosco affatto, anzi, l’ho potuto conoscere in una situazione di grande disagio verso il mio compagno.All’eta di 19 anni decido di  andare a vivere a Milano, visto e considerato che Savona non mi poteva offrire nulla. Risiedo a Milano 2 anni. Il mio trascorso a Milano? Meglio non parlarne, solo bugie, lascio immaginare un ragazzino ingenuo in una città come quella! Il14 aprile 2008 conosco Francesco a Savona dove ero venuto a trovare la mia famiglia, iniziamo a frequentarci e nel mese di dicembre decido di ritornare nella mia città natale e convivere assieme a lui.
Francesco Zanardi, 39 anni nato a Torino e residente a Savona, non riconosciuto alla nascita e abbandonato in ospedale ho vissuto un’infanzia con i mie genitori adottivi notevolmente traumatica, basti pensare che un mese dopo la mia adozione la mia famiglia decide, per la vergogna di avere un figlio adottivo, di trasferirsi a Spotorno, un piccolo paesino vicino Savona. Durante l’infanzia subisco abusi sessuali, all’età di 23 anni mia madre si suicida, i vari traumi spostano molto avanti la mia presa di coscienza di essere omosessuale, me ne accorgo verso i 26 anni. Conosco Manuel, i nostri feeling di vita passata mi danno l’opportunità di capire i suoi problemi presenti e quindi riesco a sostenerlo molto. Tra noi si crea un rapporto molto difficile ma allo stesso tempo di amore, molto intenso. Le difficoltà sono dovute alla problematica principale ovvero quella di essere entrambi soli e di doverci tutelare a vicenda.

Cosa vi ha spinto ad intraprendere un cammino ostico come quello del matrimonio in Italia, sapendo che, sebbene non anticostituzionale, il rito è ancora considerato illegale nel nostro Paese?
Francesco: È dovuto principalmente ad un episodio di omofobia accaduto a Mykonos il 15 settembre scorso che ci ha fatto capire quanto per due persone nella nostra condizione, sia importante essere riconosciuti.
A Mykonos ho rischiato di morire, Manuel ha rischiato di trovarsi  non solo senza di me ma anche senza una casa, perché lui, sulla casa dove viviamo insieme, non ha alcun diritto e legalmente, malgrado lui sia un cittadino italiano per lo Stato non è il mio convivente ma solo un ospite.

 

Che tipo di risposta avete avuto dalle associazioni o gruppi in favore dei matrimoni gay? Chi vi sta dando davvero una mano e come?
Tristemente i movimenti nazionali più grandi, molto probabilmente per problemi politici interni, non sono minimamente intervenuti a nostro sostegno; nel concreto ci hanno appoggiato e sostenuto i tuti i modi e con un enorme sforzo da parte loro le seguenti associazioni: Rete Lenford e  L’associazione Certi Diritti che ci hanno e continuano a darci tutto l’appoggio legale necessario, il circolo di cultura omosessuale Harvey Milk di Milano, GayLib e tantissime piccole associazioni da tutta Italia, con il loro personale impegno Alberto Villa, Francesco Bilotta, Gian Mario Felicetti, Stefano Aresi, Il viceconsole a Santorini Franco Stefano Colombo, Alessandra Zacco che ci ha seguiti come ufficio stampa, tutti gli italiani che in queste settimani ci hanno dato concretamente il loro appoggio e infine anche GAY.tv che ci sta dando sostegno in questa lotta per i nostri diritti, intendo non solo miei e di Manuel ma di tutta la comunità lgbt. Vogliamo anche ringraziare anche la stampa in generale, che ci sta permettendo di dare eco alla nostra storia. Un grazie speciale anchea Stefano Sogno, che ha spesso collaborato con noi nella stesura di diversi documenti e comunicati.

 

Il Sindaco di Savona, Federico Berruti, è stato disposto a celebrare il vostro matrimonio sabato 31 ottobre. È davvero bello sapere che ci sono cariche istituzionali disposte a combattere al fianco delle persone che si amano, a prescindere dal loro orientamento sessuale. Avete novità in merito? Il matrimonio si farà?
Il Sindaco di Savona ci ha richiesto un memoriale che è costato a Certi Diritti e Rete Lenford tre settimane di lavoro ed è stato consegnato solo lo scorso martedì alla segreteria del sindaco, che dovrà tramite i propri legali esaminare la documentazione.
La risposta che noi sentiamo favorevole starà al sindaco che speriamo si pronunci prima di sabato, giornata per la quale stiamo organizzando, soprattutto attraverso le piccole associazioni che ci appoggiano, una manifestazione pacifica che consiste nell’appendere fuori dalla finestra della propria abitazione un panno blu in segno di solidarietà a tutti gli italiani omosessuali.

 

 

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