Hudson Taylor, il wrestler etero che lotta per i gay
River-blog intervista l’atleta americano. Eterosessuale convinto, è patito di Milk, si batter per i diritti lgbt e vuole che anche i gay possano adottare figli.
Chi dice che i problemi dei gay stiano a cuore solo ai gay, sta dichiarando il falso. Hudson Taylor è eterosessuale convinto, non ha alcuna fantasia su altri uomini, ma non ha alcun problema a parlare di omosessualità, di amore e diritti di persone dello stesso sesso. Hudson Taylor è un wrestler (e che wrestler: americano, numero tre nazionale nella sua categoria) che ha deciso di battersi non solo sul tappeto di gara ma anche nella vita di tutti i giorni per i diritti dei gay. Considerato oramai in ambito sportivo come una sorta di “paladino della causa”, Taylor è quello che ha il fisico da bullo ma che studia all’università del Maryland, è quello che chiede alla sua ragazza (Lia, originaria di Lucca) di fidanzarsi ufficialmente solo dopo aver visto Milk, è quello che non ha paura di imbrattare il suo casco da wrestler con adesivi a favore di campagne per i diritti delle persone omosessuali.
Ad Outsports Taylor ha dichiarato che per lui e la sua generazione “i diritti lgbt sono pressanti. Se ritengo che qualcosa sia ingiusto, sento di essere responsabile e di dover fare qualcosa per cambiare questa cosa”. Hudson non ha amici gay, come va di moda dire, ma ha un’inguaribile passione: quella di lottare contro l’Ingiustizia con la i maiuscola.
River ha intervistato Hudson Taylor, che ha risposto così:
Dal punto di vista italiano, in America i diritti dei gay sono ad un livello certamente più “evoluto”. Eppure anche i gay americani devono ancora fare molto. Puoi spiegarci cosa manca alle persone GLBT del tuo Paese?
Un obiettivo primario è quello di far sì che tutte le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, dal sesso, dall’identità di genere, vengano trattate nello stesso modo e in maniera giusta davanti alla legge. Tra i nostri obiettivi politici, c’è la legalizzazione, a livello federale, delle unioni tra persone dello stesso, le adozioni gay, e l’abrogazione della disciplina del “don’t ask don’t tell”. Quest’ultima si applica all’ambito militare, ed impedisce a chi è gay, lesbico o bisessuale dichiarato di arruolarsi. Allo stesso modo, penso che anche la comunità transgender si trovi di fronte a sfide importanti in America: in particolare quella di combattere le discriminazioni. Dobbiamo darci da fare per superare questa condizione. Infine, dobbiamo impegnarci perché l’America possa diventare un Paese nel quale le persone GLBT (soprattutto quelle giovani) siano libere e si sentano a loro agio quando fanno coming out. Obiettivi difficili da conseguire, ma sono certo che riusciremo, prima o poi, a cambiare le nostre leggi e strutture sociali.
Sei un atleta eterosessuale, e ti batti per i diritti GLBT. Come hanno reagito i tuoi colleghi sportivi a questo approccio?
Ho sempre dichiarato il mio punto di vista, a livello politico e sociale, e non hoalcun problema a parlarne con i miei compagni di squadra. Allo stesso modo, i miei colleghi sono abituati al mio impegno per i diritti gay. Molti wrestler hanno una personalità complessa e sono aperti verso nuove idee e approcci alla vita. Molti accettano le mie posizioni. A volte mi capita di ricevere delle critiche da parte di chi non è d’accordo. Inoltre, sono anche impegnato per eliminare le distorsioni bigotte nel nostro vocabolario. Mi arrabbio quando sento espressiono omofobe, sessiste o razziste. Cerco sempre di fare in modo che le persone si trattino con rispetto, dignità e gentilezza. E, per far ciò, penso sia importante scegliere le parole giuste. Un punto che a volte mi trova in disaccordo con alcuni wrestler.
Il wrestling non sembra uno sport molto aperto, dal punto di vista dei gay. C’è un alto tasso di omofobia?
L’omofobia è diffusa in molti sport maschili. In realtà penso che tutto il mondo sportivo debba fare dei passi in avanti, per dare il giusto peso agli atleti GLBT. Il wrestling è uno sport unico, perché prevede il corpo a corpo, nel quale gli uomini sono a stretto contatto tra di loro. La gente che non conosce questo sport, ti chiede se si tratti di un’attività gay oppure omoerotica. Domande che imbarazzano i wrestler, perché non c’è niente di omoerotico o gay in questo sport. Purtroppo, il tema dell’omosessualità diventa un tabù proprio per una serie di fraintendimenti. In ogni caso, come ho detto prima, molti wrestler sono aperti sul tema.
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Fonte: River

Only giovedì 4 marzo 2010 - 19.54
Visto? Ci sono gay omofobi che, magari, disprezzano altri gay visibili ed eterosessuali che lottano contro l'omofobia, a favore dei diritti dei gay e della loro piena integrazione sociale! E' così che va il mondo: sono la personalità e i valori del singolo che fanno la differenza, altro che i pregiudizi di categoria (uomini, donne, eterosessuali, omosessuali, transessuali, ricchi, poveri, nordici, meridionali, neri, bianchi, giovani, non giovani), credo! La realtà (leggi “natura”) va oltre le idee, a mio modesto avviso ... (Platone la pensava diversamente, ritenendo le idee superiori alla realtà a parer suo imperfetta …)!
Only giovedì 4 marzo 2010 - 19.53
HypnoticPoison giovedì 4 marzo 2010 - 19.15
peyote87MI giovedì 4 marzo 2010 - 15.55