Apologia dello snob (e a morte il radical-chic)
Se la vita fosse un minestrone, qualcuno sarebbe patata, qualcuno spezia e qualcuno fungo velenoso. Come riconoscere gli snob dai radical-chic.
Se dovessi parlare di "categorie sociali", e pur non amando né il termine né la modalità di analisi è proprio quello che sto per fare, mi sentirei di poter spartire l'orbe terracqueo e in particolare le città come Milano-Roma-Firenze-Torino-Londra (ma solo South Kensington e gli altri quartieri popolati da italiani) in modo da individuare una "categoria sociale" che incontra il mio appassionato smodato e folle amore. Gli snob.
Non posso farci nulla. Io gli snob li amo, li adoro, li colleziono. Ne sono incantata e ne subisco il fascino, li studio e li imito. Ne farei dei peluches e li terrei accanto al letto. Li vorrei trovare nelle sorprese dei Kinder Sorpresa (Una sorpresa su cinque...sarà uno snob!). Vorrei uno snob in miniatura da tenere sempre con me in borsetta e da tirare fuori alla bisogna. Gli snob sono l'ingrediente non necessario al minestrone umano, sono il dragoncello, il rafano, la spezia rara. Le persone semplici e alla mano sono fondamentali come le patate e le carote. Gli snob sono il superfluo gustoso. A molte persone fanno schifo, ovviamente. Perché lo snob o lo odi o lo ami, senza mezze misure. Esattamente come il dragoncello o il rafano.
Il problema è che non puoi improvvisarti snob. Non puoi diventarlo, non puoi "farlo". Devi esserlo. Non c'è niente di più triste di qualcuno che prova a fare lo snob senza esserlo. Chiunque si arrischiasse a tale impresa finirebbe inevitabilmente per scivolare nelle due categorie limitrofe dello snob, ovvero il parvenu (arricchito dell'altroieri maniaco dei loghi Luis Vuitton giganti) e il pirla (che non necessita didascalia).
Immagine di repertorio - Il Pirla
Essere snob non è solo questione di soldi - anche se devo ammettere che avere alle spalle una dinastia centenaria, un podere in Umbria (non in Toscana) e due o tre patrimoni dilapidati da antenati dandy aiuta parecchio. Allo snob, e solo a lui, riesce spontaneo di creare quell'effetto stilistico che tutti gli altri si affannano a costruire artificialmente (cadendo nell'inevitabile paradosso) ovvero la trascuratezza. Lo snob non ha visto Lost, ha meno di duecento amici su Facebook, organizza le gite, non va a ballare perché il sabato mattina va in barca, prende il treno, va in bici, non ha l'iPhone e guarda la tv generalista con allegria ma senza sapere i nomi dei presentatori. Veste H & M e misteriose giacche inglesi ereditate da ancor più misteriosi parenti anglofili. Lo snob mangia piatti italiani pieni di carboidrati, cucina e lava i piatti. Offre sigarette con prodiga generosità ma se gli presti dei soldi si dimentica di ridarteli. Lo snob è capace di sollevare il sopracciglio con educata strafottenza mentre guarda le tue nuove scarpe e le definisce "molto carine", distruggendo in un due parole ogni illusione di aver fatto colpo su di lui.
Al polo opposto del mondo, all'altra estremità della mia scala di sopportazione degli esseri umani, vive e prospera un'altra "categoria sociale" che infesta come la piaga delle cavallette questo nostro povero paese. Sono tanti, sono forti sono colti, sono di mentalità aperta, sono di sinistra, sono pieni di interessi particolari. E nonostante questo, e per questo, io li odio. Sono la mala razza dei radical-chic. Laddove lo snob "è", il radical-chic "fa". E' chiaro che le due specie non sono paragonabili né a livello ontologico né sul piano "voglia che avrei di prenderti calci con i piedi calzati di comodi anfibi con la punta di ferro" (questo è un personalissimo criterio di analisi, coniato e brevettato da me: lo trovo estremamente utile). Eppure, snob e radical-chic vengono spesso confusi. Ecco perché occorre avere chiaro in mente quali sono le caratteristiche dei malvagi radical-chic.
ATTENZIONE!!! Non fatevi incantare dalla bellezza. Se ha la sciarpina è pericoloso!
Il radical-chic è quello che va alla Get Fit (e spende cinquemilioni di euro di abbonamento) con la tuta coi buchi. Al radical-chic fa schifo la televisione normale, gli fanno schifo i reality, gli fa schifo la fiction, non vede l'ora che il discorso cada su un talent show per poter dire che lui non ne sa niente e che gli fa schifo. Guarda solo Santoro-Report-La7-Rai Tre (ma allora come sa che il Grande Fratello fa schifo?), al cinema va a vedere solo film ambientati in paesi i cui nomi finiscono per "kistan" di registi i cui nome finiscono per "osky", "esky", "asky" interpretati da attori sconosciuti e bruttissimi.
Non cucina perché non ha tempo, si fa vanto di non saper fare niente in casa, è esterofilo ma con pigrizia (magari decidesse di emigrare!). Il radical-chic va in vacanza in India perché "la cultura lo affascina" e perché "le spiagge italiane ormai fanno schifo", paga il biglietto quanto un mese di mezza pensione a Rimini, fa settecento foto in bianco e nero ai bambini poveri, agli anziani poveri, alle baracche povere e dice quanto è affascinante la cultura vietnamita "ché sono poveri ma tanto felici". Il radical-chic va quasi solo nei circoli Arci, si è comprato l'iPad ma non usa Facebook "per la privacy" (che poi io mi dico: ma hai 20 anni, quanta privacy avrai mai bisogno?). Se è maschio si drappeggia al collo eterne sciarpette stropicciatine anche se è agosto e ci sono 45 gradi (soprattutto se sei in India), non mette mai la cravatta per il principio di fare quello che se ne frega, anche alla cresima delle cuginette. Gli piace la fotografia (ma non digitale), i cantautori (ma non i falò da piccolo grande amore) e, se è etero, sbandiera i suoi amici gay come un "bollino liberal" sulla sua accuratissima rappresentazione di sé.
Il radical-chic è di sinistra e pertanto ha gusti nazional-popolari!
Ora di sera, quando le tenebre calano e le maschere cadono, lo snob è fresco come un fiore, aristocraticamente inconsapevole di se stesso. Il radical-chic, invece, è stanchissimo. Se non lo detestassi tanto, potrei provare un moto di compassione per la figura di questo ragazzo/a esausto/a dopo una giornata spesa a ribadire il suo essere liberal, il suo essere alternativo, il suo essere di sinistra, il suo essere sofisticato ma alla mano. Me lo immagino, simbolica metafora di un'intera categoria sociale, il radical-chic che torna alla sua casa in stile finto popolare, chiude la porta e tira un sospiro di sollievo. Si toglie le Camper e si mette le ciabatte (non sandali etnici: proprio ciabatte DeFonseca). Si spoglia della sciarpetta, sentendosi per un attimo nudo e vulnerabile senza il suo feticcio identitario. Appende la giacca di velluto a coste, slaccia la camicia su misura, si stende sul divano distrutto dalla fatica dell'interpretare se stesso. In un attimo di debolezza, cede.
La sua mano corre, colpevole eppure veloce, verso il luogo del peccato. Lo sfiora, lo tocca, lo tasta. Sente la consistenza tentatrice dell'oggetto proibito. Lo afferra. Il radical-chic si sente in colpa, mentre sta per farlo, ma in un secondo ogni pensiero è annullato dalla tentazione. Lo prende in mano, e finalmente si lascia andare. Ovviamente, come tutti i repressi, non sa qual è il limite della trasgressione.
Afferra il telecomando, accende la tv e, come un adolescente con un porno, gode guardando Il Mercante in Fiera con Pino Insegno.
Bagnando di lacrime di vergogna l'immancabile sciarpetta.
Francesca Tognetti

jolene domenica 14 novembre 2010 - 15.49
Gancian sabato 13 novembre 2010 - 20.36
njl sabato 13 novembre 2010 - 18.46
njl sabato 13 novembre 2010 - 18.44
Francesca_Tognetti sabato 13 novembre 2010 - 16.58
:-P
Andre83TO sabato 13 novembre 2010 - 15.13
androgino1990 sabato 13 novembre 2010 - 6.25
E.
njl sabato 13 novembre 2010 - 1.14
Il_Saltatempo venerdì 12 novembre 2010 - 20.08
purospirito venerdì 12 novembre 2010 - 4.16
La fantasia è la chiave di volta... possiamo essere ogni giorno una persona diversa... è bello giocare con la propria essenza... a 20 anni essere l'uomo vissuto che sa tutto della vita... mi viene solo da ridere... Anche se attenzione... è importante essere una persona di spessore, altrimenti saremmo solo cartoni animati... e cmq io faccio peggio di poshvenus, ma non posso essere nessuno dei due steriotipi... perchè io negli schemi non ci entro è più forte di me... ( e non è vero che mi stanno stretti perchè sono grosso!!! XP )
In fondo ricordatelo siamo tutti i colori dell'arcobaleno!!!
purospirito venerdì 12 novembre 2010 - 4.09
purospirito venerdì 12 novembre 2010 - 4.06
EpocaPreIsterica venerdì 12 novembre 2010 - 3.45
E cmq anche di radical chic ce ne sono tanti tipi....sinceramente mi stanno sulle balle solo quelli che ti parlano tipo "io-sono-figo-e-alternativo-te-sei-la-massa"...gli altri li adoro.
poshvenus venerdì 12 novembre 2010 - 2.45
poshvenus venerdì 12 novembre 2010 - 2.44
Maiself88 giovedì 11 novembre 2010 - 23.59
Il_Saltatempo giovedì 11 novembre 2010 - 22.45
Luxer92 giovedì 11 novembre 2010 - 21.41
eddy giovedì 11 novembre 2010 - 21.23
Maiself88 giovedì 11 novembre 2010 - 21.22
Il_Saltatempo giovedì 11 novembre 2010 - 20.34
Lotus87 giovedì 11 novembre 2010 - 20.34
Il_Saltatempo giovedì 11 novembre 2010 - 20.33
poshvenus giovedì 11 novembre 2010 - 16.49
njl giovedì 11 novembre 2010 - 16.36
poshvenus giovedì 11 novembre 2010 - 14.51
vado nella palestra sfigata sotto casa, nel quartiere popolare, dove sono uno dei pochi bianchi e non muscolosi e vestito di nero e coi joy division nelle cuffie perchè mi piace ascoltare la musica da preso male mentre mi affatico. adoro i reality ma non li guardo perchè mi fa schifo chi ci partecipa. leggo. Guardo Santoro-Report-La7-Rai Tre ma anche jersey shore, al cinema vado a vedere solo film noiosissimissimi e lentissimi orientali dai titoli lunghissimi tipo "primavera estate autunno invero e ancora primavera" perchè son quelli che mi piacciono di più. gli altri li guardo in streaming. Cucino perchè mi piace molto farlo, peccato che esca tutto una merda.. L'ultimo posto che visiterei è l'India! ma vacci te dove ci son tutti quei colori, quei suoni e quegli odori e tutti quei cadaveri. preferisco le grandi città, visto che alla fine, oltre al solito giro turistico, quel che cerco in vacanza è sempre e solo lo shopping, i locali e la galleria d'arte contemporanea. evito come la peste i locali Arci, perchè purtroppo a quanto pare essere di sisnistra vuol dire puzzare. e io, anche se di sinistra, odio la puzza. non ho ancora ben capito a cosa possa servire l'iPad. mi drappeggio al collo le solite catene, catenaccie e catenine anche se è agosto e ci sono 45 gradi ), metto spesso la cravatta per sentirmi simile a Lil Marlene. Mi piace la fotografia (soprattutto digitale), odio i cantautori ed essere frocio e aver frequentato tante serate gay mi ha quasi fatto diventare omofobo. :-) cosa diavolo sono ioooooooooo??? una schifezza e bastaaa??? :-)
poshvenus giovedì 11 novembre 2010 - 14.50
njl giovedì 11 novembre 2010 - 13.59
Etimologia. Sembra che l'origine del termine snob derivi da un'antica procedura di registrazione degli studenti dell'Università di Oxford: i funzionari dell'istituto pare che apportassero, in calce all'iscrizione di studenti "non di sangue blu", una nota che recitava sine nobilitate (dal latino senza nobiltà, ovvero senza titoli nobiliari). Un'altra etimologia della parola sembra derivare da un dialetto inglese in cui "snob" significa "ciabattino" e che appunto gli studenti dell'università di Oxford lo utilizzassero per intendere una persona fuori posto. Infatti secondo la definizione di cui sopra io dovrei essere un po' snob e un po' radical. A me la sua descrizione di radical mi pare quella dello snob e viceversa. Una confusione mentale pazzesca. La milanitudine è una sciagura.
dolcissimasaffo giovedì 11 novembre 2010 - 13.12
peyote87MI giovedì 11 novembre 2010 - 11.57
Daniels-78 giovedì 11 novembre 2010 - 11.20
AHAHAHAHHAHA
MA CHI è STO POVERO CRISTO CHE TI HA DATO BUCA?