Crociera gay: Revuelta intenta causa civile contro l’omofobia

In seguito ad una insolita richiesta di risarcimento di due coniugi di Trevi che si sono trovati a bordo della crociera Revuelta ignorando che fosse organizzata ad hoc per un pubblico gay, gli artisti coinvolti ed i responsabili dell’organizzazione hanno intentato una causa civile. Il ricavato sarà destinato alla realizzazione di una campagna anti-omofobia.

di | Lifestyle

Il fatto
Una coppia di Trevi ha chiesto alla Grimaldi un risarcimento di 3 mila euro, perché  sostiene di essersi ritrovata sulla crociera gay Revuelta Civitavecchia – Barcellona, ignorando che il viaggio fosse stato organizzato con un’attenzione particolare alla comunità lgbt. I due coniugi, (non di certo gli unici eterosessuali presenti a bordo della nave) si sono rivolti all’avvocato Antonio Francesconi che ha intrapreso le pratiche iniziali per la richiesta di risarcimento. Francesconi ha dichiarato a Gay.it: “Se la compagnia avesse avvertito i miei clienti che si trattava di una crociera finalizzata a soddisfare i gay, come stabilisce il codice del consumo, avrebbero potuto rinunciare al viaggio. I miei clienti si sono trovati in imbarazzo nell'esprimersi come avrebbero voluto. Hanno passato la vacanza chiusi in cabina per colpa degli spettacoli abbastanza spinti che l'organizzazione aveva previsto. Non se la sono sentita di partecipare. Le volte che sono stati costretti a passare nei saloni dove avvenivano questi spettacoli si sono trovati in imbarazzo anche i gay quando hanno visto che c'erano anche coppie etero. Mi interessa sottolineare che non c'è nessun pregiudizio discriminatorio.”



Contrattacco
A seguito delle intenzioni della coppia di Trevi, gli organizzatori di Revuelta, e gli artisti che hanno preso parte all’organizzazione della crociera, esibendosi quotidianamente, hanno deciso di intentare la prima causa civile in Italia contro l’omofobia. La somma che comporrà il risarcimento verrà impiegata per la realizzazione di campagne anti-omofobia.

Alessio De Giorgi, direttore del portale Gay.it e Mauro Basso (fra gli organizzatori del Gay Village) hanno commentato quanto accaduto: “affermazioni gravissime per le quali chiederemo un maxirisarcimento in sede civile”. Nel comunicato reso noto da Gay.it e dagli organizzatori di Revuelta si legge: “Chiederemo 100mila euro di danni. Quanto affermato tramite l’avvocato Francesconi è un chiaro sintomo di omofobia. Ad esempio, si dice che a bordo ci fossero ovviamente spettacoli hard, come se i gay non sapessero fare altro. Quegli spettacoli non solo non erano accessibili ai clienti etero in quanto all’interno del pacchetto commerciale di Revuelta, ma erano assolutamente casti. Si è trattato di cabaret, comicità, musica e nient’altro. La coppia che si è detta disturbata, poi, non era certo l’unica eterosessuale. Altri 200 clienti eterosessuali erano a bordo di Revuelta esattamente come loro, ma chissà perché solo loro hanno accusato disagio".




Gli artisti che hanno animato la crociera, come Fabio Canino , Cesira, la drag queen Regina Miami e il performer Paolo Tuci chiederanno altri risarcimenti del valore di 100 mila euro per il primo e di 50 mila euro per gli altri.
Ha detto Canino: “Io non faccio spettacoli hard, anche perché non me lo posso permettere. Se a bordo ci fossero state delle suore di clausura quella coppia avrebbe denunciato la compagnia per non averli avvertiti della loro presenza? Sono stufo dell’ignoranza delle persone. L’ignoranza si paga e questa volta sono deciso a farla pagare cara”

Nel comunicato si legge sempre: “Si tratta della prima causa civile intentata in Italia per omofobia «per questo e alla luce della recente bocciatura della Camera della legge Concia, il ricavato verrà impiegato per la realizzazione di una campagna anti-omofobia sui mass media”.

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