Essere gay a Napoli, tra bullismo, paure e amori inconfessabili. LEGGI

Un ragazzo della provincia Napoli chiede aiuto al Dott. Carlo Signore per sfogare il suo bisogno di esser compreso. Una famiglia ostile, vittima di bullismo a scuola, innamorato dell'amico che teme di perdere. Una situazione non facile a 18 anni.

di | Lifestyle

HELP NAPOLI

Il dott. Carlo Signore, torna a rispondere alle vostre domande in merito a omofobia, bullismo e problemi di accettazione di sé e della propria omosessualità. Potete scrivergli a carlo.signore.help@gmail.com. L'esperto vi risponderà qui sulle pagine di GAY.tv.

LA LETTERA

Egregio professor Signore ,
sono un ragazzo diciottenne della provincia di Napoli (Terzigno) ma nato in Russia . Sono gay. I miei genitori non sanno di questa cosa ... ne sono a conoscenza solo mia sorella biologica , che non vive con me , e una mia amica. Non sono effeminato, infatti, come tutti i miei coetanei, sono un ragazzo appassionato al nuoto , molto intelligente! Sin da quando frequentavo le scuole medie sono sempre stato preso in giro da un mio coetaneo che frequenta la mia stessa classe e anche da altri suoi amici . Ma nel tempo i suoi amici mi hanno conosciuto bene e hanno capito che io sono una persona leale e un ottimo amico . Questo mio coetaneo , però , ancora adesso che siamo al 5° anno di liceo scientifico continua a molestarmi sbattendomi in faccia ai muri e chiamandomi gay , ricchione , femminuccia ecc... Ora la mia prima domanda è: "Potrebbe essere questo ragazzo un gay represso?" Lui è il tipico bulletto della scuola ...Tamarro con la t maiuscola !
Seconda questione... Io ho scoperto di essere gay circa due anni fa alla fine del terzo anno. Fino a quel momento ero fidanzato con una ragazza di Pompei. Da quando ci lasciammo non ci siamo più parlati ... Ora dopo 2 anni ci siamo incontrati nuovamente ed è nata un'amicizia sincera , almeno da parte mia, col fratello... A dire la verità per me è qualcosa in più di un amico... Gli voglio veramente bene... Ogni tanto parliamo anche di come la pensiamo sull'argomento. Lui mi dice di non essere contrario ma non vuole che una questione del genere lo tocchi in prima persona. Lui è di un anno più piccolo di me mai stato fidanzato, mai baciato qualcuno, mai fatto sesso. Ora io ho paura che venendo a sapere il fatto che sono gay lui possa allontanarsi... so che così facendo vivo in un clima di illusione... e la cosa non va bene... Ma vivo nel terrore che venendo a sapere questa cosa si allontani! Come posso risolvere la cosa ? Mi affido a lei! La ringrazio per avermi donato parte del suo tempo ! 

Pasquale A. 

RISPOSTA

Gentile giovane Pasquale,

la sua lettera  è sincera e spontanea. Mi fa immaginare che lei sia un ragazzo che al di là delle problematiche che la affliggono, ha in sé diverse positività e aperture alla vita: esse presto contribuiranno ad aiutarla  e a farla emergere dalle difficoltà e dalle insicurezze che sembrano connotino la sua esistenza attuale.

La prima cosa perciò che sottolineo è che mi fa piacere che lei mi abbia scritto, la sua storia – come sovente accade a chi si rivolge a questa rubrica- ritengo possa essere di stimolo a tutti coloro che in varie forme e sotto diversi profili e sfumature ( e sono ancora tanti -troppi purtroppo!) vivono una condizione di discriminazione, di violenza o di bullismo. E’ proprio quest’ultimo anche il suo caso, fra i numerosi che la cronaca recente e non ci racconta. Mi sono già espresso su questo argomento alcune volte, ma voglio ricordare a tutti noi con la stessa forza di sempre, di non rassegnarsi mai e di combattere e - se è necessario e se ne ha l’opportunità- di uscire allo scoperto e rendere pubbliche le proprie storie di vessazioni. Ciò serve a mantenere viva l’attenzione della gente e può ancora una volta suscitare una riflessione più ampia sulla violenza e l’arroganza di (fortunatamente solo) parte della società in cui viviamo. Comprendo ciò che ha vissuto e vive ancora a scuola e le sono vicino. Lei è stato già molto coraggioso nell’indicare il suo nome e cognome (da noi censurato per privacy, ndr.) e il luogo esatto in cui vive: è un bell’esempio di forza morale e di fermezza. Verosimilmente questo piccolo gesto ci fa ben sperare nella lotta al contrasto del bullismo e in particolare all’omofobia.

In particolare all’uopo provi a  parlare con i docenti e il suo Dirigente Scolastico degli episodi di cui è vittima e pretenda che essi intervengano presto e con determinazione. A questo proposito ricordo a lei come a tutti i lettori, che può sempre rivolgersi al nostro Sportello di Ascolto Caritas contro il Bullismo le Violenze da me coordinato, (si informi come contattarci tramite la redazione) per chiedere di essere assistito anche legalmente se sarà necessario.

Rispetto a ciò noto che quanto a lei occorso Pasquale, cioè in particolare la sua incapacità di  non essere stato in grado di reagire a quei numerosi odiosi insulti, le ha ingenerato un senso opprimente di frustrazione che la attanaglia ancora. Le ha fatto perdere anche stima in se stesso tanto da non aver ancora dichiarato la sua condizione ai suoi genitori, mentre alcuni altri interlocutori seppur da poco, sono a conoscenza della sua omosessualità. Approfitti di questo tempo di riflessione, per recuperare forze emotive e cominci a immaginare momenti e soprattutto modalità di comunicazione  e di condivisione con sua madre e suo padre: mi sembra che abbia sufficienti strumenti cognitivi per far si che questo avvengo presto e con adeguate procedure. Pur nella consapevolezza che questo passaggio può ingenerare nel suo  (come peraltro in quello di chiunque altro) nucleo familiare qualche difficoltà e nondirado sofferenza, non rilevo dal suo racconto particolari resistenze e radicali opposizioni dei suoi genitori. Per questo intervento inoltre cerchi nell’ambito ristretto familiare (fratelli, zii, amici stretti di famiglia) qualche alleato con il quale affrontare questi momenti: insieme a loro e alla sue positive caratteristiche personali ( a tal proposito lei scrive di se stesso: ”…sono…molto intelligente…”) la strada sarà decisamente più spianata.

Per quanto attiene alla sua particolare condizione di prostrazione ( LeiPasquale infatti scrive ”… vivo nel terrore che venendo a sapere questa cosa mi si allontani !!!...” ) rispetto al rapporto instaurato con questo nuovo amico, con il quale lei sembra aver trovato una buona intesa è importante che lei comprenda che l’accettazione che la sua famiglia si appresta a darle - di cui ho appena parlato- le darà forza per comprendere se questa persona dovesse respingerla, che sarà lui e non lei Pasquale, ad aver perso l’occasione di conoscere una persona come lei. E da questa convinzione che lei deve partire per trovare lo stimolo e la consapevolezza per convincersi che nessuno deve guadagnarsi l’affetto e la stima degli altri; questo deve essere un processo quasi naturale, un percorso dove si incontrano e si confrontano anime che devono sempre essere avulse da pregiudizi e - ancor peggio! - discriminazioni.

La saluto invitandola non solo ad aggiornarmi se lo vorrà della sua situazione, ma a contattarci se necessiterà del nostro aiuto, sollecitazione che rivolgo a tutti voi lettori che da diverso tempo ormai mi fate pervenire attestazioni di stima e di affetto che spero sempre di meritare. Vi lascio con i versi di una bella canzone di successo recentissima che sono certo i più attenti tra voi non faticheranno a riconoscere: mi sembra adeguata alla storia raccontata dalla lettera di oggi. Alla prossima.

Carlo Signore

"... l'irraggiungibile che sempre m'ingannò
Sto qui, il cuore lento di diavolo fragile
Così il sole aspetta che abbassi la mia testa...
...Così l'attesa su di me, silenzio immobile, e adesso sono solo...
...Scivolerò io m'innalzerò cercherò ali
più forte del vento del male che è qui...”
 

 

 

 

 

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  • Commenti

LittleMfromNaples martedì 29 novembre 2011 - 18.07

Egregio dottor carlo la ringrazio ... e sicuramente le farò avere nuove notizie di me buone o cattive che siano !!! Sentiti ringraziamenti Pasquale Auricchio

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