Essere madre ed essere lesbica: lettera a mio figlio. LEGGI
Una nostra utente, Polinesia, espirme il suo concetto di maternità, un tema su cui molte donne omosessuali sono in conflitto, perché si sentono castrate. Ma non è così, almeno per lei, che parla al suo futuro bambino.
Essere omosessuali non vieta di diventare genitori, oggi più di prima. Di famiglie arcobaleno se ne sente, per fortuna, parlare sempre più spesso. La maternità, soprattutto, è un senso di appartenenza che supera qualsiasi orientamento sessuale. Si può essere etero e non avere la necessità di mettere al mondo un figlio, si può essere lesbica e vivere questa sensazione come un bisogno basilare.
Io sono anni che ci penso. Dopo i 20 è scattato qualcosa che mi ha fatto sempre più sentire quella stretta al cuore che vorrebbe essere esplicata nel donare la vita. Certo, non è semplice, anzi le difficoltà sono, visibilmente, lampanti.
Ti chiamerei Oscar Francesco in onore dei miei due poeti preferiti (il primo è semplice, il secondo meno, lascio a voi la scoperta), troppo austroungarico, dici? Ma no, ti chiameremmo semplicemente Oscar, tranquillo! Avresti i capelli rossi come i miei avi, gli occhi verdi come quelli in cui mi rifletto troppo poco, ma con troppa intensità e poi, sin dalle prime parole, mi accorgerei di averti trasmesso quella mia "r" arrotolata strana e musicale.
Saresti un bimbo vivace e curioso di tutto ciò che ti circonda. Sì, ti voglio immaginare anche un po’ pestifero e confusionario. Mi piace l’idea. Ti insegnerei il rispetto verso il prossimo, la sincerità verso te stesso e con gli altri. Ti avvicinerei al sapere come una ricchezza indispensabile per la tua crescita interiore.
Ti farei capire di non avere paura della diversità come dei temporali perchè nulla è da discriminare. Giocherei con te con tutto ciò che deciderai essere interessante. Ti accompagnerei, fiera, nelle tue prime scoperte. Mi stupirei del tuo stupore.
Ti farei conoscere il mondo e i piccoli posti. Ti darei consigli anche in materia di ragazze o di ragazzi, quando sarà il momento. Ti farei capire quanto sia importante vivere ogni momento della vita e apprezzare i doni che essa, quotidianamente, ci fa. Ti insegnerei l’importanza dell’amicizia e della fiducia. Ti trasmetterei che cosa significa dare un abbraccio quanto riceverlo.
Saresti mio figlio e io tua madre.

Virginia.S martedì 15 novembre 2011 - 14.38