Il 24 aprile Jean Paul Gaultier compirà 60 anni. Gaultier cominciò a lavorare come assistente per Pierre Cardin a 18 anni, senza aver frequentato scuole di moda o accademie. Il suo talento e il suo entusiasmo lo hanno portato, a quasi 40 anni dai suoi esordi, ad essere simbolo di stile iconoclasta e fuori dagli schemi - nonostante il suo segno distintivo sia la classica maglia Breton stripe, a righe orizzontali. Su quel suo simbolo inconfondibile Gaultier racconta in una recente e bellissima intervista al mensile Out:
Avevo visto questa maglia ad un mercato delle pulci. Ne feci un vestito e lo feci indossare a Leslie Winer. Era così bella, la prima modella androgina. Favolosa. Si muoveva come un ragazzo. Aveva lavorato con William Burroughs. Le diedi un ombrello e senza che io le dicessi nulla, lei lo indossò come se fosse stata James Dean ne La valle dell'Eden. La sua attitude era fantastica.
Si erano già incontrati prima. "Indossava uno dei miei vestiti a corsetto bianco alla prima di Cercasi Susan Disperatamente a New York" ricorda Gaultier e poi racconta della prima volta che Madonna scandalizzò il Radio City Music Hall ai primi Mtv Video Music Awards "L'atmosfera era scandalosa. Io mi sentivo così vicino a lei. Potrebbe sembrare pretenzioso ma quello che stava mostrando, il tipo di ragazza che era, mi attraeva moltissimo. Stava andando incontro a tutte quelle diseguaglianze tra i sessi con cui mi stavo confrontando anche io. Come ho già detto in seguito, se lei non mi avesse chiesto di lavorare con lei, avrei ammazzato chiunque altro a cui lo avesse chiesto".
Mi dissero "Se vi amate, è l'unica cosa che conta. Non diremo nulla. L'amore è sempre giusto". Anni dopo gli dissi che forse non ci sarebbe stata una ragazza e loro "Se vi amate, è perfetto così". Mi diedero pace".
Dopo che morì mi chiesi "Che devo fare ora? Devo smetterla?" Hai presente l'espressione 'perdere un braccio'? Lui era entrambe le mie braccia. Forse anche le gambe. Il mio cuore, alla fine. Alla fine ciò che mi restava era il lavoro. E cominciai a vederlo come nostro figlio. Era ciò che mi restava di noi. Così ho continuato. Questo è tutto ciò che abbiamo creato. Tutto.





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Umby lunedì 16 aprile 2012 - 20.27