L`ANTIDEPRESSIVO PAXIL SPINGE AL SUICIDIO

La corporation del farmaco Glaxo scrive ai medici di tutto il mondo: più a rischio i giovani tra i 18 e i 30 anni.

di | Lifestyle





IL FATTO
La corporation farmaceutica Glaxo SmithKline ha scritto ai medici di tutto il mondo per metterli in guardia sugli effetti del farmaco PAXIL (Venduto in UK con il nome SEROXAT, in Francia DEROXAT) sui pazienti che lo assumono. Il farmaco, venduto come antidepressivo, è stato accusato di indurre al suicidio soprattutto le persone di età compresa tra i 18 e i 30 anni. Il PAXIL era già finito nell'occhio del ciclone nel Luglio 2004 quando il quotidiano inglese The Guardian aveva riferito del tentativo della Glaxo di insabbiare i risultati (leggi) di uno studio che aveva stabilito che il farmaco è inefficace e induce a comportamenti suicidi.







GLI STUDI
Per uscire dalla bufera la Glaxo comunicò che avrebbe condotto degli esperimenti in proprio per accertare i rischi alla salute dei pazienti, continuando nel frattempo a vendere il farmaco, con comunicazioni pubblicitarie rivolte soprattutto ai giovani e ai bambini.
Un film indipendente USA, distribuito da pochi mesi su internet dal titolo PRESCRIPTION, SUICIDE?, racconta le agghiaccianti esperienze di 6 famiglie americane che hanno vissuto l'esperienza dell'uso di antidepressivi per i propri figli.
Tra i casi più clamorosi finiti in tribunale, è appena stato riportato sulla rivista scientifica di settore Ethical Human Psychology and Psychiatry pubblicata dalla Springer Publishing quello del processo che vedeva la vedova Lacuzong contro la Glaxo: la donna aveva citato la corporation del farmaco dopo che suo marito si era ucciso affogandosi insieme ai loro due figli nella vasca da bagno, dopo aver assunto il PAXIL per tre giorni.
Fioccano su internet i blog che raccontano l'esperienza del tunnel del PAXIL o di altri antidepressivi. Così la Glaxo ha deciso di correre ai ripari, dopo aver ricevuto anche gli avvisi dalla Drug Administration americana. E lo studio condotto dalla Glaxo stessa ha stabilito che su 3.500 pazienti tra i 18 e i 30 anni ci sono stati 11 tentativi di suicidio. Sugli adulti nessun effetto segnalato, secondo lo studio della Glaxo che non è stato condotto invece su persone sotto i 18 anni di età.

Giuliano Federico

MY PAXIL NIGHTMARE
La dipendenza dal Paxil, il racconto di un incubo »


PRESCRIPTION, SUICIDE?
Un film USA indipendente su 6 storie di 6 famiglie che hanno vissuto l'esperienza dell'uso di antidepressivi per i propri figli. »

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  • Commenti

black...bl martedì 20 novembre 2007 - 0.00

Anche l´altro farmaco antidepressivo prozac aveva questo effetto ...Ha ragione nophil..gli antidepressivi creano dipendenza fisica e psicologica ed inoltre cronicizzano la malattia. Meglio che il depresso ricerchi le vere cause della propria depressione ..e´ come curare una febbre con un antipiretico..meglio curare la causa della febbre. Penso che l´uso di queste sostanze sia lecito solo nella fase acuta della malattia, ma poi meglio fare qualche ricerca della vera causa(psicologo o psichiatra) e reagire in modo positivo per superarla.

jack35 martedì 20 novembre 2007 - 0.00

Davvero spinge al suicidio???!!! ALLORA DIAMOLO A RATZINGER!!!!

Hellenbach sabato 10 novembre 2007 - 0.00

Cari saluti a tutti.
Come recitano i foglietti illustrativi "il rischio di suicidio è intrinsecamente legato alla depressione".Qualsiasi antidepressivo esercita un´azione disinibente iniziale prima che l´azione antidepressiva del farmaco possa esplicarsi appieno dopo il tempo canonico di 3 settimane( riempimento dei recettori) Il paziente va attentamente monitorato in quella fase, tuttavia non è comprovato in nessun modo dalla letteratura specifica un legame di causa ed effetto fra assunzione di antidepressivi a posologie adeguate ed eventi suicidari.

nophil giovedì 6 luglio 2006 - 0.00

mi devo correggere di nuovo "corregere" con due "g"!

nophil lunedì 22 maggio 2006 - 0.00

vorrei corregermi da me: "virus HIV" è troppo. Già in "HIV" c´è "virus".

nophil giovedì 18 maggio 2006 - 0.00

è fin troppo facile scrivere questo genere di cose. considerare che non è certa la correlazione tra l´assunzione di una antidepressivo e il comportamento suicida, mentre è provata da evidenze quella tra depressione, patologia per cui si assumono eventualmente farmaci considerati antidepressivi, e comportamento suicida. Ricordiamoci, per fare un discorso di statistica, e io sono molto ignorante sull´argomento, della correlazione di eventi avvenuti negli anni 80, ovvero aumento di casi di aids e diffusione del pc nelle case dei consumatori: forse che i pc favoriscono il contagio del virus HIV? La miglior cura per la depressione, mi permetto di arrogarmi con presunzione, non essendo io uno specialista d´alcunché, il diritto di affermare ciò, è la risoluzione delle cause che la provocano nei singoli individui: poiché ogni persona ha motivi sottostanti differenti da quelli di altri, la cura diventa le cure. Personalmente credo che già lasciare libera una persona di ottenere il soddisfacimento delle proprie esigenze e coadiuvarla in ciò possa bastare. Ma ciò non è possibile né qui, perché questo è l´inferno, né in paradiso poiché esso non esiste. Non è banale: certamente se io potessi fottere di più sarei meno depresso. Detto quanto, infangato il discorso, dico solo che penso d´avere piuttosto grande per non dire infinita comprensione nei confronti di tossicodipendenti, depressi, frustrati d´ogni genere. In attesa che venga scoperto il soma o qualcosa di meglio magari . . .

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