"Make It Safe Project": una quattordicenne distribuisce libri LGBT per ragazzi

Amelia Roskin-Frazee ha 14 anni, è gay e raccoglie fondi per dotare le scuole di libri LGBT "per fare informazione su cosa significhi essere gay e come fare coming out". Ecco a voi il "Make It Safe Project".

di | Lifestyle

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Accade in America, dove pare che l'iniziativa individuale riesca spesso a fare breccia nella coltre del conformismo più totale.

Amelia Roskin-Frazee, una studentessa di 14 anni californiana ha avuto una grande idea: dato che la maggior parte delle scuole non intende spendere un cent per dotare le proprie biblioteche di letteratura LGBT per ragazzi, ha deciso di farlo lei, senza alcun costo da parte degli istituti destinatari. Funziona così: Amelia, attraverso il sito web del "Make It Safe Project" da lei creato (clicca qui) raccoglie donazioni. Con il ricavato invia pacchetti di 10 titoli alle scuole che ne fanno richiesta. I testi selezionati differiscono da scuola a scuola (dipende dall'età dei ragazzi) e corrispondono a quei libri che lei e i suoi amici della Gay Straight Alliance della sua scuola ("GSA", associazione studenti gay e etero.. Troppo avanti) ritengono utili, divertenti e funzionali alla corretta diffusione di informazione sull'argomento.

In molte scuole americane esistono i GSA ed è proprio attraverso questi presìdi che la diffusione capillare dei testi LGBT può avere luogo. Gli studenti, che facciano parte o meno dell'Alliance possono prendere i libri in prestito come qualunque altra fonte bibliografica, ma la responsabilità dei testi è totalmente affidata al responsabile del GSA che diventa non solo un mentore ma anche un "dispensatore di conoscenza lgbt".

Attraverso il sito web si può fare una donazione, chiedere consiglio su come creare un nuovo GSA e condividere con gli utenti la propria esperienza in forma anonima. La madre di Amelia sta inoltre aiutando la figlia a farne un'organizzazione no-profit entro l'anno prossimo così da facilitare l'approvvigionamento di materiale e risorse economiche.

Per il momento il "Make It Safe Project" si va via via diffondendo con il passaparola, su Facebook e su Twitter. Quello che possiamo fare noi è dare risonanza all'iniziativa: magari c'è qualche adolescente all'ascolto che ha voglia di provarci anche in Italia. D'altronde è vero: una nuova società, basata sul rispetto dell'altro, nasce senza ombra di dubbio tra i banchi di scuola.

Fonte: She Wired

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