Pedro e Buddy: i pinguini gay paladini degli omosessuali vogliono solo essere lasciati in pace

Pedro e Buddy, i pinguini gay, oltre a vivere in cattività e ad essere destinati alla separazione sono ora elevati a icone gay. In un mondo sempre più antropocentrico "Più conosco gli uomini, più amo i pinguini".

di | Lifestyle

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Che cosa accade se due inconsapevoli pinguini vengono, da un lato, presi a modello della causa omosessuale e, dall'altra, separati perché dovrebbero fecondare le pinguine invece di farsi le coccole fra di loro?

La storia è presto detta: Pedro e Buddy sono due pinguini maschi che fanno parte di una specie in via d'estinzione, portati allo zoo di Toronto per garantire "nuove nascite". I due pinguini, però, in barba alle aspettative degli uomini, convinti di poter imporre il proprio volere sulla natura, hanno cominciato a snobbare le femmine preferendo stare fra di loro. Che l'omosessualità, in natura, sia presente e diffusa, ormai è un dato assodato. Alcuni preferiscono parlare di "atteggiamenti" o "istinti". C'è ancora chi afferma che tali comportamenti sarebbero dettati dalla mancanza di femmine o da particolari condizioni di vita. Secondo noi umani gli animali non scelgono, agiscono in base al proprio istinti. Sono teorie in evoluzione tanto che una frangia dell'etologia contemporanea sta cominciando a parlare di "scelte" degli animali.

Di certo, almeno in questo caso, vista la presenza di femmine, i detrattori dell'omosessualità come vizio e/o malattia, sono rimasti scioccati. Ma come, ci sono fior di pinguine e questi due depravati preferiscono farsi le coccole fra di loro? Non è la prima volta, qualche anno fa due pinguini maschi aiutarono a far schiudere l'uovo di un piccolo pinguino. Chiamatela famiglia allargata, omogenitoriale o come vi pare. Di certo i pinguini non si pongono tali problemi.

Oggi, come al tempo dei due pinguini omogenitoriali, le associazioni GLBT gridano allo scandalo. Si vuole riparare i due pinguini gay (si dice che Nicolosi e Di Tolve siano già partiti per Toronto), è un attacco omofobo. Dallo zoo arrivano le prime giustificazioni: "Se non fossero così importanti per la continuazione della specie non li separeremmo...".

Chissà perché si pensa che due pinguini faranno la differenza e, soprattutto, non si pensa, in questo caso, a ricorrere a metodi di inseminazione artificiale (ma non ditelo al Vaticano).

Nel mezzo delle bufere pro e contro separazione, fra una accusa di omofobia e un allarme di estinzione, ci sono questi due bellissimi pinguini il cui unico desiderio è sopravvivere all'idiozia del genere umano.

Sono convinto che nessuno dovrebbe separare Pedro e Buddy, così come sono certo che non si dovrebbe erigerli a beniamini della causa GLBT. Sono due pinguini, già li costringiamo in uno zoo, vogliamo anche separarli o farne un simbolo della lotta gay? Possibile che nessuno si chieda cosa sia meglio per loro?

Inoltre mi chiedo: cosa fa pensare a chi li vuol separare che, una volta lontani, i due pinguini decideranno di diventare "bisessuali" e avranno rapporti con le pinguine?

Noi umani siamo davvero così incredibilmente narcisisti da pensare che sentimenti e desiderio siano una nostra prerogativa?

Come disse una volta qualcuno: "Più conosco gli uomini, più amo i pinguini!"

Marino Buzzi

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  • Commenti

peyote87MI sabato 12 novembre 2011 - 12.41

teneri loro. =P

gredase sabato 12 novembre 2011 - 9.21

a parte le battutine molto argute e simpatiche contenute in questo articolo questi pinguini sono ormai segnati. da una parte ci sono degli uomini che li hanno fatti nascere (?) in cattività e quindi ne hanno pregiudicato la naturalezza e che adesso, coerentemente allo schema di sovversione della natura applicato a questi pinguini fin dalla nascita, vogliono separarli. è chiaro, miei cari gaysti, che se i pinguini sono gay, nemmeno da separati si accoppieranno con delle femmine. quindi, se fosse come sostengono i gaysti, la separazione sarebbe del tutto inutile. il Vaticano non protesterebbe molto er l'inseminazione artificiale, la contesta sul presuposto che il sesso in una coppia sia essenziale, il SESSO non la RIPRODUZIONE, e il SESSO (non la riproduzione) uno dei fini del matrionio che esprima il senso di totale dedizione l'uno all'altro. ma è chiaro che in caso di pinguini i discorsi vaticani contino poco. DALL'ALTRA PARTE ci sono i GAY(isti) che, antromorfizzando i comportamenti dei pinguini, ne desumono sia capacità di scelta sia altre cosneguenze. in entrambi i casi i pinguini NON SONO PIù NATURALI, MA RACCOLGONO LE PROIEZIONI DEI DUE GRUPPI UMANI CHE SI CONENDONO LA LORO SORTE. è MOLTO DIVERTENTE sentire cosa dicono i GAY a proposito della SCELTA dei pinguini. è divertente perchè i GAY, parlando di uomini omosessuali, sostengono che la OMOSESSUALITà UMANA non sia una scelta mentre sarebbe una SCELTA l'omosessualità dei pinguini. questo discorso in realtà mi affascina, tuttavia mi sconvolge. la soluzione che trovo è che nè unomini nè pinguini propriamente scelgono, o meglio operano scelte in contesti dati che limitano la possibilità della scelta. le condizioni ambientali di sviluppo incnalano la scelta. quando si dice ch un "gay sceglie di essere gay" non si intende di certo che ha scelto di essere attratto in maniera razionale da persone del medesimo sesso. ma è un discorso troppo complesso e noi, ora, abbiamo altri uccelli per la testa.

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