Primavera Araba, addio. Tunisia: "I gay vanno curati"
Spaventano le dichiarazioni di un ministro tunisino dopo la nascita della rivista online "Gayday".
Ci spiace informarvi che la primavera araba sembra essersi trasformata in Tunisia in un autunno tutt'altro che entusiasmante in materia di diritti.
Gay, lesbiche, transessuali e bisessuali tunisini sembrano avere di fronte a loro un futuro complicato ora che il Governo Islamista decide per loro.
"Gayday" è una nuova rivista rivolta al pubblico LGBT, e non sembra essere particolarmente piaciuta al nuovo ministro per i Diritti Umani tunisino che, in un'intervista televisiva, ha commentato: "La libertà di espressione ha i suoi limiti".

Il ministro Samir Dilou ha proseguito l'intervista con il noto anchorman omofobo Samir El-Wafi specificando che "l'omosessualità è una perversione che necessita un trattamento". Noi, in tutta risposta, vi segnaliamo il loro sito.

Translator1968 venerdì 10 febbraio 2012 - 21.49
Lo si sapeva benissimo: non esiste la possibiltià di una società tollerante liberale, non esiste la donna uguale all'uomo, non esistono i diritti umani, i gay sono incarcerati e torturati, sono queste le cose che predicano e che pensano nei paesi arabi. E non sto parlando dei vecchi imam: parlo dei giovanie delle giovani su twitter e youtube o facebook sono tutti contro i gay o quasi, vestono con il velo e parlano sempre e comunque della religione che condanno i gay.
Svegliaaaaaaaaaaaaaaa le religioni monoteiste sono il CANCRO il MALE che ci condanna a morte, da noi non lo fa il cattolicesimo solo perché c'è stata la rivoluzione francese e li abbiamo messi a cuccia ma se potessero avremmo imam di nome Buttiglione e Povia che ci farebbero curare con la castrazione.
pegasobianco giovedì 9 febbraio 2012 - 19.24
un giorno molto ... molto lontano quando i gay potranno finalmente vivere felici alla pari degli altri , qualcuno dira' : ''ma era cosi complicato trattare tutti allo stesso modo?''.. ma questa e' un'altra storia , ovvero un'altra epoca nel lontano futuro.