STORICO! Vietare il matrimonio gay
Storica ordinanza del Tribunale di Venezia, dopo che una coppia aveva fatto ricorso in seguito al diniego del Comune. Ecco il testo integrale dell’ordinanza e la versione semplificata da GAY.tv
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La Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sui matrimoni gay. Una coppia gay infatti, quando si è vista negare dall’ufficiale di stato civile del Comune di Venezia l’iscrizione al registro delle coppie sposate, ha fatto ricorso al Tribunale, grazie anche al sostegno dell’Avvocato Francesco Bilotta della Rete Lenford e dell’Associazione Radicale Certi Diritti. Il Tribunale di Venezia il 3 Aprile scorso ha sospeso il giudizio e con una brillante e argomentata ordinanza ha chiamato in causa la Corte Costituzionale, massimo organo giudiziario della Repubblica Italiana. Che dovrà dunque esprimersi circa l’incostituzionalità del divieto di sposarsi per i gay. Di seguito vi proponiamo una versione semplificata della stessa ordinanza, redatta da GAY.tv , consigliando ai più interessati di scaricare a fondo pagina l’ordinanza originale messa online da ILSOLE24ORE.
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CHE I GAY SI POSSANO SPOSARE E’ UN DIRITTO GIA’ SANCITO DALLA COSTITUZIONE
Il diritto di sposarsi e di scegliere il coniuge autonomamente configura un diritto fondamentale sia a livello internazionale (Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea di Nizza), sia a livello nazionale (art. 2 della Costituzione Italiana). È, quello di sposarsi, un diritto che riguarda la sfera dell’autonomia e dell’individualità ed è quindi una scelta sulla quale lo Stato non può interferire. Dunque nell’ipotesi in cui una persona intenda contrarre il matrimonio con una persona del suo stesso sesso, il Tribunale non individua alcun pericolo di lesione ad interessi pubblici o privati di rilevanza costituzionale.
Nel suo articolo 3 la Costituzione Italiana vieta espressamente ogni discriminazione irragionevole, conferendo a tutti i cittadini “pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personale e sociale” e soprattutto impegna lo Stato a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana…”.
LA LEGGE SUI TRANSESSUALI APRE LE PORTE AL MATRIMONIO GAY
Dunque vietare il matrimonio alle persone omosessuali non ha alcuna “spiegazione razionale”. In particolare l’ordinanza del Tribunale di Venezia ricorda come la Corte Costituzionale, in materia di diritto delle persone transessuali a cambiare sesso sui propri documenti (e quindi ottenere il riconoscimento pubblico dello Stato) abbia in passato (sentenza 6 Maggio 1985) espresso il suo favore non sulla base del necessario intervento chirurgico, ma con argomentazioni circa il “naturale modo di essere”. Questo riferimento alla legge sui transessuali è fondamentale, perché sottolinea come la Corte Costituzionale si sia in passato impegnata a prestare attenzione al miglioramento delle condizioni di vita di categorie di persone “che storicamente abbiano subito illegittime discriminazioni”. Inoltre ricordiamo che sempre la legge sui transessuali permette già di contrarre il matrimonio a due persone dello stesso sesso biologico e dunque incapaci di procreare.
Questo indica che la questione biologica (cioè il sesso di nascita) è già stata ampiamente superata dalla Costituzione della nostra Repubblica e non può essere invocata per escludere gli omosessuali dal matrimonio. Questo inoltre indica che il nostro ordinamento ha già spostato la sua attenzione dall’aspetto biologico e riproduttivo a quello psicosessuale e affettivo. Insomma per farla breve su questo punto: la Repubblica Italiana non può al contempo consentire ad una persona che abbia cambiato sesso di sposarsi con una persona del suo stesso sesso di nascita e poi vietarlo a due persone dello stesso sesso. Sarebbe come chiedere ad una coppia di gay “Se uno di voi due cambia sesso potete sposarvi”.
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NO ALLO STATO ETICO
Dunque come si evince neanche troppo difficilmente, le motivazioni che ostacolano il matrimonio gay riguardano la sfera dell’etica e della natura. L’ordinanza del Tribunale di Venezia mette in guardia dal pericolo di seguire etica e natura che “sono state troppo spesso utilizzate per difendere gravi discriminazioni poi riconosciute illegittime” come quella in passato di vietare alcune professioni alle donne perché ritenute per natura più deboli o, per restare in argomento, come quando era vietato per gli omosessuali anche l’atto sessuale in quanto considerato contro etica e natura.
L’EUROPA
Inoltre, e questo è l’aspetto già noto persino ai più acerrimi nemici del matrimonio gay, l’ordinanza fa riferimento alle “fortissime spinte provenienti dal contesto europeo e sovranazionale, a superare le discriminazioni di ogni tipo, compresa quella che impedisce di formalizzare le unioni affettive”.
LA FAMIGLIA GAY E’ NATURALE
Il Tribunale di Venezia spiega poi quanto sia errato, da parte di chi si oppone al matrimonio gay, appellarsi all’art. 29 comma 1 della Costituzione che afferma che la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come “società naturale fondata sul matrimonio”. Quel comma infatti afferma la preesistenza e l’autonomia della famiglia dallo Stato, dunque la famiglia è una comunità naturale, originaria e pregiuridica che ha le sue leggi ed i suoi diritti di fronte ai quali lo Stato nella sua attività legislativa deve inchinarsi. E dunque se il legislatore rileva che oggi esistano famiglie che siano naturalmente omosessuali, è suo dovere giuridico includerle nelle leggi di diritti e doveri del matrimonio.
GIA’ IN PASSATO IL LEGISLATORE HA ADATTATO IL PROPRIO CONCETTO DI FAMIGLIA ALLA SOCIETA’ CHE CAMBIA
Ma il legislatore può “adattare” il suo concetto di famiglia ai cambiamenti dei tempi e dunque riconoscere come naturali le famiglie basate su una coppia gay? Sì, l’ha già fatto. Nel 1968 una sentenza della Corte Costituzionale, facendo riferimento proprio ai tempi che cambiano (evviva) dichiarò incostituzionale il principio di perseguibilità del solo adulterio femminile. Per tacer della legge sul divorzio che riconobbe il grosso cambiamento della società, sciogliendo per sempre l’idea che il matrimonio sia indissolubile. Queste ed altre modifiche apportate al nostro ordinamento dimostrano che “l’accezione costituzionale della famiglia, lungi dall’essere ancorata ad una conformazione tipica ed inalterabile, si sia al contrario dimostrata permeabile ai mutamenti sociali, con le relative ripercussioni sul regime giuridico familiare”.
ORA TOCCA ALLA CORTE COSTITUZIONALE
Sulla base di quanto abbiamo cercato di esporre in modo semplificato in questo articolo (è vivamente consigliata la lettura dell’intera ordinanza scaricabile a fondo pagina e pubblicata da ILSOLE24ORE), il Tribunale di Venezia ha deciso, visto il ricorso di una coppia gay che si è vista negare dall’ufficiale dello stato civile del Comune l’iscrizione al registro delle coppie sposate, di sospendere il giudizio e chiedere il parere della Corte Costituzionale che si pronuncerà dunque in merito alla possibilità che la Repubblica Italiana riconosca il diritto al matrimonio per le coppie gay. O meglio: la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi circa l’incostituzionalità del divieto di matrimonio tra persone dello stesso sesso.
Giuliano Federico
redazionme@gay.tv
www.retelenford.it
www.certidiritti.it
guidaaldiritto.ilsole24ore.com



ixix martedì 4 agosto 2009 - 0.00
Può comunque costringere il legislatore a fare alcune modifiche, ma il peggio che può andare è dire che non c´è incostituzionalità e torniamo punto e accapo...ma son fiducioso, i tempi son buoni!! :D
Unica cosa che mi da un sacco di fastidio è che, se tutto va bene, il parlamento sarà costretto a regolamentare il matrimonio gay (e chissà in che modo) e la destra che adesso è in maggioranza se ne prenderà tutti i meriti anche se è stata sempre contro!
FormicaBianca lunedì 3 agosto 2009 - 0.00
Che palle... nessun omofobo ti hai ancora pestato a sangue????
Ma non è giusto!!!!
Pylls lunedì 3 agosto 2009 - 0.00
njl lunedì 3 agosto 2009 - 0.00
oscarcoop lunedì 3 agosto 2009 - 0.00
darko82 lunedì 3 agosto 2009 - 0.00
Trovo che vi sia un errore fondamentale nella sentenza che, purtroppo, potrebbe diventare un´arma a doppio taglio.
Il tribunale ha giustamente evidenziato tutti i punti in cui il nostro corpus legislativo in teoria ammette il matrimonio omosessuale. E tutto quello che ha scritto nella sentenza è ottimo per smuovere la discussione politica intorno all´argomento.
Tuttavia, ha utilizzato un tono troppo perentorio che, in un gioco di equilibri delicatissimo quale è il rapporto con la Corte Costituzionale, potrebbe portare a seri danni per tutti noi. Al posto di chiedere un parere, il Tribunale ha già deciso. Ha implicitamente detto: "La legge lo prevede, tu Corte DEVI permettere il matrimonio omosessuale".
Una sentenza del genere che, proprio per il tono, "scavalca" i poteri della potrebbe "irritare" la Corte stessa. Il risultato rischia di essere l´emississione di un rigetto o l´invio della questione al legislatore.
E voi credete che, qualora la questione fosse delegata ai legislatori, i nostri "polli" preposti a legiferare sceglieranno tra il matrimonio gay o tra la modifica del corpus legislativo in modo di introdurre, in modo chiaro, la distinzione fra i generi come condizione necessaria per contrarre matrimonio?
Non sperateci troppo. E lo dico a malincuore, fosse per me, i matrimoni omosessuali sarebbero già realtà. Ma non solo in comune, anche in chiesa :D!
nomoregame mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
la legge è complicata ed è difficile semplificarla appunto a causa delle terminologie. Secondo me sarebbe da mettere tutti nello stesso vaso con la parola matrimonio (ci sarebbero meno leggi da creare) ma se veramente per delle questioni tecniche dovesse chiamarsi (come qui in svizzera) UNIONE REGISTRATA vi darebbe cosi fastidio? tanto i diritti sono gli stessi e identici :D
Non è il vocabolo che fa l´unione, ma le persone, e, a pari diritti, se la legge si vuole complicare, credo non ci dovrebbe essere nessun problema :D
LOVE
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Una legge ghettizzante e umiliante come l´unione a se stante con pari conseguenze legali del matrimonio al posto della fine dell´esclusione dal matrimonio propriamente detto sinceramente non la accetterei. Non siamo persone aliene dal resto della popolazione, esseri inferiori indegni persino di sposarsi nel vero senso della parola... siamo persone uguali rispetto a tutte le altre. Quello che dici tu sarebbe come proporre che il diritto di unirsi in matrimonio civile con la persona che si ama venga riservato ai bianchi e che quindi i neri si accontentassero di potersi ´registrare´ con la persona amata... ottenendo pari vantaggi dal pdv legale; un Paese con una tale distinzione basata sulla razza tu lo definiresti un Paese decente, accettabile, che garantisce la piena eguaglianza e emancipazione di tutti? Io proprio no. Anzi lo riterrei un Paese profondamente razzista, che piuttosto di includere erige inutili, assurde, umilianti, ghettizzanti barriere, che si intestardisce a negare ai neri il riconoscimento universale e molto radicato che è il riconoscimento di vero e proprio matrimonio. E come me credo qualsiasi persona ragionevole e di buon senso.
Gigio mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Nel mio msg mi riferivo infatti al matrimonio civile.
Ho ritenuto ovvia tale distinzione... andando subito al sodo.
gredase mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
sai come funziona una democrazia?
ci sono vari poteri separati e distinti tra loro di modo tale che si bilancino e nessuno di essi prenda il sopravvento sugli altri.
dire che i giudici devono stravolgere le leggi fino a renderne inutile il senso e creare norme diverse da quelle che il potere legislaivo ha scelto vuol dire sovvertire l´essenza dello spirito democratico, soprattutto se le leggi stravolte in via interpretativa sono contenute in un testo denominato Costituzione.
del resto qua non si priva nessuno di alcun diritto, si stabilisce solo un determinato modello legale dal quale far conseguire degli obblighie dei diritti.
i gay hanno il diritto a sposarsi come gli etero. i gay vogliono però non il matrimonio ma un altra forma di unione. il matrimonio è ontologicamente eterosessuale per cambiarne la natura si deve fare come zapatero, e non dite che son conservatore se dico di fare come zapatero per favore, ma provate a capire per una volta almeno, cioè cambiarne la definizone per legge o equipararlo.
insomma il matrimonio è un modello chiaro e preciso e rappresenta una scelta del legislatore costituionale, se io voglio un altro modello non posso pretendere di essere tutelato come se ponessi in essere l´altro tipo.
se (SE) fosse necessario andare dal notaio per comprare ua casa e la legge stabilisse questa cosa per legge io non potrei lamentarmi del fatto che la legge non mi tutela se compro una casa senza esser passato dal notaio.
se pongo in essere un contratto diverso da quello tipizzato nella norma non posso pretendere che quel contratto produca degli effetti validi giuridicamente.
il giudice non può in alcun modo inventarsi una norma che abroghi la legge. per questo la Corte Costituzionale, salvo strane ed improbabili follie, non accoglierà il ricorso.
ma sugli esiti mi sono già espresso. verificheremo se è come dico o no. basta aspettare.
Gigio mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Marcosex purtroppo per alcuni non è così ovvia ed è chiaro che se si fa qeusta confusione non si capisce più nulla! I preti e le chiese facciano pure quello che vogliono, ci mancherebbe, e chi vuole seguire le norme della chiesa cattolica lo faccia pure, basta che tali norme non vengano imposte a tutti e che ogni cittadino sia libero di ed uguale agli altri
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Il tuo discorso avrebbe un senso se non esistesse la Corte Costituzionale, organismo che ha il compito di valutare se una qualche norma o cmq l´applicazione di una qualche norma violi o meno i principi fondamentali della Costituzione (artt. 2 e 3 inclusi), che sono stati i legislatori stessi a scrivere e a mettere come premessa di tutto quanto il nostro ordinamento... quindi che ha il compito di valutare se una norma è legittima oppure no alla luce dalla legge-base che i rappresentanti del popolo (appunto i legislatori) hanno elaborato e approvato.
Il matrimonio, poi, non è eterosessuale per definizione... e faccio notare che Zapatero ha fatto quello che ha fatto lasciando intatto l´articolo 32 della Costituzione spagnola che tutt´ora dice "L´uomo e la donna hanno diritto di unirsi in matrimonio" e, che mi risulti, per nulla scrivendo nuove ´definizioni´ di matrimonio (il Codice Civile spagnolo tutt´ora non ha una definizione precisa di matrimonio... dice semplicemente che il matrimonio ha requisiti e effetti a prescindere dal sesso dei componenti e al posto di espressioni connotate sessualmente come ´marito e moglie´ ora contiene espressioni neutre come ´sposi´).
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Non si tratta di introdurre alcun matrimonio. Si tratta di prendere atto del fatto che le norme che così interpretate, a prescindere se questo modo di interpretarle sia giusto o meno, escludono i gay dal matrimonio... vanno contro i "Principi Fondamentali" su cui si basa il nostro ordinamento (nello specifico, i Principi Fondamentali di libertà e eguaglianza), e che i rappresentanti stessi del popolo hanno scritto nella Carta Costituzionale; e quindi sono norme illegittime... cioè la cui esistenza non è legittimata, alla luce della nostra legge-base.
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
Si tratta di accesso al matrimonio civile.
gredase mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
l´art.3 parla di uguaglianza tra INDIVIDUI non tra formazioni sociali. la coppia omosessuale (è quella che vuole l´equiparazione) non è un individuo.
gli individui omosessuali hanno già il DIRITTO al matrimonio, scelgono di non esercitarlo. quello che voi volete non è il diritto al matrimonio ma un istituto giuridico diverso da quello che è (almeno attualmente) il matrimonio.
l´art.2 parla delle formazioni sociali, il matrimonio è l´istituto su cui si fonda un tipo di formazine sociale, la famiglia legittima diversa dalle altre famiglie peraltro.
non tutelare le famiglie gay è sbagliato, tutelarle allo stesso modo non è invece dovuto e questo senza mettere in discussione minimamente l´art.3 che in questo caso non c´entra nulla.
ma anche c´entrasse non sarebbe dovuto perchè la COSTITUZIONE (che per definizione non è incostituzionale) DISCRIMINA POSITIVAMENTE la famiglia di diritto naturale (tutte le famiglie anche gay sono famiglie naturali) qualora si adeguino al modello previsto dal legislatore e enunciato col termine "matrimonio".
la Corte costituzionale non può abrogare l´art.29 della Costituzione, al massimo lo farà il Parlamento. interpretare una legge contro il suo palese significato letterale (leggersi la definizione di matrimonio sul vocabilario), tecnico, internazionale, contro la ratio, contro l´intentio etc è una tto illegittimo che la Corte difficilmente commetterà.
zapatero, che non è scemo, ha cambiato la legge perchè sapeva che col termine "matrimonio" anche in spagna si intende quel che si intende in tutto il resto del mondo occidentale: monogamia ed eterosessualità. per cambiare la definizione, non contenuta in Cositutizione però, ha cambiato il codice civile.
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
I gay sono esclusi dal diritto di sposare la persona amata. Non hanno la libertà di farlo. Punto. Non è una questione meramente di coppie ma di individui.
Il tuo dire che i gay avrebbero già il diritto al matrimonio (con una persona di sesso diverso) E´ LA STESSA IDENTICA COSA CHE DICEVANO I RAZZISTI DI UNA VOLTA per giustificare il no ai matrimoni tra bianchi e neri: che problema c´è, dicevano ai fidanzati di diverso colore che esigevano la libertà di matrimonio... voi avete già il diritto di sposarvi, con un membro della vostra razza.
E´ un insulto all´intelligenza di qualunque persona di buon senso trattare la persona che essa ama come sostituibile con un´altra, magari di sesso differente o di un´altra razza... è un insulto all´intelligenza di qualsiasi persona che un minimo rifletta sulle cose rispondere che la libertà di matrimonio non include il diritto di scegliere la persona amata da sposare... è un insulto a qualsiasi persona che abbia studiato un attimino la materia far finta che non verrà mai a galla che queste sono tutte cose trite e ritrite, già viste decenni fa quando c´era il no ai matrimoni interrazziali.
L´articolo 3 della sezione della Costituzione chiamata non a caso "Principi Fondamentali" e messa come premessa a tutto il resto della Costituzione art.29 incluso, ordina eguaglianza. Escludere i gay dalla libertà di sposare il proprio amore anti-eguaglianza.
Ti ripeto, infine, che nel Codice Civile spagnolo che mi risulti non è stata introdotta nessunissima definizione gay-inclusive di matrimonio.
@Dolcedolce...
Non ho visto né tanto meno analizzato la sentenza a cui ti riferisci. Io parlo della questione che sto a commentare: la questione dell´esclusione dei gay dal diritto di sposare la persona amata, con la quale si desidera condividere la vita.
gredase mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
il codice civile spagnolo è stato cambiato, ti risulta che zapatero abbia fatto unalegge per far sposare i gay o mi sbaglio anche stavolta?
non c´è acuna somiglianza con la questione della razza.
del resto da noi, a parte con le leggi razziali, i matrimoni misti son sempre stati ammessi, insomma il matrimonio ONTOLOGICAMENTE non esclude la diversità di razza, ma esclude l´uguaglianza di sesso, la poligamia, l´assenza di forma pubblica etc.
la legge ti fornisce un modello se tu non lo vuoi accettare benissimo fatti tuoi.
così come le convivenze etero,non vogliono seguire il modello e non ne godono i diritti.
poi mi son stancato (non di te, ma dico in generale, tu sei anche intelligente e preparato) scriviti le mie argomentazioni e dopo la sentenza confrontale con quelle della Corte. vediamo di quanto mi sbagliavo.
l´art.3 è una norma generale derogata da una speciale l´art.29 (secondo me no, ma accettando la tua impostazione sì).
inoltre l´art.3 ammette esso stesso che situazioni differenti vengano trattate diversamente. e che un uomo sia diverso da un donna mi pare appurato.
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
No, nel Codice Civile Spagnolo non è stato inserito alcun articolo o comma di articolo con su scritto che i gay ora non sono più esclusi dal matrimonio. Zapatero ha fatto una legge che sostituisce espressioni connotate sessualmente dagli articoli del Codice Civile che parlano di matrimonio con espressioni sessualmente neutre e che sancisce che (al contrario di come qualcuno aveva in mente e di come era avvenuto in uno o più altri Paesi) i requisiti e gli effetti delle nozze prescindono dal sesso dei componenti di una coppia.
Come ogni buon conservatore smentisci ciò che è palese, e che pure la principale organizzazione di afro-americani (la NAACP) ribadisce da anni, e cioè che le argomentazioni che vengono di volta in volta portate contro i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono in gran parte esattamente le stesse che una volta venivano utilizzate contro i matrimoni tra persone di diverso colore della pelle (la frase che hai detto nei msg precedenti è una di queste) e contro l´emancipazione dei neri in generale.
Ribadisco che l´art.3 è nella sezione chiamata "Principi Fondamentali" messa a premessa di tutto quanto, pure dello stesso art.29 che di conseguenza non può prescinderne. Dire, infine, che situazioni differenti possono comportare riconoscimenti differenti non toglie che in mancanza di una adeguata giustificazione tali riconoscimenti differenti non reggono. Come il colore della pelle, la razza, l´etnia, ecc non possono essere motivo per escludere qualcuno dal diritto di sposare la persona amata, non lo è nemmeno l´orientamento sessuale.
Poi, io sto parlando di matrimonio legalmente... non ontologicamente, antropologicamente, ecc ecc voi conservatori passate il tempo a riempirvi la bocca parlando a sproposito di tutte le scienze possibili e immaginabili, scordandovi che alla fine toppate... vedasi tutti gli infiniti triti e ritriti discorsi su quanto il matrimonio sia ´antropologicamente´ eterosessuale smentiti in modo forte e chiaro dalla più grande associazione di ant
goleada22 mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
moyera e hombre nella costituzione spagnola hanno un significato classista e specifico moglie e marito.
nella costituzione italiana si parla di coniugi..quindi non parla specificatamente della sessualità dei coniugi.
e mi sembra che abbia preso anche testi latini per dimostrarti che la parola coniuge non ha alcun significato sessuale ma significa gli uniti.
marcosex mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
La Costituzione spagnola non è stata toccata. Tutt´ora l´art32 della Costituzione spagnola dice che l´uomo e la donna hanno diritto di contrarre matrimonio. Così come fa anche il Codice Civile.
goleada22 mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
pensavo che dimostrandoti i tuoi errori probabilmente cambiassi tesi gredase, ma noto che non è cosi!
goleada22 mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
;)
gredase mercoledì 17 giugno 2009 - 12.53
i miei sono argomenti logici, non da conservatore.
il fatto è che vi ostinate a non capire la logica delle cose.
e tanto epr ridirlo, l´art.3 parla di uguaglianza (ma ammette discriminazion) fera individui no fra formazoni sociali.
per quel che riguarda il codice civilespgnolo ti invierò l´aricolo di cui parlo.
goleada, non hai dimostrato un bel nulla, mi spiace ma è così.
la definizione italiana di matrimonio è negozio giuridico fra uomo e donna.
se la vuoi cambiare devi cambiare la legge.
ripeto, segnatevi quello che ho det in merito e poi confrontatelo con quanto dirà la Corte Costituzionale.
brevissimamente dirà (ma ometto le ragioni):
esiste una lacuna legislativa che lede alcuni diritti riferibili ad alcuni dei consociati, questa lacuna costituisce un vulnus all´equilibrio costituzionale, tuttavia questa Corte non ha i poteri per intervenire direttamente in merito, si invita il legislatore a prendere atto della situazione e aprovvedervi.
copiatelo, conservatelo, confrontatelo.
vediamo chi è che non capisce o chi capisce, sarà facile smentirmi se avrò torto (ma certo la Corte non userà le ostre argomentazioni).
goleada22 mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
L´ARTICOLO PRINCIPALE DELLA COSTITUZIONE PARLA DI CONIUGI, parola che non ha alcun connotato sessuale ed eterologo; ma che in se è definizione ben specifica.
Gigio mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
La corte costituzionale non si limita ad abrogare articoli di legge (come ad esempio fanno i referendum) ma ne definisce quale aspetto viola la costituzione e quali diritti debbano essere comunque, nonostante la norma, riconosciuti, non si produce pertanto alcun vuoto legislativo ed anche cosi´ fosse l´esigenza di rispettare il portato della costituzione è comunque prioritaria
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
il termine coniuge, salvo modifica della Costituzione indica persone eterosessuali. così come il termine "uomo" e "cittadino" non sono definiti nella costituzone anche se nessuno dubta del loro significato.
è la costituzione che DISCRIMINA fra formazioni sociali e quella particolare formazione sociale che si chiama Famiglia. la famiglia è un sottinsieme dell´insieme formazioni sociali, quindi la Costituzionetratta della famiglia all´art.2 ma anche al 29 e seguenti indicando in cosa la famiglia sia diversa (i figli e la naturalità, il matrimonio).
la famiglia è natuarle nel senso detto dall´articolo. è stato detto e ridetto e confermato in milioni di commenti scritti anche da me.
purtroppo c´è ancora qualche ignorante che crede che nel termine "naturale" sia conteuto il divieto alla famiglia gay, in realtà il divieto è contenuto nel termine "matrimonio" e "coniugi" perchè naturale vuol dire solo esistente prima dello stato. evidente, quanto si legge negli articoli successivi, di figli naturali.
che cavolo sarebbero questi figli naturali? quelli etero? e i figli legittim sarebbero i gay?
no, è ben chiaro che i naturali son quelli nati nella vigenza di una società naturale che però non ha il crisma del matrimonio mentre i legittimi son quelli nati in una famiglia naturale che ha que crisma e che fa transitre quella famiglia "di fatto" in uno di "diritto". è così semplice
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
-- due amici etero vivono insieme per scelta e perchè sono soli, separati o divorziati e decidono di dividersi tutto. A quel punto vogliono sposarsi...
Ma perché mai parlare di due amici?? Parliamo di un gay che vuole sposare civilmente la persona amata, come possono fare gli etero. Questa è la questione. Non si divaghi per piacere :) Il fatto che agli etero venga riconosciuta questa libertà e ai gay no è un´ingiustizia... e nessuna frase su ipotetici o fantomatici ´amici´ cambia questo fatto.
-- il termine coniuge, salvo modifica della Costituzione indica persone eterosessuali.
E dove sta scritto ciò? Da nessuna parte. Chi ha scritto la Costituzione dava per ovvio che gli sposi fossero di sesso differente, ma dare per scontato che gli sposi siano di sesso differente è cosa ben diversa dal sancire che gli sposi debbano necessariamente essere di sesso differente. Ritenere scontata una cosa e sancire che quel qualcosa è indispensabile sono due cose molto diverse tra loro.
-- i trans cambiano sesso, se cambiano sesso non conta quello che erano prima ma quello che sono, quindi è ovvio che possano sposarsi. lo stato non a biologia. un uomo che ha cambiato sesso non è più omosessuale
Il punto è che prendendo atto del fatto che anche i trans possono da anni sposarsi civilmente risulta ancor più evidente che tutte le pseudo-giustificazioni all´esclusione matrimoniale dei gay che i conservatori anti-nozze gay fanno ogni santo giorno (matrimonio vincolato alla fecondità, e balle varie) sono appunto cavolate.
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
ma se leggi uomo nella Costituzione hai bisogno di un altro articolo che te ne da la definizione? non mi pare. anzi se leggi uomo tu capisci che a volte si riferisca sia ai maschi che alle femmine e altre solo ai maschi. com´è che questo lo capisci?
solo perchè nessuno ha messo in dubbio la definizione normale del termine.
ora se zapatero cambia le leggi spagnole noi non siamo tenuti ad interpretare le nostre secondo le sue nuove definiioni ma ad interpretarle secondo le nostre.
io l´ho detto e ridetto, leggiteli tutti glia rticoli sulla famiglia. si parla o no di disparità di condizione morale e giuridica dei coniugi? questo non rimanda alla famiglia patriarcale eterosessuale? è ben difficile dire che non sia così. se i coniugi fossero delo stesso sesso in che moo mai sarebbe possinile individuarne uno subordinato (in via teorica)? ora capisco che quella parte della Costituzione sia desueta, eppure c´è, non si può far finta che non c sia, salvo che i giudici non si rivestano di un potere non loro, quello del legislatore, e abroghino di fatto la norma costituzionale.
se uno cabia sesso cambia sesso. non è che resta un po´ del vecchio sesso e un p´ del nuovo. è come se la persona di prima fosse morta e ne fosse nata un´altra. se c´è+ scritto che se uomo, ma eri nato donna, la cosa non conta. te sei uomo. il sesso non è più quello originario.
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
No non c´è scritto da nessuna parte che nella Costituzione la parola ´coniuge´ vuol dire ´coniuge di sesso diverso´. Gli articoli del codice civile, se interpretati in maniera restrittiva -maniera che tra l´altro non condivido-, danno origine all´esclusione dei gay dal matrimonio; non la Costituzione, la quale anzi parla di eguaglianza di tutti quanti.
Puoi parlare finché vuoi di zapatero e fare paragoni con le letture possibili di altri termini contenuti nella Costituzione... ma il punto è e resta che escludere le persone omosessuali dal diritto di sposare civilmente la persona amata come possono fare gli altri viola l´art. 3 -principio fondamentale di eguaglianza- scritto nero su bianco nella Costituzione stessa e quindi non è un qualcosa di ammissibile.
Sui trans, ho già avuto modo di spiegarmi.
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
ora che l´uso diverso invalso nella nostra società possa cambiare il senso proprio di una norma costituzionale non lo credo, non credo che un uso possa derogare alla Costituzione.
e lo ripeto, ma tanto non vuoi capire. è la Costituzione a derogare espressamente al principio di eguaglianza. è scritto nero subianco che la famiglia non è ugauli ad altre formazioni sociali ed è scritto nero su bianco che nemmeno i coniugi sono obligatoriamente ugauli, anzi l´uguaglianza è il modello di ispirazione ma: "con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell´unità familiare". lo si capisce che la Costituzione ammette espressamente all´art.3 in materia di famiglia?
c´è scritto.
questo dic ela Carta, sentiremo la Corte... io go già detto come andrà a finire, ho anche proposto di scommettere.
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
Una cosa o l´altra: o c´è scritto o è, sempre a tuo dire, sottinteso; e non mi risulta che il vocabolario che ho qui a casa sia un testo di legge o sia inserito nella Costituzione. Ripeto poi che non parlo di formazioni sociali diverse dalla famiglia fondata sul matrimonio ma di smetterla di dire no alle coppie omosex che si presentano in comune per sposarsi civilmente.
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
se l´argomento che usi è: la parola non è sufficientemente chiara io posso ben risponderti che la parola è chiara e precisa ma sei tu a non conoscerne il significato, insomma il limite non è del primo comma dell´art.29 ma tuo che non sai bene il significato in italiano di una parola (cosa che capita spesso a tutti).
quindi l´argomento che in Costituzione non c´è scritto nulla a riguardo dell´eterosessualità della coppia è bagliato perchè in Costituzione, sapendo l´italiano, c´è scritto.
poi quello che dico, pur essendo contrario al matrimonio (e di questo il mio ragazzo, sebbene è da poco che ci conosciamo, non è molto soddisfatto) è che se lo vuoi la via corretta non è forzare la Costituzione con interpretazioni più politiche che giuridiche, ma pretendre un adeguamento della nostra Costituzione al modello sociale viente non a quello di 70 anni fa (lo stesso valga per l´art.39, e tutta la Cotituzione salvo i principi fondamentali).
jack35 mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
E non parlare di vocabolari e di cose che non conosci: la lingua, i vocaboli, i concetti e le leggi cambiano, evolvono nel tempo e nello spazio.
Linguisti, giuristi, antropologi ed etnologi ce lo spiegano da decenni, ma tu sei troppo impegnato ad ascoltare le cazzate dell´Opus Dei... benissimo è tua facoltà. Ma ripeto: non rompere il cazzo a chi se ne fotte dei pregiudizi clericali!
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
Gredase... seriamente, io a leggere nella Costituzione ciò che nella Costituzione non c´è scritto mi spiace ma mi rifiuto. Nella Costituzione c´è scritto, all´art.3, che dobbiamo vivere in eguaglianza; questo è addirittura messo come premessa alla stessa prima parte della Costituzione, in cui c´è l´art.29 -art. 29 in cui, ricordo, c´è scritto molto semplicemente ´matrimonio´, ´coniugi´... non ´matrimonio tra persone di sesso diverso´, ´coniugi di sesso diverso´.
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
che sia compito dell´interprete trovare soluzioni politiche è abominevole.
io l´ho detto come andrà a finre, poi vedremo:
sentenza di rigetto, forse in parte manipolativa, ma nessuna equiparazione, con un invito al legislatore di intervenire in materia.
scommettiamo?
dai scommettiamo, poi si vede se ho ragione io o siete voi a non capire.
jack35 mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
Ma perché l´Italia è un paese di trogloditi clericali e tu sei uno jettatore di prima qualità: con menagrami come te che gufa contro i diritti dei gay resteremo all´età della pietrà
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
e cmq ho detto che secondo me non è tramite l´interpretazine che si possono cambiare le nore. ma perchè vi aspettate di essere sempre salvati da qualcun altro o da un potere che vine dall´alto (e scarsamente legittimato democraticamente) che sia la Corte o sia l´Europa e poi non fate una sega lessa per cambiare politicamente questo paese?
ad esempio utilizzando argomentazioni un po´ più evolute (così magari anche noi ci evolviamo perchè può darsi che io sia troglodita ma se te non ci fai evolvere mi sa che resti crcondato da trogloditi, solo questo ti si chiede, di insegnarci perchè nonostante tu faccia il demente si vede che el cose le sai)
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
Ho semplicemente detto il mio personale parere.
Cmq da qualsiasi parte ci si trovi, in qualunque anno ci si trovi, la tiritera di chi si schiera ´contro´ è quella... costituita da mille e un tentativo di appiglio... ma sempre quella: discorsi sui figli, magari sulla tradizione, frasi come ´la cosa non spetta ai giudici´, ´il matrimonio è così perché è così´, eccetera.
Eppure saremmo tutti più felici senza ste assurde menate!
gredase mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
e non è che uno si appigli ai figli, ma se nella Costituzione si parla di quello quando la interpreti non puoi far finta che non ci siano. insomma se si parla in astratto uno può anche dire "voglio il matrimonio gay" mase uno mi chiede se in Italia è già un diritto io rispondo che non lo è e non è obbligatorio che lo diventi tramite una certa interpretazione costituzionale.
marcosex mercoledì 29 aprile 2009 - 0.00
Quello che scrivi tu (non spetta ai giudici, ecc ecc) è la stessa cosa che scrivono i conservatori antigay di tutto il globo, a prescindere dal sistema giuridico e dalla costituzione in ballo... questi sono tentativi disperati triti e ritriti di appigliarsi a qualcosa anche alle cose più assurde pur di contrastare il fenomeno.
Mi spiace che tu stia dalla parte sbagliata della storia.
Alexgay martedì 28 aprile 2009 - 0.00
Ma 2 cose cattive, non ne fanno una buona...
andrea78 martedì 28 aprile 2009 - 0.00
morettoo73 martedì 28 aprile 2009 - 0.00
Al di la del fatto che nella Costituzione si parli di marito e di moglie i concetti espressi dalla Carta, di non discriminazione e di raggiungimento della libertà individuale (bene per la società) possono e devono essere interpretati in chiave attuale, ora che si affacciano alla normalità anche famiglie gay.
Sono i concetti espressi ed i valori quelli che contano, non le singole parole. Se i padri costituenti fossero vissuti oggi non avrebbero avuto nessun dubbio riguardo ai diritti, applicabili a tutti indipendentemente da quello che si ha in mezzo alle gambe. Perchè alla fine tutte le discriminazioni si basano su quello, sul sesso biologico, ed è veramente argomento che non sta più ne in cielo ne in terra.
marcosex martedì 28 aprile 2009 - 0.00
A me sembra che la Corte Costituzionale è stata creata apposta in quanto organo atto a sancire la legittimità, o illegittimità, di una qualche norma o una qualche parte di norma alla luce della Costituzione, che è la nostra legge-base a cui tutte le leggi ordinarie devono attenersi (notare che la Costituzione è stata elaborata proprio dai legislatori). Sancire che una norma è illegittima e allo stesso tempo lasciarla in pieno vigore mi sembra quindi un controsenso, un assurdo logico. La Corte è il guardiano del rispetto delle cose che il legislatore ha voluto sancire tramite l´elaborazione della Costituzione; parlarne come se fosse una mera dispensatrice di consigli mi pare riduttivo.
Qui poi non si tratterebbe di lasciare la disciplina del matrimonio senza più articoli legislativi, ma semplicemente di dichiarare illegittimi alcuni articoli del Codice Civile laddove, secondo un´interpretazione restrittiva che tra l´altro non mi sento di condividere, escludono i partner dello stesso sesso dal potersi sposare civilmente anche loro.
Traum18 giovedì 23 aprile 2009 - 0.00
esattamente! inutile illudersi. tanto in questo paese antidemocratico con un governo pieno di buffoni e di fascisti..c´è poco da fare. FORSE tra 100 anni (minimo) le cose cambieranno anche in Italia.
Jonnydepp1967 mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Davvero triste.
Si vede bene che ho preso nel segno: sei un illiberale che pensa di imporre agli altri un divieto per qualcosa che evidentemente non potrai mai avere, e siccome tu non sei capace di avere o persino immaginare o finanche immaginare una relazione stabile convivente allora la vuoi vietare agli altri.
Ripeto che se tu vivi in un mondo di persone incapaci di ama
FleurDeLys mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
risp: Bruno cosa c´è di ridicolo? Esistono coppie etero e coppie gay , alla prima è concesso il matrimonio alla seconda nulla. I diritti o ci sono per tutti o per nessuno. Poi non è tuo compito sindacare sull´affidabilità dello strumento , ognuno ne fa uso come meglio crede, ma se non si concede il matrimonio ai gay vengono meno i valori della nostra costituzione , non possiamo più parlare di uguaglianza, ma di classi sociali con più o meno privilegi. Se non ci saranno i matrimoni gay l´Italia non potrà (come non può adesso) permettersi di dire che ´la legge è uguale per tutti´. Altro che ridicolo, questo paese fa parzialità mostruose tra un cittadino e l´altro!
diosdelkiquis mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
bruno299 mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Però non sono contrario a tutti i matrimoni gay,,,ritengo che il rapporto fra due donne ,proprio perchè fondato sulla psicologia femminile sia decisamente più affidabile e duraturo di una coppia omo.
Infine dico che gli unici che dimostrano la volontà di sposarsi ,stranamente sono coppie di uomini decisamente poco avvenenti,come dire che di necessità cercano di fare virtù.
hipnose88 mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Djinn mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
io desidero i PACS e non certo il matrimonio (che mi garberebbe poco anche fossi etero).
In ogni caso bisogna salutare con favore ogni parificazione tra etero e gay.
Io sono obiettore di coscienza, ma questo non significa che sono contrario alle donne nell´Esercito (è uno scimmiottamento della violenza maschile? Sarà! Ma lasciamole scimmiottare, se lo vogliono)
diosdelkiquis mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Jonnydepp1967 mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Sollevare una argomentazione del tipo ""l´etimologia"" della parola, è ancora peggio di fare come bruno299 ha già fatto (e su cui non ha risposto alle repliche) e cioè parlare del suo squallido mondo di persone incapaci di relazioni durevoli per descrivere IL mondo
hellsbells mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Bruno...quello dell´etimologia non è un argomento valido, al limite basta usare il termine "unione civile". Convivenza e unione civile non sono la stessa cosa, ma dovresti saperlo.
E´ un discorso di diritti civili e anche di pari dignità, giuridico, etico, culturale.
Non ho mai visto un etero dichiararsi contrario al diritto di matrimonio per gli altri etero solo perchè "spirito libero"...guarda che ti sbagli di grosso.
hellsbells mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Non vuoi sposarti? Ok.
Ma per il legislatore tu non ne hai il DIRITTO.
E perchè?
In ogni caso, la questione interessa anche te come individuo, perchè ti è negata una libertà.
marcosex mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Un´ottima notizia davvero. Speriamo in bene. Veramente.
Quello che trovo allucinante è che ancora nel 2009 ci siano messaggi con posizioni come quelle di Bruno299... che sembrano venire proprio da una mentalità da medioevo. Solo una mentalità da medioevo a mio avviso può definire ridicolo e persino scimmiottamento quello che è il legittimo e sacrosanto desiderio di eguaglianza di una parte di cittadini discriminata. Come è allucinante, senza offesa ci mancherebbe, che qualcuno che invece crede nella lotta per l´eguaglianza (hellsbells) dà corda alle lugubrazioni mentali di chi beve la propaganda omofobica portata avanti da chi vuole negarci il riconoscimento matrimoniale, e quindi dice che in fondo potrebbe essere anche accettabile che non ci venga mai dato il diritto di chiamare e veder riconosciute le nostre unioni come ´matrimonio´... facendo così finta che la parola matrimonio non abbia importanza, che l´essere trattati da indegni di contrarre matrimonio nel vero senso della parola, da degni solo di un matrimonio che non è matrimonio, sia cosa in qualche modo giusta.
Raga siamo nel 2009 basta con sti strascichi del passato.
hellsbells mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Ahahah...don´t worry, Marco. :)
Intendevo che certe argomentazioni sono ridicole: se anche "matrimonio" fosse un termine scorretto o desueto, basterebbe sostituirlo con "unione" (per tutti, etero e omo).
La realtà è che non c´è nessun motivo valido per negare il diritto di MATRIMONIO civile (e, perdìo, religioso) agli omosessuali.
marcosex mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Io cmq penso che nemmeno si debba parlare di quella assurda irreale ipotesi, in quanto non penso si debba lasciare il benché minimo spazio a eventuali dubbi sul fatto che il modo per attuare l´eguaglianza etero-omosessuali sia finirla di escludere gay e lesbiche dal MATRIMONIO civile. Se noi stessi cominciamo per primi a lasciare spazio a ipotesi come quella là, ipotesi che sarebbe un qualcosa di insensato e soprattutto di dannoso... per gli etero in quanto verrebbero privati di un riconoscimento importante, e per i gay che continuerebbero a restare esclusi da quel riconoscimento importante e verrebbero ancora di più -a ragione stavolta!- tacciati di essere individui che mirano a stravolgere l´esistente, toccare i diritti altrui, persone contro la tradizione, contro la famiglia, contro la società stessa... allora è finita. A ragionamenti stralunati come quelli che tirano in ballo etimologie varie e vincoli inesistenti fra nozze e procreazioni credo bisogna rispondere incazzati che non se ne più più di quelle cavolate nate da campagne antigay.
Bouli mercoledì 22 aprile 2009 - 0.00
Vorrei solo dire a tutti che MAI la mia opinione ostacolerà la vita di altri. Come diceva un´attrice americana: "Sei contro il matrimonio di persone dello stesso sesso? La soluzione è molto semplice: NON SPOSARE UNA PERSONA DEL TUO STESSO SESSO!"
Questa è democrazia! Che tutti abbiano il diritto di scelta e che nessuno chiuda la strada ad altri. Se poi Bruno da Sassari ha un´idea geniale per far venire il mio amore dall´America qui, a vivere con me con le carte in regola e col diritto al lavoro....mi scriva pure qui. Io non ho trovato soluzione da oramai 15 anni! Un saluto a tutti! Marco
passato_83 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
danielelupetto martedì 21 aprile 2009 - 0.00
davidedcx martedì 21 aprile 2009 - 0.00
davidedcx martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Risultati:
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*
In Italia sono vietate le nozze tra persone dello stesso sesso. E´giusto?
Si 49%
No 51%
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*
In Italia non sono state introdotte figure giuridiche ad hoc come i DICO o i Pacs che aumentano le tutele per le unioni di fatto anche tra persone di sesso diverso. Secondo voi è giusto?
Si 38%
No 62%
*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*°*
Che è successo? Ha votato tutta GAY.tv?
D.
nico1985 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Kasra martedì 21 aprile 2009 - 0.00
simplymealex martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Jonnydepp1967 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Una battaglia persa, una Alta Corte che ci dicono che ""la legge è uguale per tutti"" ma per i gay un po´ meno sono la prima pronuncia, la prima pietra di una vera battaglia legislativa. Un preceden
bruno299 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Djinn martedì 21 aprile 2009 - 0.00
:-D
davidedcx martedì 21 aprile 2009 - 0.00
ne anke a me interessa sposarmi, anke se la legge me lo dovesse permettere, xò voglio avere questo diritto, caso mai dovessi cambiare idea, o, nn dovessi cambiarla, ma x tutti quelli ke sono gay e la pensano diversamente da me: xkè a me nn mi interessa nn vuol dire ke devo fare in modo ke nn interessa anke agli altri e quindi spero ke prima o poi i matrimoni gay siano una realtà anke italiana e nn solo del resto di europa...
@ djinn: povero sfigato ke vede tutto quello diverso dal suo pensiero come comunismo (mi ricorda qualkuno, ki? ah si, berlusconi!!)
guarda ke i matrimoni gay sono realtà in stati come norvegia, svezia, olanda, belgio, spagna, canada, massachussets, connecticut, iowa, vermont, sud africa (e forse altri), e in nessuno di questi stati è stato il comunismo a portare + diritti alle coppie gay!
Gigio martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Only martedì 21 aprile 2009 - 0.00
ahahahahahah davidedcx amore tranquillo, Djinn è dei nostri: ama essere ironico, come me ...!
Smack ^_^
fabio-sv martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Il problema è che poi il Vaticano ordinerebbe ai politici italiani di modificare la Costituzione per vietare espressamente il matrimonio tra persone dello stesso sesso, e quelli eseguirebbero immediatamente.
hipnose88 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
sarebbe come dire che se il 55% degli italiani volesse la pena di morte questa andrebbe reintrodotta... è ovviamente una ridicolaggine.
Jonnydepp1967 martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Io convivo da 13 anni e ho diritto all´eguaglianza rispetto alle coppie etero, se bruno299 vive in un mondo di poveri scarti di umanità che non sanno gestire le proprie convivenze non hanno relazioni stabili o sono poveri imbecilli evidentemente hanno indotto bruno299 a scimmiottare gli atei devoti e i baciapile cattorepressi nell´inventarsi un mondo fatto di coppie gay stereotipate.<
Warcraft martedì 21 aprile 2009 - 0.00
Secondo il magistrato veneziano il fatto che le regole del nostro ordinamento civile, così come sistematicamente interpretate, non consentano alle persone di orientamento omosessuale di sposarsi viola almeno quattro principi fondamentali; ovvero parità, uguaglianza, diritto alla famiglia e potestà legislativa (articoli 2, 3, 29 e 117, comma 1, della Carta fondamentale).
OVVERO DIRITTI
interessano tutti e non solo i gay
bruno299 martedì 21 aprile 2009 - 0.00