Vacanze e amore: una vera prova di convivenza! O va bene o va male. LEGGI
Spesso le vacanze sono viste come convivenza in provetta, un'esercitazione, una prova generale. In vacanza si è riconfermati o scaricati. C' è addirittura chi, sempre in vacanza, lascia il compagno e trova il vero partner della vita. LEGGI
Per molti, Natale come Ferragosto è periodo di viaggi.
È credenza diffusa che quando un uomo decide di prenotare una vacanza con una nuova fiamma vuol dire che è sua intenzione sperimentare la convivenza 24 ore su 24 in modo da stabilire se quella possa essere la Storia con la "S" maiuscola.
Alla luce di ciò ho ripensato a com'è iniziata la mia relazione con Mayor. Praticamente l'esatto opposto: siamo partiti in vacanza per Amsterdam dopo sole tre settimane di frequentazione. Ma so che c'è chi ha fatto di meglio. C'è chi è andato a convivere dopo pochi giorni, altro che viaggetto...
Ma è davvero così che funziona? Qualcuno crede veramente che una vacanza insieme possa dare un'idea di come sia la vita insieme?
Magari sì.
La mia vacanza con Mayor andò benissimo. Non fu vissuta come prova di convivenza e, infatti, a tutt'oggi non conviviamo. Trasgredimmo entrambi: sesso sfrenato e tutto ciò che una città come Amsterdam potesse offrirci. Devo ammettere che fu interessante non solo vederlo, ma anche vedermi all'opera.
Però conosco persone come i miei amici Canappa e Lilly che dopo un mese di relazione, durante la loro prima vacanza con i rispettivi fidanzati, si sono viste messe da parte, abbandonate, scaricate per uno sconosciuto. Storie molto simili fra loro. Ma quella che racconto di seguito vale per tutte le altre di cui sono a conoscenza.
Lui è un architetto olandese che lavora e vive a Milano con il suo compagno calabrese da 11 anni. Dopo un lungo periodo di privazioni, finalmente decidono di potersi permettere una vacanza. Partono per Barcellona. La prima sera vanno a ballare in una delle migliaia di discoteche della città. In pista, l'allegro olandesino conosce un ragazzo che gli apre gli occhi e capisce di aver preso un granchio (un granchio grosso 11 anni!). Dopo l'intera notte di passione con la nuova fiamma, appartato in un angolo del locale, torna in pista dal suo (ex) fidanzato che lo cerca preoccupato e lo molla lì, dandogli la notizia che dal giorno dopo andrà a vivere con Juanito (nome di fantasia) e che non tornerà più in Italia.
Naturalmente, al calabrese rinnegato non rimane altro che ripartire subito per Milano, da solo e depresso al limite di ogni umana sopportazione.
Dopo una settimana di silenzio assoluto l'olandese richiama comunicando agli amici e ai parenti che si è trasferito a Barcellona, che l'appartamento in affitto condiviso con l’ex deve essere sgomberato, quindi, se possiamo, per piacere, portar via di lì tutta la sua roba, ammassarla in una soffitta o in un garage e che tornerà a prenderla quanto prima, che intanto possiamo scegliere cosa tenere per noi in modo da alleggerire il suo fardello in vista del trasloco internazionale.
L'ultima volta che abbiamo avuto sue notizie stava per sposarsi.
Del mio conterraneo, invece, non ho saputo più nulla. Si vocifera che viva con un nuovo compagno in Germania. Alla fine ce l'avrebbe fatta anche lui.
Chi avrebbe il coraggio di biasimare l'uno o l'altro?
Ecco perché mi par di capire che, sia all'inizio di una frequentazione sia dopo una vita insieme, le vacanze abbiano sempre un forte potere chiarificatore.

AdrianGraceLacan lunedì 6 febbraio 2012 - 15.36
C'è chi dopo pochissimo tempo di frequentazione decide di andare in vacanza col partner e quindi di "convivere" 24 h al giorno con lui; ma questo non sta ad indicare la volontà di sperimentare la vita insieme.
E dall'altra parte c'è chi dopo molti anni va in vacanza insieme e..puff, tutto svanisce in un soffio, magari per una nuova conoscenza.
Entrambe le situazioni, rispettivamente, fanno pensare ad una immaturità e precocità nel primo caso, e a quanto poco ci si conosca all'interno di una coppia, nel secondo ..visto che poi basta un nulla per farla scoppiare.
Credo che come in molte altre cose la "via di mezzo" sia preferibile.