VIDEOGUARDONE 02: l'ossessione sotto l'uniforme
L'uniforme e l'Autorità. Sotto la divisa siamo tutti nudi, ingordi schiavi di una passione più forte del sesso: il potere.
Max Weber lo chiamava "riconoscimento del carisma": si tratta di un meccanismo psicologico inconscio che si innesca in noi quando attribuiamo un determinato grado di autorità a un individuo. Possiamo non condividere le sue regole, possiamo non rispettarlo, possiamo arrivare a odiarlo, ma questo non cambia la realtà: egli ha potere su di noi. E la fonte di tale potere spesso risiede in una banalissima divisa.
L'uniforme, come la parola stessa suggerisce, è un elemento conformante: essa riveste la peculiarità umana, la occulta sotto il manto del potere. La divisa nasconde la persona e lascia al suo posto l'Autorità. Un esperimento sociologico condotto più volte nei college degli Stati Uniti (il caso più famoso fu quello dell'Università di Stenford nel 1971) e ripreso in diversi adattamenti cinematografici è passato alla storia come il gioco di "guardie e ladri". Comunissimi studenti, amici tra loro, furono divisi in squadre; una di esse avrebbe impersonato i prigionieri, l'altra i guardiani. A questi ultimi venne data da indossare un'uniforme. Il suo potere, il potere dell'Autorità fu tale da trasformare i ragazzi in pochissimi giorni: non più amici, non più studenti, non più esseri umani. L'esperimento degenerò in angherie, soprusi e violenze, e fu interrotto con un triste verdetto: la brutalità è parte integrante di noi, e basta una divisa per portarla a galla. Non a caso i simboli dell'Autorità rientrano a pieno titolo nell'immaginario sadomasochista: il poliziotto diventa emblema di un desiderio che trascende il sesso. E' la fame di potere, che giace nel buio dell'inconscio umano, e che l'uniforme - che in quanto maschera, ci legittima a non fingere - porta alla luce.
Davide Bombini e Francesca Tognetti

sgriso domenica 2 maggio 2010 - 11.50
boyss venerdì 30 aprile 2010 - 18.50