VIDEOGUARDONE 05: Leopardi, l'underwear e il cespuglio infinito
La filosofia dell'underwear e della siepe dell'ermo colle: godere del non vedere e immaginare tutto il resto.
Sempre caro mi fu quest'ermo colle/E questa siepe, che da tanta parte/Dell' ultimo orizzonte il guardo esclude. (Giacomo Leopardi, 1819).
L'incipit poetico più famoso del mondo, gira tutto intorno a un cespuglio, la barriera che trasforma un panorama marchigiano in un universo infinito. Se Leopardi, prima di sedersi sul suo ermo colle, avesse preso cesoie e tagliaerba per sfoltire la sua benedetta siepe, avrebbe certo potuto spingere lo sguardo un po' più in là, verso gli altri colli meno ermi, verso il paese, verso la linea del cielo. Invece la siepe è lì, e "dell'ultimo orizzonte il guardo esclude". E proprio lo sguardo escluso si può dunque trasformare in fantasia, trascendendo il limite della vista per entrare nella dimensione dell'immaginato. Benedetta sia la barriera, la siepe, il velo che ci permette di non vedere. La vista cattura panorami, la fantasia crea infiniti.
Il non avere, il non toccare, il non vedere: questa è la radice del desiderio. Per questo il nudo intuito è più sexy di quello sfacciato, per questo il tessuto dell'underwear eccita più dell'epidermide esposta. Ciò che vediamo, lo consumiamo, ciò che "il guardo esclude" deve essere immaginato. E può essere più grande, enorme, infinito.
Davide Bombini e Francesca Tognetti

Only domenica 18 luglio 2010 - 1.47