Voglio un Gay Pride diverso

Sono al concerto di Lady Gaga o sono alla manifestazione per i diritti degli omosessuali? Lo sfogo di un nostro utente: in occasione dell'EuroPride di Roma vorrei un Pride diverso. E' chiedere troppo?

di

 

L'11 giugno inzierà il Roma EuroPride 2011, un evento internazione LGBT con l'intento di dar visibilità a questa comunità e far valere i loro diritti. Questa manifestazione dovrebbe rappresentare ogni singolo gay, e qui mi sorge una domanda. Tutti i gay usano rossetti e tacchi 12? Vorrei un Gay Pride diverso dove si potesse mostrare al mondo etero una comunità NORMALE. L'intento dell'EuroPride dovrebbe esser quello di abbattere la barriera dell'omofobia, di vedere un gay come una persona normale, ma se ci facciamo vedere solo con lustrini e parrucche colorate abbiamo più possibilità di essere accettati?



Negli anni gli omosessuali sono usciti sempre di più allo scoperto, molti hanno smesso di nascondersi e anche la politica (soprattutto estera) ha fatto qualche passo avanti, il pericolo maggiore rimane l'omofobo, l'etero ignorante che non vede il gay come persona normale e il GayPride dovrebbe essere una soluzione, non benzina che fa aumentare odio verso il mondo gaio.

 

Se continuano a far vedere al mondo che il Gay Pride è solo uno spettacolino muticolore nessuno prenderà sul serio questa causa, il mondo è bello perchè vario, e anche il mondo omosessuale è fatto di mille sfumature, c'è la checca passiva che non esce di casa senza la sua borsetta ma c'è anche il gay indiscreto e professionale che non diresti mai che va a letto con un uomo! La televisione da visibilità sono alla checcha che come una bambola elettronica dice solo "PAZZA!" e "ADORO" ma non si da visibilità a tutto il resto del mondo gaio, quello che vorrebbe star tranquillo e vivere col proprio uomo senza essere ucciso per strada.



Vorrei un Gay Pride diverso dove i gay manifestano per i loro diritti, manifestano perchè sono orgogliosi di essere gay con o senza lustrini, vorrei che le persone mostrassero in volto l'amore per il proprio fidanzato o fidanzata gay e non 5 kili di fondotinta, vorrei che gay e etero camminassero insieme stringendo la bandiera della pace, vorrei che figlio e madre abbracciati urlassero "viva la libertà", vorrei che le persone ricordassero in quell'allegra marcia tutti i gay, lesbiche e trans uccisi e picchiati perchè "diversi".

 

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Only mercoledì 2 marzo 2011 - 7.23

bla bla bla: l'ultima parola la scrivo io, ho vintoooooooooooo ^^ (facciamo una gara!)

valit martedì 1 marzo 2011 - 17.34

Il problema non è che non avessi capito, semplicemente che non ero d'accordo. Non so perché questo fatto sembra così incomprensibile. Peace & love anche a te e speriamo che gli attacchi siano finiti. Ciao.

Only domenica 27 febbraio 2011 - 23.36

Ops, peace & love, pardon ^^ <3<3<3<3<3<3<3<3<3<3<3

Only domenica 27 febbraio 2011 - 23.34

Non mi pare immaturo chiederti se "ci arrivi" a capire certi argomenti: è una legittima domanda alla quale sei libero di rispondere che non ci arrivi! Te l'ho spiegato come si spiega a un bambino e l'ho specificato, perché mi è sembrato che avendotelo spiegato come si spiega a un adulto, non ti fosse ugualmente chiaro: scambiare la cortesia e l'impegno profuso per chiarire i concetti per un atteggiamento immaturo mi stupisce alquanto! Love & peace

valit domenica 27 febbraio 2011 - 23.01

No. Fin dall'inizio hai negato l'evidenza del collegamento fra certe posizioni, quali quelle espresse in questo articolo, e sentimenti che hanno una componente omofobica forzandomi a dover fare questo lavoretto di copia incolla per arrivare a questo punto che secondo me era innegabile. Negando a priori la premessa non è possibile fare evolvere una discussione per prendere in esame posizioni parallele ma che forse variano parzialmente da questo paradigma. Comunque sono d'accordo che sia inutile portare avanti ulteriormente la discussione in questo contesto. Se io sia permaloso o meno non lo so, io credo di avere semplicemente l'abitudine di portare avanti discussioni in maniera un po' più matura, senza i vari "ci arrivi?" e "te lo spiego come a un bambino". Saluti anche a te.

Only domenica 27 febbraio 2011 - 17.43

Credo che tu sia eccessivamente permaloso: non mi pare di avere usato alcun linguaggio offensivo, né di aver dato luogo a discussioni incivili e immature! Ho provato a spiegarti in tutte le salse che le posizioni non condivise sono inerenti all'indebita associazione della trasgressione all'orientamento sessuale e all'identità di genere (la pornografia era un esempio estremo, che, se preferisci, puoi non ritenere calzante): se a te interessa solo ribadire quanto sia omofobo chi ha scritto l'articolo, preferendo badare al dito che indica la luna piuttosto che all'astro indicato, amen! Personalmente trovo la tua visione limitata e intransigente e prendo atto che, per quanto io cerchi di sforzarmi a spiegartele, tu hai deciso di non ritenere legittime le diverse posizioni espresse: me ne farò una ragione! Saluti

valit domenica 27 febbraio 2011 - 16.21

Il linguaggio di questo pezzo distingue fra: "rossetti", "tacchi 12" (non so che significhi), "lustrini", "parrucche", "spettacolino multicolore", "checca passiva che non esce di casa senza borsetta", "checca", "bambola elettronica", "pazza", "adoro". Tutto ciò contrapposto: "far vedere un gay come una persona normale", "essere accettati", "il gay indiscreto e professionale che non diresti mai che va a letto con un uomo". Non so perché ora parli di pornografia ma ribadisco: se non vedi l'influenza di correnti di pensiero omofobiche e di aspirazione eteronormativa in questo tipo di linguaggio… E evita se puoi quel tuo tono sgradevole e offensivo, e prova a discutere come una persona matura e civile. Non è attaccando me che mi convinci del tuo punto di vista.

Only sabato 26 febbraio 2011 - 18.06

P.P.S. un party privato nudi, mimando gesti di carattere sessuale, tra adulti consenzienti, non credo sia molesto, ma rendere pubblici questi atteggiamenti per richiedere i legittimi diritti dei gay e dei transessuali è qualcosa che reputo fuorviante! Le femministe non rinunciavano certo alla loro femminilità, a tacchi, trucco & company, ma quando protestavano erano serie e non si divertivano proprio per nulla! Chiarito per l'ennesima volta questo punto, non ci vedo nulla di male nel considerare il gay pride una splendida FESTA, ma ribadisco che non lo considero la mia manifestazione di protesta per richiedere i diritti che mi spettano: se altri lo reputano tale, affari loro, purché non taccino scioccamente me e altri, che la pensiamo diversamente, di omofobia o di voler etero-normalizzare i gay e i transessuali!

Only sabato 26 febbraio 2011 - 17.54

P.S. Lungi da me l'idea di demonizzare la pornografia, esprimo solamente il fatto che associare la stessa in particolare a gay e transessuali è un atteggiamento omo-/trans-fobico, a mio modesto avviso; infatti, mi pare ovvio che la pornografia prescinda dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere! E' estremamente sciocco, a mio modesto avviso, affermare che chi rifiuta l'idea che "trasgressione" sia associata ad orientamento sessuale e identità di genere voglia etero-normare i gay e i trans, perché racchiude sentimenti di discriminazione nei confronti di questi ultimi! Un pò di sale in zucca sarebbe necessario per evitare di fare certe associazioni assurde!

Only sabato 26 febbraio 2011 - 17.34

“Only, se non ti rendi conto di come l'antagonismo verso comportamenti tradizionalmente associati all'omosessualità nell'immaginario sociale abbia alla sua radice un desiderio di eteronormatività denso degli stessi sentimenti di natura omofobica che pervadono la società, non so cosa dirti: mi sembra di mostrare un quadro a un cieco.”------>Caro valit, non riesco a capacitarmi secondo quale logica “pornografia”, "trasgressione" e “nudismo” siamo associabili a omosessualità visibile e transessualità: a parer mio è questa indebita connessione ad essere espressione di omo-/trans-fobia! I riferimenti riguardo ai tristi primati dell'Italia in Occidente in materia di diritti umani sono connessi alle critiche degli omofobi nei confronti del gay pride o alle nostre critiche? La cecità non sta nelle nostre critiche, ma nel non comprenderle, travisandole e ventilando l'ipotesi che le stesse racchiudano un desiderio di etero-normalizzazione e relativa omofobia implicita pari a quella manifestata da critiche di carattere discriminatorio, a mio modesto parere! Ti ho espresso il concetto nella maniera più semplice possibile, come si fa coi bambini: in maniera più chiara di così, non so proprio come spiegartelo!

valit sabato 26 febbraio 2011 - 16.11

Only, se non ti rendi conto di come l'antagonismo verso comportamenti tradizionalmente associati all'omosessualità nell'immaginario sociale abbia alla sua radice un desiderio di eteronormatività denso degli stessi sentimenti di natura omofobica che pervadono la società, non so cosa dirti: mi sembra di mostrare un quadro a un cieco. So che non è facile osservare oggettivamente l'ambiente nel quale si è immersi quotidianamente ma una maggiore autocritica gioverebbe alla comunità LGBT italiana e di conseguenza all'Italia intera che al momento trovo goda di un primato incontrastato in Europa occidentale, non soltanto in materia di omofobia ma di qualsiasi forma di xenofobia, e questa continua ostilità al gay pride ne è a mio avviso un sintomo lampante. Se poi uno questa autocritica non la vuole fare, io sopravvivo lo stesso. Sarò io che ho torto...

elratonrubio sabato 26 febbraio 2011 - 2.52

Catorcio, che vuoi che ti dica: sono un frocio che sorride davanti a Priscilla, ne conosce le battute a memoria, ma che va a ballare in jeans, camicia e maglione... Non ho nulla da obiettare a chi vuole andare in giro in tiara e piume di struzzo, dico solo questo: per me l'orgoglio di essere me stesso, di essere omosessuale, non passa attraverso un abitino di paillettes e un tacco 10. Per me si manifesta facendo vedere la propria omosessualità nella vita di tutti i giorni, come una cosa normale e straordinaria al tempo stesso: normale per noi, che la viviamo come condizione essenziale della nostra vita. Straordinaria (nel senso di "fuori dall'ordinario") per chi non è abituato a pensare ai gay come a persone normali, ma solo come a macchiette stereotipate quali quelle imposte dai mass media. Al pride poi ognuno vada come crede, ma io non mi sento di festeggiare alcunché: preferirei fosse una giornata di riflessione, in cui magari rompere i coglioni alla politica - e perché no - alle istituzioni, ricordando loro che siamo cittadini come tutti gli altri, con gli stessi doveri ma non con gli stessi diritti. Che li manteniamo con le nostre tasse, che contribuiamo largamente allo sviluppo e alla crescita economica e culturale del paese, ma che dobbiamo ancora sopportare discriminazioni sociali e giuridiche che continuano da secoli. E vorrei una buona volta che i tanti omosessuali italiani si decidessero a fare coming out, a contarsi, a far capire alla gente che siamo molti di più di quanto si pensi, e che non siamo appunto solo ciò che fa comodo ai bigotti omofobi. Quando saremo riconosciuti come ci spetta, allora sì che avremo da festeggiare, ma fino allora, più che far vedere allegria dovremmo far sentire di più la nostra rabbia e le nostre ragioni.

Only venerdì 25 febbraio 2011 - 15.49

P.S. E' comprensibile che le frustrazioni dovute alle discriminazioni omo-/trans-fobiche possano determinare il desiderio di reazioni forti, di risposte caricate dal risentimento per gli insopportabili disagi quotidiani subiti (questa reazione è stata alla base della nascita della legittima protesta di rottura del gay pride), ma, ricordando a sé stessi e agli altri che i gay visibili e i transessuali sono le vittime di un ingiusto ostracismo sociale, non i carnefici della famiglia tradizionale, bisognerebbe indicare l'ingiustizia con lucidità, senza autolesionistiche esagerazioni, per non inficiare la legittimità del messaggio di protesta! Chiarito questo punto, ci si goda la FESTA! Buon gay pride a tutti, smack! ^_^

Only venerdì 25 febbraio 2011 - 15.29

JamesGod, io credo che sia offensivo definire un gay effeminato "checca"! Se un uomo vuole uscire con la borsetta, vestirsi da donna e sentirsi tale, credo che debba avere la possibilità di farlo senza essere discriminato, offeso e preso in giro! Diverso è l'atteggiamento di chi vuol fare qualcosa non con l'intento di essere sé stesso secondo canoni ragionevolmente legittimi, ma con l'intento di provocare, senza rispetto per un principio e per le persone: il gay effeminato con la borsetta, i tacchi e il trucco non fa del male a nessuno, non cammina nudo, né fa sesso in pubblico, ma esercita semplicemente il proprio legittimo diritto di essere sé stesso! Trovo che sia sacrosanto e giusto manifestare al fianco di questo tipo di persone, ma non credo che abbia senso manifestare con chi non ha principi da difendere e vuole solo divertirsi a fare scalpore: con questi ultimi, si può andare a una festa, divertirsi, trasgredire senza che i diritti di qualcuno siano lesi, ma i legittimi principi da difendere e per cui manifestare sono ben altra cosa e con le trasgressioni, a mio modesto avviso, hanno ben poco a che fare! Non confondiamo i concetti, please!

JameGod venerdì 25 febbraio 2011 - 14.44

ma infatti al pride ci sono anche i gay discreti e insospettabili, ma non è sicuramente colpa delle checche passive che non escono di casa senza la loro borsetta se si tende a definire il pride come uno spettacolino multicolore. semplicemente si ha la tendenza a notare maggiormente determinate cose piuttosto che altre, come credo sia normale! sicuramente noto di piu un trans senza reggiseno che un 40enne in disparte ma questo non significa proprio nulla! trovo questo articolo assolutamente insensato, le cui tesi (se mai ce ne fossero) non sono argomentate con posizioni intelligenti.

cont.e venerdì 25 febbraio 2011 - 13.58

sono perfettamente d'accordo con "chiamatemi_tommy" e con "gredase".

Only venerdì 25 febbraio 2011 - 13.16

catorcio, i concetti da te espressi sono eticamente validissimi e condivisibili! Stabilito che parteciperesti alla manifestazione, perché l'idea di "normalità" che non prevede l'integrazione di gay maschi effeminati, lesbiche mascoline e transessuali la trovi immorale (questo ti fa onore!), ti chiedo se oltre a questa giusta finalità, manifesti anche per 1) il diritto di andare in giro nudi e 2) il diritto di fare sesso in pubblico. Se non manifesti anche per richiedere questi due ultimi diritti, non credi che il messaggio che arrivi a chi ti vede manifestare al fianco di chi, diversamente da te, manifesta per richiederli o per semplice spirito di provocazione SENZA FINI ETICI, possa essere distorto? Credi che un gay maschio effeminato, una lesbica mascolina e un/una transessuale siano "trasgressivi"? Personalmente, credo che non lo siano e che siano ritenuti tale a torto, ingiustamente da un una società omofoba e poco evoluta dal punto di vista dei diritti umani! Mescolare sacrosante istanze d'integrazione con velleità trasgressive, fini a sé stesse ti sembra costruttivo per dar luogo a una protesta, a una manifestazione di dissenso? A me questa mescolanza d'istanze non sembra costruttiva proprio per niente! Per quanto riguarda l'impedimento al libero accesso al gay pride, non mi pare che ci sia stato qualcuno che abbia mai affermato di volerlo mettere in pratica: personalmente, mi riservo la scelta di non partecipare, ma mai mi è passata per la mente l'idea di impedire a qualcuno di manifestare come caspita gli pare (affari suoi)! Questo dissenso che mi pare di avere chiaramente espresso non ha nulla a che vedere con le manifestazioni di intolleranza omofobica, tutt'altro; infatti, la mia posizione esprime la volontà di dar luogo a modalità efficaci per vincere la battaglia per la legittima integrazione sociale degli esponenti del mondo lgbt! Tra le altre cose, lamento spesso l'omofobia interna di alcuni gay incoerenti nei confronti dei loro simili visibili! Spero di essere stato esaustivo!

catorcio venerdì 25 febbraio 2011 - 11.27

vorrei che le persone ricordassero in quell'allegra marcia tutti i gay, lesbiche e trans uccisi e picchiati perchè "diversi".... escludendo dalla sfilata i gay le lesbiche e i trans troppo "colorati"? Li ricordiamo con un minuto di silenzio, magari chiediamo al Capo dello Stato di prununciare un solenne monito, poi ci aggiustiamo la cravatta e via tutti in ufficio? Sei proprio una PAZZA cara chiamatemi Tommy, ma del tipo che non ADORO per nulla. E se non ti spiace, credo che comunque parteciparò al pride come voglio, e mi perdonerai spero se ci sarà troppo fard sul mio visino o qualche piuma sulla mia tiara..

catorcio venerdì 25 febbraio 2011 - 11.21

le "checche passive", i trans, i travestiti, le lesbiche più mascoline... chi credete che abbia dato vita al movimento LGB T? Non certo i piccoli cow boy, così preoccupati dalla "normalità" delle loro vite, che oggi con sussiego ci spiegano che un "gay pride normale" è una risposta di buon senso, un'alternativa "politica", una scelta inclusiva.

Il Pride non è una manifestazione di orgoglio fine a se stessa. Non c'è nessun orgoglio possibile nell'essere gay punto e basta, sarebbe come essere orgoglioso di mangiare i crostacei e preferirli alla fettina. Il Pride è la gironata delle persone che sono ORGOGLIOSE di essere ciò che sono, senza temere i pregiudizi ignoranti che nascono da coloro che non li conoscono, e che hanno una rigida idea di normale, che non consente differenza. Forse, prima di introdurre i buttafuori ai pride, prima di redigere regole di comportamento e di vestiario, prima di vietare a qualcuno la partecipazione al Pride, ecco forse sarebbe bene ricordarci perchè facciamo il PRIDE. Non per ottenere diritti matrimoniali, nè tantomeno per presentarci come una vetrina di normalità in attesa che - non si sa chi - ci consegni una coccarda di appartenenza al m ondo dei normali. E' la giornata in cui ognuno di noi, anche protetto dal numero dei partecipanti, può liberamente gridare "i am what i am".

Se pensate che sia giusto proibire a qualcunol'ingresso al pride, bhè, forse non dovreste partecipare... c'è posto per tutti al pride, con l'eccezione degli omofobi..

omofobo
[o-mò-fo-bo]
agg. e s.m.
Che, chi manifesta avversione ossessiva nei confronti degli omosessuali

elratonrubio venerdì 25 febbraio 2011 - 8.58

Concordo con l'articolo. Il mio gay pride è dire in faccia a chiunque me lo chieda che sì, sono frocio, o girare mano nella mano col mio fidanzato (avendocelo, possibilmente) non solo per Milano, ma ovunque mi trovi. Sostenere lo sguardo sconvolto delle vecchiette sorridendo, discutendo con la gente. E vorrei non essere una strettissima minoranza, persino nella frocissima Milano, ripiena di checchine fashion e torelli palestrati che si "godono" l'ambiente gay, ma che non pensano minimamente a restituire qualcosa a quello stesso ambiente in cui si comportano da regine. Tutti sempre fottutamente italiani...

Only venerdì 25 febbraio 2011 - 0.16

P.S. Ovviamente, non mi sogno di criticare chi manifesta per il diritto di fare sesso in pubblico, ma, non essendo questo un diritto che mi possa interessare, preferisco non manifestare con chi, invece, vuole acquisirlo: al limite, se voglio divertirmi, vado a un nude party organizzato da questo qualcuno, ma mi guarderò bene dal protestare al suo fianco per battaglie che non sono le mie!

Only venerdì 25 febbraio 2011 - 0.10

Quello che chiediamo (io e tanti) è integrazione di una diversità ritenuta trasgressiva illegittimamente; non chiediamo di regolarizzare trasgressioni alla cieca, come camminare nudi o fare sesso in pubblico: ci arrivi?

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 23.52

Il carnevale di Rio non ha valenza di protesta, che io sappia, ma di divertimento puro, FINE A SE' STESSO: ci arrivi? Se mi vieni a dire che bisogna fare il carnevale di rio per manifestare, ti rispondo "dato che non sono un esibizionista e come me non lo saranno tanti gay, gay maschi effeminati, lesbiche mascoline e transessuali, noi COL CULO DI FUORI NON CI ANDIAMO! Se vuoi andarci tu o vuole andarci qualcun altro, andate:caxxi vostri! Noi vogliamo essere presi sul serio e chi ride di noi, ci offende, perché non siamo clown, ma persone con esigenze diverse, ma con gli stessi diritti degli eterosessuali!". Se c'è chi, come nanako e posh, fa un discorso SENSATO, senza tacciare di omofobia chi predilige manifestazioni non "festaiole", affermando che il gay pride è un momento di divertimento, una festa, che ha una finalità etica, allora non ho nulla da ribadire: il gay pride è una splendida festa all'insegna della non discriminazione e parteciparvi ha senso in questi termini, non nei termini della protesta (protesta che sussisteva legittimamente nel contesto storico che ha determinato il gay pride: sia benedetto quel momento!)!

valit giovedì 24 febbraio 2011 - 23.19

Gredase, secondo te per quale motivo c'è tanto fastidio nei confronti del gay pride mentre nessuno si sente infastidito per esempio, sedere per sedere, da una manifestazione come il carnevale di Rio? Perché la televisione italiana che è una continua esibizione di tette e culi non provoca lo stesso livello di indignazione? Tu continui a insistere sul fatto che questo ragazzo è giovane. Il mio non è un attacco contro di lui. Io non ho risposto ad un post sul blog personale di questo ragazzo, ho commentato su un articolo selezionato dalla redazione di gay.tv e sto cercando di suggerire di spostare l'attenzione dal pride a quello che c'è dietro ai sentimenti anti-pride. 

gredase giovedì 24 febbraio 2011 - 22.02

p.s. criticare il modo di manifestare degli operai della fiat non significa ritenere che ha ragione marchionne. criticare il modo di manifestare di noi omosessuali non significa necessariamente essere omofobi. io non credo che Gaber fosse omofobo eppure scrisse "e poi ci sono i gay che han tutte le ragioni... ma io non riesco a tollerare le loro esibizioni". posso criticare anche il modo di truccarsi di certe donne ma non per questo sono misogino.

gredase giovedì 24 febbraio 2011 - 21.55

la critica non è al gay pride. la critica è ben diversa. lo ripeto: c'è un ragazzo che magari è la prima volta che ensa di andare al pride. magari ha appena detto ai suoi genitori di essere gay o glielo sta per dire. questo ragzzo viene qua e chiede: "ma perchè devo manifestare per i miei diritti in questo modo, non si potrebbe fare in maniera diversa?". la risposta che si sente dare in un sito di omosessuali, che predicano tanto la tolleranza, sì quella degli altri, è che deve stare zitto e che non ha capito nulla, che non sa che cosa è stonewall e che il pride è una festa, si è sempre fatto così e sempre si farà così. io mi domando se con questi modi, con i modi con cui rispondete alla domanda posta nell'articolo, pensate di poter convincere qualche etero che noi omosessuali siamo parte della loro stessa società piuttosto che esseri diversi, che hanno feste diverse e modi di incontro diversi. una cosa che che capita per caso accanto al "loro" mondo ma non ne è parte. perchè invece di sbraitare non avete spiegato cosa è stonewall invece di fare i sapienti? perchè non avete detto le vostre idee? perchè non siete in grado di accettare una critica e appena qualcuno dice qualcosa vi sentiti feriti nell'orgoglio? io manifesto. io al pride mi rendo manifesto. io dico chi sono, ma come sostiene translator il pride deve essere quotidiano. ma la quotidianità è anche qui e mi chiedo se siamo davvero fieri di certi modi di rispondere e insultare senza restare la minima attenzione alle sensibilità diverse che ci circondano. poi, come ho detto, al pride ci sono stato e forse ci andrò, ci sono stato sia in costume fucsia che vestito normalmente. io credo che il pride, il manifestarsi sia un'ccasione da non perdere.

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 21.49

valit, i tuoi collegamenti li trovo arbitrari e fantasiosi: invece di invitare me a rileggere, prova a rileggerti tu articolo e commenti!

valit giovedì 24 febbraio 2011 - 21.44

Caro mio, se non vedi il collegamento non so come esportelo più chiaramente di così. Prova a rileggerti i commenti già scritti.

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 18.00

P.S. In pratica, l'omofobia con quanto si sta discutendo e trattando, a parer mio, è ""off topic"! Trovo pittoresca e fuori luogo la generalizzazione "critiche al pride"="omofobia"!

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 17.44

valit, io, invece, ho difficoltà a capire cosa c'entri col tema trattato in questo contesto il fatto che alcuni stati abbiano atteggiamenti d'intolleranza nei confronti del gay pride per motivi d'omofobia! Non mi pare che ci sia tra chi ha scritto l'articolo o chi l'ha commentato un atteggiamento omofobico alla base della critica al gay pride! L'omofobia con quanto si sta trattando qui, a mio modesto avviso, c'entra come il cavolo a merenda!

V_D_J giovedì 24 febbraio 2011 - 15.44

giustissimo! basta far vedere solo la carnevalata!!!

NicoMaco01 giovedì 24 febbraio 2011 - 15.30

Sono d'accordo: in quanto gay non mi serve un giorno di SOLIDARIETA' NAZIONALE, in cui ricordare che esistiamo e spesso non siamo nemmeno tanto male :D è attraverso i LORO (imputriditi) mezzi (tv, stampa, politica, OPINIONE PUBBLICA) che riusciremo davvero a farci prendere sul serio. Niente contro i travestiti, ma sono il primo ad incazzarsi con i fondamentelisti etero!

valit giovedì 24 febbraio 2011 - 15.19

Only, dal momento che il tema sono le CRITICHE mosse al gay pride, non mi sembra si stia parlando di chi "prediliga modalità di protesta diverse rispetto al gay pride, SENZA CRITICARE coloro che vi partecipano con l'idea che esso costituisca una valida modalità di protesta" ma di chi per l'appunto lo CRITICA reputandolo poco più di una carnevalata. Il mio commento, che forse non hai capito, riguardava la polemica OSTILE al gay pride che si osserva in alcuni paesi come l'Italia che hanno ancora davanti un lungo cammino nel riconoscimento dei diritti delle persone LGBT, quindi ho difficoltà a vedere cosa mi renda così "pittoresco".

silea85 giovedì 24 febbraio 2011 - 13.53

La tv secondo voi farà vedere le immagini del corteo "serio" o la carnevalata sul carro???? Ogni volta che guardo i vari tg che parlano del gay pride vedo solamente uomini vestiti da donna, o nudi. Pensiamci seriamente, molti utilizzano questa nostra immagine come superficialità, credono o fanno credere alla gente che lo facciamo solo per divertirci e provocare, è veramente così???

silea85 giovedì 24 febbraio 2011 - 13.47

Concordo, concordo, concordo!!! Serietà, facciamo vedere all'Italia che essere gay non significa essere estremi, siamo persone normali, perchè non farlo vedere al popolo? Non spaventiamo la gente che ha già paura di noi, non vogliamo provocare, vogliamo vivere come gente normale e avere gli stessi diritti. Lasciamo a casa le parrucche.....

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 13.37

posh, complimenti: condivido le tue osservazioni! Infatti, se il pride è inteso non come manifestazione di protesta, ma come momento di aggregazione e di festa, nel quale non è preponderante la critica alla società omofoba, allora ha senso definirlo una festa comune, come il carnevale (che avviene in varie città del mondo e in periodi diversi), per l'appunto: si tratta di un carnevale a sfondo "etico" (il che non è male), che poteva avere valenza di protesta, "rottura" agli inizi storici, ma che si è trasformato, in seguito, in qualcosa di diverso col mutamento delle esigenza e della società! P.S. Valit, non ho nulla da obiettare sul fatto che impedire il gay pride possa avere valenze anti democratiche e omofobiche, ma è alquanto “pittoresco” e arbitrario ritenere che chi prediliga modalità di protesta diverse rispetto al gay pride, senza criticare coloro che vi partecipano con l'idea che esso costituisca una valida modalità di protesta, costituisca una dimostrazione di omofobia!

poshvenus giovedì 24 febbraio 2011 - 11.25

ecco esatto!

poshvenus giovedì 24 febbraio 2011 - 11.24

il pride è un luogo non solo per manifestare per i pari diritti. quelle si chiamano manifestazioni. il pride si distingue dalle classiche manifestazioni proprio perchè dedicato all'orgoglio, alla libertà etc. è un posto dove ci si diverte, nonostante la causa
seria della cosa. ognuno al pride deve essere libero di essere come vuole, che si tratti di giacca e cravatta o tacchi 12. io non ho mai messo parrucche o tacchi alti, non è mai stato nei miei interessi fare la drag, ma ai pride mi fa sempre piacere vedere la creatività che certe persone riescono a tirare fuori anche solo attraverso l'abbigliamento e il makeup! il pride dovrebbe essere d'esempio per il mondo! ognuno dovrebbe essere libero di essere come vuole... perchè lady gaga (la cito perchè citata nell'articolo eh ) comunque ha ragione. Siamo nati così! ma "nati così" non vuol dire mica "tutti uguali in quanto froci". nati così vuol dire uno diverso dall'altro! Ed è così che dobbiamo rimanere. 5 kili di fondotinta non ti rendono meno dignitoso di uno acqua e sapone

caccapussa giovedì 24 febbraio 2011 - 11.12

Il Pride con gente che sculetta seminuda mi fa schifo. Il Pride in giacca e cravatta, in salopette, in maglietta, al naturale.. NON E' PRIDE ma è una maniera più adeguata per sollecitare l'opinione comune. Chi pensa che sculettare nudo in piazza sensibilizzi la società è un povero illuso. Le cose si hanno lottando e DANDOSI DA FARE. La conseguenza del loro sculettamento è che mi sento dire: " no.. ma tu non sei gay, non sei come quelli che vedo al Pride in televisione". Grazie.

nancyboy89 giovedì 24 febbraio 2011 - 9.14

Sempre sostenuto un pride che non mutasse in carnevalata, se vogliamo cose serie è necessario fare i seri.

Luxer92 giovedì 24 febbraio 2011 - 2.49

Ma a te chi impedisce di andare al Gay Pride in smoking? Vacci! C'è gente che si sente a proprio agio nei panni della passiva, del leather bear o del gay "normale" (attenzione alle virgolette). Tanto, boa o non boa, il fascistello che ti chiama "sporco culattone" lo trovi sempre, a che pro?

§van§ giovedì 24 febbraio 2011 - 2.46

hai regione anche IO voglio un pride Diverso ;)

valit giovedì 24 febbraio 2011 - 2.29

Only, sono contento che ti diverti, quello è sempre fondamentale. Tuttavia è un dato di fatto che nei paesi che hanno fatto maggiori passi in avanti per i diritti delle persone LGBT il gay pride è una festa cui partecipano in tanti, etero o gay, positivamente mentre in quelli più omofobici è un tema che crea ancora molto fastidio e dibattito -- come è espresso in questo articolo. L'omofobia non è solo quella di chi va a picchiare la gente che si bacia per strada.

Only giovedì 24 febbraio 2011 - 0.33

Sarei curioso di sapere se ci sono gay che vanno al gay pride, perché ritengono che andarci costituisca un imperativo morale contro la discriminazione omofobica, e, durante il resto dell'anno, fanno tante simpatiche affermazioni quali "che schifo le checche" e dintorni con buona pace della coerenza! In ogni caso, è del tutto legittimo che questa manifestazione piaccia ad alcuni, così come è altrettanto legittimo che annoi altri, senza che ciò comporti condanne moralistiche nell'uno e nell'altro caso: de gustibus ... P.S. valit, le tue generalizzazioni le trovo particolarmente surreali e divertenti ... °_^

Translator1968 mercoledì 23 febbraio 2011 - 23.01

Per me il gay pride si fa tutti i giorni con parenti, amici, colleghi e mondo che ci circonda.
Conosco gente che va al gay pride e vive in casa con mammà e i soldi di Papà e manco l'ha detto a loro. Ma che razza di modo è???
Gredase il "nostro modo di lottare"? ma se sei un clerico-frocio represso dalle posizioni di Buttiglione e Giovanardi su tutto, diritti, laicità, discriminazioni, matrimoni gay adozioni!!!
Che faccia tosta.

nanako mercoledì 23 febbraio 2011 - 21.39

Io vado ai pride perchè è una bella festa, si respira un'aura positiva; vai lì per esprimere te stesso come meglio preferisci, per dire quello che vuoi. Ci vado perchè c'è di tutto, uomini, donne, travestiti e trans, gay lesbiche ed etero, single ed accoppiati, belli e brutti, ricchi e poveri, scemi e intelligenti, credenti e mangiapreti... si balla si canta, ci si diverte, si grida insieme. Per un giorno (purtroppo 1 solo) la città vede frantumato il muro di bigottismo e ordinarietà. Io credo che il messaggio che passi sia di per sè positivo, ed è per questo che ha sempre più successo e viene sempre più accolto benvolmente dalla popolazione. Il fatto che la richiesta di maggiori diritti e che la lotta alle discriminazioni si mescolino a questo evento e ne facciano la colonna portante ne aumenta ancor di più la portata e l'importanza. Dove trovi qualcosa come il pride in questo mare di ordinarietà?

freddy87 mercoledì 23 febbraio 2011 - 21.38

Penso che il gay pride sia bello così com'è, è l'incarnazione in colori e musica di quello che siamo dentro.
E' una manifestazione pacifica e rumorosa. Favolosa.
Purtroppo però, si sa, i media pubblicano solo il peggio dei clichè, portando il telespettatore a pensare che una carnevalata lo sia veramente.
Il pride è una buona occasione per uscire allo scoperto e urlare a tutti la nostra vera identità. E' urlare la nostra voglia di avere dei riconoscimenti a livello giuridico perchè per la legge nn siamo nessuno.
L'errore sta nei media, non nel pride.
Se i giornalisti guardassero oltre le apparenze, allora si che avremo mandato il messaggio giusto.
Purtroppo le persone "normali", che nn vivono il nostro mondo e i nostri disagi, hanno soltanto le notizie x saperne di noi e del pride.. quindi è normale nn avere diritti se l'opinione pubblica "normale" è influenzata dalla stampa che usa lo stereotipo della passiva seminuda che grida "AMORE" al pride.
L'italia è un paese di egoisti e finti moralisti. Ehhhh... Se solo avessimo una cultura orientata al benessere comune e al progresso.... continuiamo a sperare.
E continuiamo a manifestare :D

gredase mercoledì 23 febbraio 2011 - 20.19

fate riere, non riuscite a rispettre un ragazzo che la pensa diversamente da voi e pretendete che gli altri sopportino voi. patetici. e ripeto, noi vogliamo essere considerati "NORMALI", cioè come tutti gli altrie, ci travestiamo da ANORMALI (e non è una valutazione negativa). a me il pride piace così com'è, ma son gusti. l'incapacità di affrontare seriamente il discorso, a parte la giacca e la cravatta che non me la metterei nemmeno per andare a lavorare figurati in piena estate romana, è il iù grosso problema che abbiamo.

valit mercoledì 23 febbraio 2011 - 20.19

È interessante notare che più un paese è omofobico, più c'è fastidio nei confronti del gay pride così com'è. Quel fastidio è proprio questo: omofobia.

peyote87MI mercoledì 23 febbraio 2011 - 19.35

e bravo Tommy!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 19.19

“Come se poi non ci fossero tranquille vie di mezzo tra il boa rosa e lo smoking porca troia!”----> Credo che una via di mezzo esista e la scelta non sia limitata tra divisa-saio-smoking e culo di fuori … Personalmente, trovo tacchi e vestiti di colore rosa molto carini sia su maschi che su donne: non vedo cosa ci sia di male ad indossarli ad una manifestazione pro diritti lgbt e in ogni altra occasione, indipendentemente da sesso ed orientamento sessuale! Il punto è “cosa si chiede durante il gay pride?”. Le rivendicazioni storiche sono sacrosante, una giusta ribellione a una divisa etero-dittatoriale, ma bisognerebbe aggiornarsi, adeguarsi ai tempi mutati … La trasgressione sessuale oggi come oggi non è una libertà da conquistare: è qualcosa che non mi pare che sia messa in discussione, tutt'altro! Quello che c'è da conquistare, a parer mio, sono il rispetto e l'integrazione sociale non solo del diverso orientamento sessuale, ma anche delle varie identificazioni di genere! Alla società si chiede di integrare transessuali, gay maschi effeminati, lesbiche mascoline e gay in genere o le si chiede di lasciarli liberi di spogliarsi e di copulare in pubblico (cosa che non viene concessa nemmeno agli eterosessuali, che io sappia)? Per quanto riguarda le modalità innegabilmente “festaiole” del gay pride, non ho nulla in contrario, ma rappresentano esigenze che non sono mie. Lungi da me l'idea malsana di impedire a terzi di esprimersi in modalità festaiola, mi auguro che sia garantita anche (non soltanto) la mia libertà di preferire modalità diverse di protesta e rivendicazione, di non partecipare al gay pride senza essere mandato a quel paese per questa mia scelta, così come io non mando a quel paese chi decide, invece, di parteciparvi! Chiedo troppo? Non mi pare!

pikkoloprince mercoledì 23 febbraio 2011 - 18.33

NORMALE, che parola di merda!!!
Senti, lo dico a te, autore dell'articolo, ma mi rivolgo a tutti quelli che la pensano come te. Il Gay Pride è una manifestazione eterogenea, formata da una pluralità di persone. Non puoi abolire i lustrini dei carri, quello è spettacolo! Non puoi abolire i lustrini dei partecipanti, è abolizione della libertà d'espressione.
Tutte queste persone rappresentano il Gay Pride, ma esso è rappresentato anche da migliaia di altri individui, ci sono i genitori dell'AGEDO, le famiglie arcobaleno, i (pochi purtroppo) politici, gente vestita casual, etero gay-friendly eccetera eccetera.

MI AVETE ROTTO IL CAZZO voi che considerate il Pride una carnevalata. Ma davvero siete così rincoglioniti da pensare che ci concederebbero i diritti se andassimo tutti vestiti in giacca e cravatta????? Come se poi non ci fossero tranquille vie di mezzo tra il boa rosa e lo smoking porca troia!
RIPETO: il Pride è una manifestazione libera, se non vi sta bene la gente che ci va potete non andarci, nessuno ve lo impedisce, oppure createvi un Gay Pride per cazzi vostri!!! Siete diventati monotoni voi froci eterizzati!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 17.35

"è come se mi travestissi da cavaliere e manifestassi pro o contro le crociate"----> gredase, se mi dici che la cosa non ti tenterebbe, stenterei a crederti eheheheheheheh (scherzo)!

gredase mercoledì 23 febbraio 2011 - 17.23

il pride non può essere solo la rievocazione storica di qualcosa successo anni or sono. non ce ne frega un cazzo di stonewall. loro hanno manifestato per i loro motivi in un certo modo. noi dobbiamo trovare il NOSTRO modo di lottare per chiedere quello che vogliamo NOI, non per rievocazione. miei cari, se manifestassimo solo per stonewall saremmo poco credibili. è come se mi travestissi da cavaliere e manifestassi pro o contro le crociate.

gredase mercoledì 23 febbraio 2011 - 17.18

1. signori trentenni/quarantenni che avete visto il mondo smettetela di rispondere alle persone meno anziane di voi che avete sentito fare le solite domande 100 volte. se un ragazzo di 18 anni chiede un PRIDE NORMALE per voi sarà la richiesta che si ripete ogni anno, per lui una delle prime volte che si pone il problema.
2. invece di pensare che il pride sia una tradizione che deve perpetuarsi con i suoi riti sempre identici, non si sa bene perchè, sarebbe bene spiegare agli adolescenti perchè le cose stanno in un certo modo invece di andare in giro sbandierando supponenza.
3. il ragazzo NON HA DETTO che gli effeminati ci fanno fare brutta figura. ha detto ben altro. è opportuno/utile che per chiedere il matrimonio vada in giro col culo di fuori e una parrucca fucsia indossando tacchi a spillo? è necessario che veda trans con le tette al vento (e dico trans perchè ne ho visti in giro così mentre non ho visto lesbiche seminude)? potreste dire che il pride non è solo quello. potreste iniziare a dire che il pride DURA MESI e che il PRIDE NON è SOLO LA "PARATA", ma anche i dibattiti e gli approfondimenti di cui la parata è solo la FESTA CONCLUSIVA.
4. noi manifestiamo al pride per dire che siamo NORMALI. la cosa divertente è che ci travestiamo da ANORMALI per dimostrare di NON ESSERLO.
5. ma in definitiva io ritengo che i pride abbiano un senso così come sono. non credo poi che un europride sarà "casto", suppongo che sarà il più folle degli ultimi anni.

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.50

P.P.S. Affermare "la penso diversamente, non condivido " non equivale necessariamente ad affermare "chi non la pensa come me fa schifo o è anormale"! Si prende atto di una diversità evidente, la si argomenta e, in virtù del principio della libera autodeterminazione del pensiero democratico, si va avanti ognuno per il percorso che ritiene più vicino al proprio ideale, senza imporre condivisione di vedute a terzi!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.32

P.S. Essere effeminati e transessuali e reclamare i diritti alla legittima integrazione sociale, non vuol dire necessariamente reclamare il diritto di andare nudi e di fare sesso in pubblico: manifestazioni storiche di questo tipo, magari con finalità provocatorie, avevano senso in determinati contesti dell'epoca! Non tutti hanno le stesse esigenze e comuni istanze da presentare per il fatto di avere in comune orientamento sessuale e identità di genere! Perché alcuni di voi non accettano il fatto che vi sia questa diversità? Vi è un che di religioso, irrazionale in questa volontà di uniformare tutti a comuni esigenze, a mio modesto avviso! Potreste provare ad avere il coraggio di essere voi stessi senza pretendere che altri condividano le vostre idee e senza temere che qualcuno voglia impedirvi di esprimervi, solo perché non condivide le vostre posizioni! I discorsi sulla “normalità” li trovo particolarmente sciocchi: avere delle posizioni e delle idee diverse non significa necessariamente ritenere chi non condivide queste stesse posizioni “anormale”!

warmTO mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.16

Credo che il miglior modo di partecipare ad un Pride sia di andarci per rappresentare se stessi, senza additare chi invece è lì per rappresentare qualcuno che non sei tu.
Ti mettono a disagio le parrucche? Non indossarne una.
Perché se è giusto essere contro, prima o poi qualcuno ti impedirà di fare qualcos'altro.
Tipo astenerti e criticare comodamente da casa.

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.11

valit, complimenti per sempre più rilevante sagacia, che traspare delle tue osservazioni! °_^

lele32 mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.10

...ma per favore basta con questa classica ipocrisia del gay italiano cazzo, ognuno ha il diritto di manifestarsi ad un Pride come vuole sia in giacca e cravatta che in boa l'importante e' esserci ma siccome si ha paura che la mamma la zia la vicina di fronte ci veda... alla fine la maggioranza sono un gran fiasco.... cosa succede poi??? Il classico del gay italobigotto si viene qui in Spagna a Barcellona o a Madrid e si fa il pieno... tanto mamma non ci vede.... che roba...

giacomo mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.10

ma la noia?
Caro Tommy fa mettere giacca e cravatta ai tuoi amici invece della canotta e venite al Pride, non ve lo vieta nessuno.
Ma tu sai perchè il Gay Pride si festeggia il 27 giugno? Sai cos'è Stonewall? Chi era Sylvia Rivera? Lo sai che per la prima volta a dire basta alla violenza della polizia sono state un gruppo di checche, trans e travestite?
Spero di incontrarti a Roma con un bel cartello politico, così lo sbattiamo sull'obiettivo delle videocamere che riprendo solo tette e paillettes.

1Spiffy mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.07

credo che il punto e il problema di sempre sia STABILIRE ciò per cui uno manifesta... e vista l'urgenza e la situazione sopratutto italiana si stia e si debba manifestare PER DEI DIRITTI e dei riconoscimenti! Ed è questo che si deve fare senza che tutto finisca in una carnevalata o in una disco a cielo aperto! Credo sia giusto anche che uno possa esprimersi come meglio crede, per questo penso sia più logico proporre manifestazioni DIVERSE dal gay pride per lasciare a questo tipo di manifestazione l'occasione di proporre alla gente il PROPRIO ORGOGLIO, ma per non mettere in questo calderone anche l'aspetto importante (e diverso) dei DIRITTI E DOVERI CHE CI SPETTANO E CHE io personalmente chiedo e spero!

valit mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.07

Sempre queste solite storie sul gay pride diverso e sul voler apparire "normali" e non fare brutte figure. Gli effeminati ci fanno fare brutta figura… Secondo me sono i gay nascosti che fanno fare brutta figura alla categoria: mostratevi fieri ai vostri colleghi e ai vostri amici e familiari: così si sconfigge il pregiudizio. Quelli che non accettano i gay perché hanno cipria e ombretto non vi accetteranno neanche se cercate di convincerli che in fondo siete come loro. Non aspirate ad essere tollerati, reclamate a viva voce il vostro diritto di esistere: secondo me è questo il pride ed è per questo che infastidisce chi aspira unicamente ad essere timidamente tollerato senza dar fastidio a nessuno.

Baryonyx1984 mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.02

il pride è una manifestazione E una festa. bisogna accettare che ognuno può presentarsi come se stesso, non necessariamente come maschera o esagerazione. ok, la festa è improrogabile e irrinunciabile...ma la moderazione non la vado mica a chiedere a tutti (trad. chi nei giorni non di pride si concia come un baracchino persiano venga come tutti i giorni). questo intervento/appello ha senso e spessore...si perde sempre di più di credibilità a favore dei festeggiamenti:"guarda, sono gay: come sono allegri...poverini...". dai su, ognuno venga come cazzo gli pare, ma a modino, coerenza con tutti i giorni...chi si nasconde e vuole dare il meglio di se ok, venga come gli pare...ma non credo che siano così tanti quelli che hanno così tanto bisogno di una fuga... opinione personale!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 16.01

P.S. Base d'induzione) io non rappresento tutti e tutti non rappresentano me: solo alcuni condividono le mie istanze e solo di alcuni condivido le istanze;
passo induttivo) credo che questa osservazione valga per me come per chiunque altro.
P.P.S. Parto da me, poiché non posso prescindere da me stesso, non perché io mi ritenga il centro dell'universo, beninteso!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 15.45

falcon82, rappresentare istanze diverse in un'unica manifestazione, a parer mio, è illogico: ci si riunisce per rappresentare istanze comuni, che io sappia! Ognuno è libero di partecipare alla manifestazione della quale condivide le istanze! Personalmente non parteciperei mai a manifestazioni al fianco di chi chiede il diritto di andare in giro col culo di fuori, non ritenendo questo un diritto rilevante, ma, ovviamente, il diritto tuo e di chiunque altro di sostenere cause come questa è pari al mio di astenermi!

falcon82 mercoledì 23 febbraio 2011 - 15.16

Il gay pride è di tutti proprio perhcé se vuoi andare a manifestare in jeans e t-shirt puoi farlo e non sarai solo. Se deve rappresentare tutti allora non può rappresentare solo te però!

Only mercoledì 23 febbraio 2011 - 15.07

Spesso, la disforia di genere, come la femminilità in passato (e, -ahimè- talvolta, anche nel presente), è associata indebitamente alla mancanza di affidabilità! Anche se ad alcune persone con pregiudizi potrà sembrare inverosimile, esistono transessuali, gay visibili, maschi con un io femminile e femmine con un io maschile, che possono avvertire l'esigenza di maggiore serietà in determinati contesti: ciò li induce a non manifestare per i propri diritti come se fossero al carnevale di Rio con un cesto di frutta in testa, la musica della festa e il culo scoperto! I pregiudizi fanno dimenticare a tanti il fatto che esistono svariate caratteristiche della persona, che prescindono dall'identità di genere!

warmTO mercoledì 23 febbraio 2011 - 14.46

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