Emilio Fede insulta il "gay con l'orecchino al pendolo" Nichi Vendola

0 voti
9517 visualizzazioni

Emilio Fede insulta il "gay con l'orecchino al pendolo" Nichi Vendola

Durata: 00:09:01
Ospitato dal duo Cruciani-Parenzo ai microfoni della Zanzara, Emilio Fede camuffa il suo contrariamento alle recenti dure parole di Vendola a lui dirette ("procacciatore di cocaina e di escort") con un umorismo da Bagaglino. L'ottuagenario direttore del tg4 afferma di "non avere neppure il tempo di querelare Vendola". La butta così in caciara, scomodando l'evergreen tormentone dei gusti sessuali del governatore della Puglia e, tra le risatine e i sogghigni della coppia conduttrice, prosegue fino a travalicare l'insulto vero e proprio. Esordisce con "quello con l'orecchino al naso" e da lì via al florilegio di appellativi, di scimmiottamenti, inclusa la simulazione della voce femminile e una penosa imitazione della cadenza barese. Per Fede Vendola è il "pendolo che porta l'orecchino su qualcosa che pende, sul pendolo", "quello a cui piacciono...come si dice?", "un poveretto", uno che "va capito davanti e di dietro", uno che "non va con gli ottuagenari, perchè lì c'è la caccia al tesoro, che ci trova?". E ancora: "lui dica quello che gli pare, tanto oramai in questo paese ognuno dice quello che caxxo (senza che si ecciti Vendola) gli pare". Il direttore preferisce parlare di "cose serie" e così menziona lo sciopero della fame dei radicali e di Marco Pannella, che ha chiesto l'amnistia anche per Berlusconi. Ma, sfoderando la sua puntuta ironia, invoca l'amnistia anche per sè a causa delle accuse di Vendola e, con voce svenevole, si augura che il governatore della Puglia lo vada a trovare "in cella". "Io prima mi paro il culo però", conclude il garbato Fede. E giù con le risate di Parenzo e di Cruciani. Riesumata un po' di serietà, Fede confessa di trovare simpatico Vendola e di averlo stimato a suo tempo. "Gli regalerò però un anello da mettere al naso", sentenzia il direttore e riutilizzando la solita voce ansimante femminile, dice: "su di lui mi sono ricreduto". E prosegue: "Ha ragione D'Alema: l'antiberlusconismo, gira e gira, farà piacere solo a Berlusconi". Viene rispolverato il caso Ruby e Fede dichiara: "nelle ultime intercettazioni il mio nome non esiste e c'è la conferma, attraverso queste intercettazioni, che Ruby Rubiconda non l'ha portata Emilio Fede. A questo punto cade tutto, ma non facciamolo sapere a nessuno". E riguardo alla Zardo, afferma che è solo un'amica e che non crede assolutamente al fatto che Berlusconi l'abbia appellata con l'epiteto affiorato nelle intercettazioni ultime ("Berlusconi non userebbe mai quel termine"). "Anche la storia della patonzola: io non la sapevo", confessa sconsolato il direttore. Cruciani, allora, gli fa ascoltare un vecchio audio di Gabriele Albertini, che, ospite della Zanzara, imitò l'avvocato Agnelli prunciando la stessa frase detta da Berlusconi durante una conversazione telefonica con Tarantini: "la patonza deve girare". Prova inconfutabile, secondo Cruciani, del fatto che Berlusconi abbia utilizzato un'espressione storica del repertorio di Gianni Agnelli. Nel finale, il povero Umilio ammette che "non gli tira più" e non fa sesso da svariati anni, ma solo autoerotismo. "Eppure lo curo bene, gli parlo, lo convinco, ma non mi dà retta", spiega con la sua sagace ironia il direttore del tg4. "E sua moglie che dice?", gli chiede Cruciani. "Mia moglie è una santa donna perchè un'altra, al posto suo, mi avrebbe mandata a quel paese. E' una donna straordinaria, è stata la fortuna della mia vita." E allo stesso modo su Diana De Feo (senatrice del PDL) la pensa Berlusconi: "Sapete cosa dice Berlusconi di mia moglie? Emilio, Diana è la parte migliore della famiglia. E ancora una volta ha ragione".
  • Commenti

Vuoi commentare?

registrati per avere un account gratuito o Log in se sei già membro.